Manuel Puccetti ha rilasciato un'intervista a Corsedimoto per fare il punto sulla situazione Kawasaki in Superbike e Supersport. Ci ha parlato anche di Razgatlioglu in MotoGP.
Il team Kawasaki
WorldSBK schiera una nuova Ninja ZX-10RR
nel 2026 e c’è grande curiosità di vedere a quali risultati potrà aspirare
Garrett Gerloff, che nel primo round in Australia ha già fatto intravedere un
bon buon potenziale. 15 punti conquistati, un anno fa furono solo 3. Ora
bisognerà vedere come andrà il prossimo round a Portimao, dove anche la coppia
Supersport composta da Jeremy Alcoba e Dominique Aegerter sarà chiamata a fare
bene dopo il debutto non facile a Phillip Island. Di tutto questo e non solo
abbiamo parlato con il team principal Manuel Puccetti.
Kawasaki Superbike-Supersport, Corsedimoto intervista Manuel Puccetti
Manuel, qual è il bilancio del primo round in Australia?
“Per quanto riguarda la Superbike, abbiamo disputato il miglior weekend di sempre con Gerloff. In quello che è un circuito favorevole alla Ducati siamo riusciti a ottenere dei buoni risultati. Il sesto posto nella Superpole Race, arrivando a mezzo secondo dal podio, fa ben sperare per il resto della stagione. In Supersport abbiamo avuto dei problemi dovuti ai molti aggiornamenti che abbiamo portato alla moto durante l’inverno. Non abbiamo avuto abbastanza tempo per provarli e svilupparli in condizioni di pista asciutta, visto che i test pre-campionato sono stati rovinati dal maltempo. Siamo andati in Australia con un materiale che aveva molti punti interrogativi e abbiamo avuto dei problemi di gioventù. Rientrati da Phillip Island, abbiamo dedicato tre giorni al banco motore e due giorni alla pista per risolvere i problemi. Penso che possiamo ritenerci pronti per affrontare il resto della stagione ad alto livello”.
In Superbike avete una nuova Kawasaki Ninja ZX-10RR e sembra esserci un potenziale superiore rispetto alla versione precedente.
“È una moto nuova e da fuori uno può pensare che ci siano solo le ali come novità, ma c’è molto di più di nuovo. Rispetto alla moto dell’anno scorso le differenze sono il motore, il cambio, il corpo farfallato, la forcella e altri elementi della ciclistica, l’aerodinamica... Di uguale c’è poco. Gerloff in Australia ha fatto registrare la prima velocità praticamente in tutti i turni, la moto va fortissimo ed è abbastanza più competitiva in confronto alla Kawasaki 2025. Inoltre, ora faremo altri chilometri e la svilupperemo, sono convinto che saremo ancora più competitivi. Rimane il limite di essere ancora con un solo pilota in griglia, però la moto ha un grande potenziale e la squadra è molto unita. Penso che possiamo fare abbastanza meglio rispetto allo scorso campionato Superbike”.
C’è un aspetto della moto sul quale Gerloff vi ha chiesto di concentrarvi per migliorare il suo feeling e la sua velocità?
“L’elettronica, che è un aspetto sul quale quest’anno abbiamo messo un po’ il turbo. Kawasaki ci sta supportando con due tecnici di enorme esperienza dedicati al nostro team, ovvero Danilo Casonato e Marcel Duinker, ingegneri che da circa vent’anni sono legati a Kawasaki. Questo è un punto di forza in più, perché migliora il nostro gruppo di lavoro. Penso che anche grazie a loro potremo fare un lavoro migliore sulla messa a punto generale dell’elettronica e non solo. Poi più chilometri faremo e più ci metteremo a posto. Un conto è correre con Ducati, che ha otto moto in pista, e un altro conto è essere in Kawasaki con un pilota solo che porta avanti lo sviluppo di una nuova moto. Per il 2027 il mio obiettivo resta quello di avere due piloti”.
C’è anche lo scambio di dati con il Bimota by Kawasaki Racing Team a dare una mano.
