PoliMi Motorcycle Factory, storia del team universitario pronto al debutto CIV Moto3

Storie di Moto
martedì, 26 agosto 2025 alle 20:55
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Non mancano progetti interessanti a due ruote nelle Università. Conoscete ad esempio la storia della squadra del Politecnico di Milano? È una realtà ormai decennale, nata nel Dipartimento di Meccanica diretto attualmente dal professor Marco Belloli: la particolarità è la progettazione volutamente rimasta sempre in mano ai ragazzi (sia uomini che donne). Ora questa squadra mira ad approdare nella classe Moto3 del CIV, il Campionato Italiano Velocità. Dove da anni si fa ben notare 2WheelsPoliTo, il progetto del Politecnico di Torino due volte campione tricolore.
In questo contesto, un riferimento e uno stimolo per il futuro team esordiente dell'Ateneo lombardo. Il debutto del PoliMi doveva esserci a Vallelunga, ma vari intoppi, a partire dall'infortunio del pilota (Cesare Tiezzi), hanno portato al rinvio. L'esordio del PoliMi Motorcycle Factory nell'Italiano sarà quindi nei round di Imola e Mugello, che chiuderanno la stagione 2025. Abbiamo parlato con Andrea Danese, 31 anni, responsabile della gestione del "reparto corse" del Politecnico, per farci raccontare tutta la storia.

Partiamo dalle origini: quando e come nasce questo progetto del PoliMi?

Il PoliMi Motorcycle Factory nasce nel 2015 nel Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano con l'obiettivo di partecipare alla competizione internazionale MotoStudent. Siamo partiti con un team molto ridotto, di una ventina di persone, io non ero ancora parte del progetto. Era un progetto nuovo da costruire dal nulla: dovevi trovare gli spazi e gli sponsor, disegnare la moto partendo da un foglio bianco... È stato un percorso impegnativo.

Non ci vuole molto per le prime gare, giusto?

Nel 2016 abbiamo fatto la nostra prima gara al MotoStudent con un primo prototipo con un motore a combustione interna, "Cinghiala": potente, ostinata, massiccia, non molto raffinata, ma determinata a correre [foto qui in basso a sinistra]. Nel 2018 con la nostra seconda moto, "Scighera" (nebbia in milanese), e con Luca Campaci abbiamo vinto la categoria Petrol [foto a destra]. Io sono entrato nel progetto in quell'anno, diventando team leader per l'edizione successiva, in cui decidiamo di esordire anche con la moto elettrica. Per la prima volta abbiamo due prototipi in parallelo, con tutte le difficoltà del nuovo progetto elettrico.

Doppia sfida PoliMi nel 2020, un anno difficile.

La gara prevista ad Aragon ad ottobre viene invece spostata a luglio 2021. Abbiamo avuto qualche problema in gara, ma una soddisfazione è stata il primo posto con "Nyx" [foto qui in basso] come Best Electric Industrial Project, per la progettazione della moto elettrica, assieme ad altri riconoscimenti. Io nel frattempo avevo finito il percorso da studente, avrei dovuto andare via e lasciare spazio ai nuovi, ma mi hanno proposto di restare, quindi di essere assunto. Dall'ottobre 2021 sono diventato la figura che gestisce i team sportivi, credo allora di essere stato il primo in Italia in questo ruolo.

Sei quindi a capo del "reparto corse" del PoliMi.

Da allora gestisco sia il team per il MotoStudent, con tutte le attività connesse, che la Formula Student con il team Dynamis PRC. Negli anni recenti è nata anche una squadra che partecipa ogni anno ad una gara a Montecarlo con una barca sostenibile, a idrogeno o totalmente elettrica. Era una sfida stimolante e l'ho accettata, da lì è cambiata anche la programmazione a lungo termine.

Andrea Danese, da dove deriva la tua passione per i motori? Sei o sei stato pilota?

No, mai stato pilota, ho fatto altri sport. Credo che la passione per i motori sia arrivata nel contesto familiare: papà era più appassionato di 4 ruote, la Formula 1 e il periodo di Schumacher. Poi sono arrivate le moto, nel periodo di Valentino Rossi. Personalmente, al massimo avevo il motorino. La passione vera e propria è nata più tardi, sicuramente grazie anche all'esperienza da studente universitario in alcuni team.

