MotoGP verso la griglia a due? Lo "stile F1" tra sicurezza e contraddizioni

MotoGP
domenica, 07 giugno 2026 alle 9:37
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Ipotesi griglia a due per la MotoGP, come succede attualmente in F1, pensando alla sicurezza dei piloti. Ma ci sono un po' di contraddizioni di questo tema...
Una griglia di partenza simil-F1, con file di due piloti invece degli attuali tre, per migliorare la sicurezza, ma sarà la soluzione? Ieri sera al Balaton Park la MotoGP era prevista una prova per questa nuova ipotetica configurazione, che rappresenterebbe una rivoluzione. Il GP di Catalunya, con l'incidente in cui Johann Zarco ha avuto la peggio con l'infortunio che conosciamo, ha lasciato il segno e si cerca di ridurre i rischi in partenza con queste MotoGP, mai così veloci e complesse tra aerodinamica e tutti i dispositivi introdotti negli anni.
L'idea era stata confermata al Mugello da Carlos Ezpeleta, direttore sportivo MotoGP SEG (ex Dorna), ora si attende di conoscere i commenti dei piloti, ma nel frattempo facciamo il punto. Non mancano comunque le contraddizioni, come parlare di maggiore sicurezza e poi puntare su un circuito cittadino come Adelaide, nonostante la rassicurazione di tutti gli standard moderni... Appare un "tutto e il contrario di tutto" in termini di sicurezza.

Cambi in arrivo in MotoGP 

Come ricordano i colleghi di Paddock-GP, non è la prima riduzione a cui assistiamo nel Motomondiale. Fino al 2003 le partenze avvenivano con quattro piloti per fila, fino all'aumento delle prestazioni delle moto che ha inevitabilmente costretto a rivedere i programmi. Ecco quindi che dal 2004 la classe regina passa alla griglia a tre piloti per fila, soluzione adottata solo nel 2011 dalle categorie minori. Ne è passato di tempo quindi, ma si discute molto di questo nuovo e rivoluzionario cambiamento, con tutte le conseguenze del caso. Ad esempio l'allungamento della griglia, rendendo ancora più preziosa la posizione di partenza, con le qualifiche del sabato fondamentali per disputare una buona gara, che si tratti della Sprint o del GP di domenica.
Attualmente si parla di tante cose per aumentare la sicurezza. S'è parlato anche dell'abbandono anticipato del launch control e dei dispositivi di abbassamento, ufficialmente vietati solo dal 2027. Si lavora poi su ulteriori protezioni intorno alla ruota posteriore e al forcellone per ridurre il rischio di lesioni in caso di collisioni. Aggiungiamo anche che si discute da diversi mesi dell'introduzione su larga scala del sistema di avviso di caduta.

Le contraddizioni del Mondiale moderno 

L'ufficialità è arrivata tempo fa, ma ancora risuona l'eco delle perplessità quand'è stato confermato che Adelaide avrebbe sostituito Phillip Island, apprezzatissimo da tutti i piloti. Casey Stoner, l'asso australiano dell'era moderna, non s'è risparmiato in critiche per questo cambiamento, ma non è stato l'unico ad avere grossi dubbi su quello che sarà il primo tracciato cittadino ad ospitare la MotoGP. Cittadino, appunto, con bolidi che passano agevolmente i 300 km/h a sfrecciare lungo i 4195 metri del percorso.
Dal momento dell'annuncio, nonostante le rassicurazioni di "standard di sicurezza moderni"; preoccupa proprio la questione sicurezza per i piloti del Motomondiale. Negli anni, proprio per questo motivo e per i tanti morti registrati, sono stati tolti gli appuntamenti su strade pubbliche, come il TT all'Isola di Man, Montjuic o Imatra, ma nel "antico" Campionato del Mondo era quasi la normalità. Ora Liberty Media spinge quasi per un ritorno al passato, stile Formula 1. Come è stile Formula 1 la possibile nuova griglia di partenza...
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