CIV Moto3, la grande scommessa del Politecnico di Milano con Mirko Gennai e la “Tosa”

Storie di Moto
martedì, 21 aprile 2026 alle 12:20
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Il PoliMi Motorcycle Factory pronto per la prima stagione nel CIV Moto3 con Mirko Gennai e la "Tosa". L'intervista ad Andrea Danese, responsabile reparto corse del Politecnico di Milano.
Da pensiero “lontano dalla realtà” al debutto ufficiale. Il PoliMi Motorcycle Factory è prossimo alla prima stagione completa nella Moto3 del Campionato Italiano Velocità CIV con un prototipo nato da zero all’interno dell’università lombarda. Vi abbiamo già raccontato la storia e come si è arrivati a questo passo avanti, l’anno scorso il debutto assoluto con la wild card con Cesare Tiezzi e quest’anno ci sarà Mirko Gennai, in parallelo nel Mondiale Sportbike, in sella alla “Tosa” (la moto) per l’intero 2026. Ne abbiamo parlato con Andrea Danese, responsabile della gestione del reparto corse del Politecnico.

Presentaci il progetto 2026.

Siamo ufficialmente nel CIV, faremo la prima stagione completa. Chiaramente è una sfida impegnativa e ambiziosa: per noi dell’università, storicamente abituati a fare solo una gara ogni due anni, è uno step molto importante, ma è la naturale evoluzione dalle wild card della scorsa stagione. Facciamo questa sfida con un nuovo pilota, Mirko Gennai, che non conoscevo ma di cui mi hanno detto sempre un gran bene come persona, ed è importante per questo progetto e per avere un buon clima di squadra. Questo dopo che Cesare Tiezzi ha scelto di tornare a correre in Italia per fare la Supersport: ne abbiamo parlato e ci è dispiaciuto, ma una doppia sfida in uno stesso weekend non aveva senso.

Com’è arrivato l’accordo?

A fine dicembre/inizio gennaio ho recuperato i contatti, visto che ha lavorato con alcuni ex PMF negli anni della 300, e ci siamo sentiti: è stato subito entusiasta di questa nuova sfida, parliamo dello sviluppo di un prototipo e non di una moto ripresa da un altro costruttore. Dovrà fare anche da sviluppatore e collaudatore in un anno fondamentale. Ci siamo poi visti a gennaio/febbraio al Politecnico, gli ho presentato alcuni dei ragazzi che lavoreranno con lui ed è rimasto colpito dalla moto: non ha mai guidato una Moto3, nemmeno standard. Abbiamo fatto i primi test a Cremona, una sorta di shakedown, e poi i test ufficiali a Misano con tutti gli altri, una settantina di giri in totale.
Mirko Gennai e i ragazzi del PoliMi Motorcycle Factory a Cremona
Mirko Gennai e i ragazzi del PoliMi Motorcycle Factory a Cremona

Mirko Gennai è una sorpresa in Moto3!

Me l’hanno detto anche altri [risata]. Mirko però ha tanta esperienza, ha fatto tante gare, bagarre, conosce i circuiti, e questo vale tanto per la sensibilità sulla moto, perché sa quando prendersi rischi e quando no, e per dare i giusti feedback. Nei test di Misano, tra il primo e l’ultimo turno c’è stato un bel miglioramento di tempo, e non è merito né solo nostro né solo suo, ma stiamo crescendo assieme. Ha un atteggiamento molto maturo che tranquillizza sia me che tutto il team.

Tante novità per tutti. 

La moto adesso è la stessa che ha guidato Cesare, con pochissimi aggiornamenti, e partiremo con questa, poi arriverà la moto nuova più o meno a metà campionato. Useremo le prime gare per fare esperienza, Mirko con la categoria e noi per sviluppare le potenzialità della nostra prima Moto3, in modo da essere pronti per travasare quanto imparato sulla nuova moto. L’apporto di Mirko sarà fondamentale per darci tutti i feedback necessari. Questa per noi è una stagione di apprendimento contro team e piloti che hanno esperienza. Dobbiamo prenderci il nostro tempo senza strafare, uno step dopo l’altro, e vediamo come va.

Approdate nella Moto3 in un periodo particolare…

Purtroppo sì, ed è un peccato, visto che è l’unica categoria prototipo nel CIV. Non avere più una categoria così in un campionato professionistico sarebbe un po’ una sconfitta. Ho vissuto gli anni in cui PreMoto3 e Moto3 erano molto belle… Avremmo voluto partecipare prima, ma per mille motivi sarebbe stato affrettato. Spero che Federazione e team facciano uno sforzo per non far chiudere la categoria, magari con qualche wild card che aumenti il numero di partecipanti. Fare 9° su 10 non è interessante per nessuno, neanche per gli sponsor. In questo momento non abbiamo le forze per schierare più moto, né ci interessa: il nostro è più un laboratorio su pista, vogliamo capire come e dove migliorare.

Avete mai ipotizzato di puntare su un “piccolo” come pilota?

Sarebbe stato un po’ troppo. Abbiamo puntato ad avere piloti di esperienza, come Cesare e Mirko, che devono anche avere orecchio. Essendo un prototipo con pochissimi chilometri e senza confronti, possono dare le giuste indicazioni alla squadra, cosa non facile. Un pilota più giovane e con meno esperienza poteva essere una difficoltà doppia, sia per lui che per noi. Non siamo ancora pronti ad avere un mezzo adatto ad un ragazzo con poca esperienza. Magari in futuro, speriamo intanto nelle prossime gare di aver fatto uno sviluppo tale da capire meglio la moto e farla andare più forte.
Test Misano, massima attenzione alle indicazioni del pilota. Foto: Leonardo Alessio
Test Misano, massima attenzione alle indicazioni del pilota. Foto: Leonardo Alessio

Qual è lo spirito?

Il weekend di Imola è stato perfetto e abbiamo dimostrato che ci siamo, possiamo investire su questo progetto. A livello di emozioni è stato molto, molto bello, e Cesare secondo me non era abituato a fare una gara in cui 50-60 ragazzi al box ti fanno la ola se finisci la gara! Era però un primo traguardo anche di una generazione precedente.

Cosa vi aspettate?

Ci dispiace che non ci sia il giovedì di prove, sarebbe stato un aiuto in più. L’anno scorso nella wild card a Imola con Cesare avevamo anche il giovedì per arrivare in gara più pronti. Ci mancano chilometri, però ripartiamo dai test, in cui non abbiamo avuto problemi di affidabilità ma solo alcune cose da sistemare. Bisogna ora prendere dimestichezza e anche dimostrare che non è un esperimento campato per aria, ma partiamo da solide basi. Siamo tutti fiduciosi per la prima gara, poi al Mugello ripartiremo da zero, ma un passo alla volta.

C’è un po’ di tensione?

Sì, sicuramente tensione c’è, fa parte anche del mio ruolo e delle mie responsabilità, e i meccanici sono simili a me quest’anno, quindi vedo gli stessi sintomi [risata]. Ma è una tensione positiva. Dopo Imola però penso andrà meglio a Misano a livello di coronarie!
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