Tornando alla programmazione a lungo termine del PoliMi: incluso anche il pensiero al CIV?

Hanno sempre pensato di farlo, ma non c'era una struttura adatta. Ma abbiamo cominciato a seminare... Nel frattempo il team ha sempre partecipato al MotoStudent e sempre con due moto. Nel 2023 la nostra elettrica "Tatanka" [foto qui in basso] ha fatto il 2° posto complessivo, dietro solo a Bologna. Abbiamo così dimostrato una continua crescita e di questo siamo molto contenti. È poi partito un nuovo ciclo di ragazzi, team leader, direttori sportivi, direttore tecnico, ed è partita anche la progettazione di una nuova moto elettrica, molto innovativa, che verrà presentata a settembre in Università. Avevo anche più esperienza, avevo sviluppato maggiori rapporti negli anni, e sono riuscito a trasmettere l'idea di fare un passo avanti.

Vale a dire?

Abbandonare la competizione petrol al MotoStudent, investendo le stesse risorse per fare più gare. Da qui si arriva alla richiesta di partecipare al Campionato Italiano. L'idea in origine era di partire dalla PreMoto3, ma quando eravamo pronti è cambiato tutto e l'unica categoria che accettava prototipi era la Moto3. Dovevamo convincere tutto il Politecnico a fare qualcosa che non s'era mai fatto. Gareggiare con le altre università è ormai standard, da 20 anni lo facciamo nelle auto e da 10 con le moto, non è più nuovo. Aprirsi però alle competizioni professionistiche... Non è stato privo di difficoltà, sicuramente c'è preoccupazione perché si va più veloci, si fanno più gare ed il rischio quindi è più alto. Ora siamo tutti allineati su questo progetto, e curiosi di vedere cosa possiamo fare.

Quand'è che il PoliMi s'è iscritto ufficialmente al CIV Moto3?

A marzo di quest'anno. È stato davvero un momento importante e già storico per la squadra. Il resto sarà da sudare, vedremo come andrà, ma era fondamentale fare questo passo. L'importante è partire, sapendo tutto l'impegno che c'è dietro, poi bisogna continuare a lavorare per essere competitivi.

Si alza il livello, sarà quindi una bella sfida, giusto?

Assolutamente. Avremo l'opportunità di confrontarci con piloti più forti di quelli che possiamo portare al MotoStudent, che non vuole né minorenni né piloti con un certo curriculum sportivo. Privilegiano giustamente più il progetto del pilota. Il nostro obiettivo non sarà vincere subito, magari senza capire perché, ma raccogliere informazioni per sviluppare la moto, confrontandoci con gli altri per capire la direzione che stiamo prendendo. Un approccio quindi diverso.
Il lavoro di progettazione sulla moto Stuka, 2023

Basandoti anche sul tuo bagaglio tecnico "in pista".

Ho fatto 3 anni nel CIV con AC Racing nel periodo 2020-2022, in cui abbiamo vinto sia in Moto3 che in PreMoto3. Ero ingegnere di pista di Leonardo Zanni e Cesare Tiezzi. Lavorare con un pilota per mettere la moto a punto è certo stimolante, ma portare un prototipo tuo è tutt'altro. È un'esperienza che mi è servita per capire che avevamo il potenziale per competere. Il modo di lavorare dei ragazzi del Politecnico è di altissimo livello ingegneristico, chiaramente manca un po' d'esperienza in pista. Altri poi hanno fatto queste esperienze, come l'attuale team leader, che è meccanico in ESBK, o il team leader precedente, meccanico anche lui in AC Racing.

Esperienze sul campo che aiutano la squadra del PoliMi.

I posti erano pochi, ma quando potevo cercavo di portare qualche ragazzo valido a fare esperienza. Poteva poi portarla nel team: disegnare la moto con l'ottica di smontarla è una cosa magari banale, ma per uno studente è difficile da pensare. Negli anni si vede proprio lo studio per renderle più facili da riparare o per modificare l'assetto. Poi si conoscono anche i piloti: Cesare ad esempio era ancora minorenne quando gli ho chiesto di provare le nostre moto per darci un feedback. La semina per arrivare al CIV è partita anni fa.

