Futuro da tester Honda, ma Rea è orgoglioso del suo passato da protagonista della Superbike e ha raccontato un episodio importante.
L'assenza di Toprak Razgatlioglu sicuramente si sentirà nel Mondiale SBK 2026, però non sarà l'unica pesante sulla griglia. Infatti, mancherà anche il sei volte campione del mondo
Jonathan Rea. Anche se negli ultimi due anni con Yamaha non ha brillato particolarmente, si tratta comunque di una leggenda e non si può ignorare. Vero che forse lo rivedremo in azione come wild card, essendo diventato
tester Honda, però non è la stessa cosa.
Il pilota nord-irlandese aveva parlato anche con Yamaha e BMW, ma alla fine ha deciso di firmare con HRC, con la quale dovrebbe prendere parte anche all'edizione 2026 della 8 Ore di Suzuka, prestigiosa tappa del Mondiale Endurance che lo ha già visto protagonista e vincitore in passato. Nel 2013 ha trionfato con Honda e nel 2019 con Kawasaki. Andrà a caccia del tris.
Superbike, Jonathan Rea racconta un episodio decisivo
Rea aveva corso con moto Honda sia nel suo unico anno (2008) nel Mondiale Supersport sia nei primi sei anni (2009-2014) nel Mondiale Superbike. Era parte del team HANNspree Ten Kate e soprattutto in SBK ha conseguito risultati particolarmente importanti in rapporto al valore della CBR1000RR: 15 vittorie e 42 podi. Per quattro volte ha chiuso in top 5 nella classifica generale, con il 3° posto del 2014 come migliore piazzamento finale.
Proprio con la Honda aveva conquistato il primo successo nella categoria, in Gara 2 a Misano nel 2009: "È stato un momento cruciale - ha spiegato a Speedweek - Ho sempre saputo di essere veloce e talentuoso, ma vincere una gara cambia tutto. Improvvisamente capisci di potercela fare davvero".
A Misano la prima vittoria di Jonathan Rea in SBK
La consapevolezza di non essere un pilota normale non basta, serve vincere per acquisire ulteriore fiducia e sicurezza: "Sono piuttosto pessimista. Per me, il bicchiere è spesso mezzo vuoto. Hai sempre dei dubbi: forse non sono abbastanza veloce, forse sono qui solo per fortuna. Ma poi vinci una gara e improvvisamente sai di essere qui. Correvo contro piloti come Haga o Corser, contro i grandi costruttori, e avevo solo 21 anni. Ripensandoci, quello è stato il momento migliore della mia carriera".
Nel 2026 cercherà di aiutare HRC in qualità di collaudatore, mettendo la sua esperienza a disposizione per sviluppare al meglio la CBR1000RR-R Fireblade SP. Tornerà a lavorare con Chris Pike, il project manager del test team Honda e suo precedente capotecnico.
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