Il debutto del PoliMi nel CIV è ormai imminente, quali sono i primi obiettivi?

La squadra è nata con l'obiettivo di aumentare le conoscenze, sperimentare di più e dare una possibilità ai ragazzi che poi vogliono fare quel lavoro. Questa sarà una sfida nuova e sicuramente stimolante. Arriviamo con un prototipo da carta bianca, fatto da ragazzi che hanno visto la pista solo in TV... Sicuramente il sogno sarebbe di fare subito podio alla prima gara, ma realisticamente parlando speriamo che la moto si comporti bene. Non vogliamo sfigurare, ma al momento abbiamo solo una stima di quello che potrebbe essere il nostro passo, è difficile fare un confronto con gli altri. Se continueremo con questo progetto, come tutti speriamo, cercheremo alla lunga di ottenere risultati positivi. Quello che conta di più però è che i ragazzi avranno un bagaglio di esperienza importante da giocarsi al meglio.

Ci dici qualcosa di più di questo progetto Moto3?

Credo che saremo i primi in Italia ad avere un forcellone in carbonio, che abbiamo già utilizzato al MotoStudent 2023. Ci sarà la sua evoluzione sulla prossima moto elettrica e useremo un aggiornamento per la moto del CIV. Quando ho parlato con la Federazione, per me era fondamentale che fosse accettato questo componente. Non abbiamo interesse a fare concorrenza ai professionisti, nel senso che non intendiamo rubare i piloti né essere l'alternativa che schiera 5 moto. Vogliamo avere un laboratorio in cui sperimentare quello che pensiamo sia competitivo, accettando di fare anche scelte non standard per portare esperienza all'interno del team e dell'Università.
Il prof. Belloli, Andrea Danese [sotto la Y] e alcuni ragazzi del team PoliMi alla sede Yamaha

Di recente è arrivato l'annuncio di una collaborazione tra PoliMi e Yamaha. Ci spieghi meglio?

È una collaborazione sicuramente prestigiosa, magari anche per il futuro. In questo caso si tratta di un supporto economico, non abbiamo ancora approfondito altri aspetti. Ci sentiamo da tempo, ma al MotoStudent non permettevano di avere case motociclistiche come sponsor. Bologna era l'unica eccezione con la Fondazione Ducati, quindi non Ducati, mentre Yamaha non aveva ancora una realtà di questo tipo. Quest'anno il MotoStudent è cambiato, e loro non vedevano l'ora di presentare il Yamaha Campus, quindi si sono allineate un po' di cose e siamo partiti. Gli sviluppi sono ancora tutti da scoprire, ne parleremo più avanti.

Un aiuto importante quindi sul piano economico, giusto?

Lavoriamo a lungo termine e sicuramente Yamaha è perfetto per noi. È un traguardo che sognavamo, conosciamo la realtà ed è un bel regalo per i 10 anni del team! Siamo sempre alla ricerca di sponsor per tutto quello che facciamo e ci sono tante aziende fondamentali, oltre 60, che ci danno una mano, credono nel progetto e nella formazione dei ragazzi. Progettiamo quasi tutto internamente, anche le carene le disegniamo e realizziamo noi: lo fanno in tanti, noi invece non ne abbiamo mai comprata una per i nostri prototipi. Dietro ad una moto c'è tanta ricerca, anche per soluzioni alternative, e chiaramente i costi sono più alti perché si tratta di un pezzo unico: non abbiamo interesse a venderla o noleggiarla, dev'essere solo la moto migliore possibile.
I ragazzi del PoliMi e tutte le moto finora. Da sinistra: Tatanka (2023 Elettrica), NYX (2021 Elettrica) Scighera (2018 Petrol) Sciura (2021 Petrol) e Stuka (2023 Petrol)

È un'occasione anche per i ragazzi, giusto? Non ce ne sono molte per far emergere i giovani.

Sono d'accordo. Se non avessimo avuto la possibilità di fare il MotoStudent, e il CIV quest'anno, i ragazzi non avrebbero potuto mettersi in mostra, far vedere quindi quello che sanno fare. Chi veramente lavora tanto affronta tutto questo con grande impegno e serietà. Parte tutto dalle competizioni universitarie, in cui si crede molto, e il CIV è la ciliegina sulla torta, la sfida aggiuntiva.

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