“Sì, c’è condivisione totale in tutti i turni. La moto è identica, a parte il telaio. È come avere dei cugini con una moto simile e ci scambiamo le informazioni per cercare di aiutarci a vicenda”.
Bulega ha dominato in modo netto il weekend Superbike a Phillip Island, temi che vedremo lo stesso spartito anche nel resto del campionato?
“Sicuramente lui è l’uomo da battere e sono convinto che sarà il campione del mondo SBK 2026, però non penso che tutta la stagione andrà come abbiamo visto in Australia. Quello di Phillip Island è un circuito molto pro Ducati ed è favorevole anche allo stesso Bulega. In Europa resterà lui il pilota da battere, ma credo che ci saranno degli avversari in grado di avvicinarsi”.
In Supersport ci sono grandi aspettative sul ritorno di Aegerter, due volte campione del mondo nella categoria. Come sta andando il suo processo di adattamento alla Kawasaki ZX-6R? Il recente test al Cremona Circuit è servito per compiere un passo in avanti?
“Dopo tre anni di Superbike era abituato a guidare una moto diversa, con i vari aiuti elettrici ed elettronici, quindi tornare a una moto più old style senza controllo di trazione, anti-impennamento eccetera non è facile. Gli serve del tempo, gli abbiamo anche dato una moto da allenamento per fare più chilometri possibili e abituarsi. C’è un processo di adattamento e aver avuto dei test invernali condizionati dalla pioggia non ha aiutato. Dopo il primo giorno di test a Cremona era già davanti ad Alcoba, una cosa impensabile fino al test precedente, dove era molto più lontano”.
Che obiettivi vi siete posti per il prossimo round a Portimao?
“In Superbike puntiamo ad avvicinarci alla top 5. In Supersport possiamo ambire ad avvicinarci al podio, soprattutto con Alcoba, che è al secondo anno in Kawasaki e quindi un po’ più pronto di Aegerter”.
I test pre-campionato a Jerez e a Portimao sono stati rovinati dalle pessime condizioni meteo, facendo buttare via soldi e tempo ai team. Per il futuro saresti favorevole a disputare dei test invernali fuori dall’Europa?
“Io ho cercato di spingere molto Dorna e i media per ottenere un cambiamento del regolamento. Potremmo sfruttare meglio i nostri budget. Dei test invernali fatti tra Spagna e Portogallo negli ultimi 15 anni forse abbiamo sfruttato pienamente il 30-40% dei giorni programmati, il resto è stato condizionato dal freddo o dal maltempo. Sicuramente andare in Qatar, in Malesia o in Thailandia costa di più, però la spesa fatta viene ripagata al 100% perché in quei luoghi puoi lavorare normalmente. Invece, con la situazione attuale, rischiamo di buttare via circa il 60% dei soldi investiti nei test. Tranne Yamaha, siamo tutti uniti nel volere un cambiamento”.
La MotoGP non correrà più a Phillip Island dal 2027 e sembra che anche il WorldSBK possa perdere tale tappa dal 2028. Qual è la tua posizione sul tema?
“Per me rimane è un circuito mitologico, bellissimo e situato in un posto fantastico. Sarebbe un peccato se non dovesse essere confermato nel calendario. Dall’altra parte, però, non è mai stata una pista troppo congeniale alla Kawasaki. Se devo guardare in casa mia, non mi dispiacerebbe una eventuale uscita di Phillip Island. Poi, trattandosi di uno dei circuiti storici del campionato, è normale che da appassionati possa esserci del dispiacere”.
Concludiamo con Toprak Razgatlioglu. Cosa pensi dei suoi primi passi nel mondo MotoGP? “Ero in Thailandia e penso che il suo debutto sia stato tutto sommato positivo, nonostante il momento difficile della Yamaha. Anche le prestazioni di piloti più esperti come Quartararo, Rins e Miller dimostrano che il pacchetto è ancora acerbo. Bisogna dargli tempo, già il fatto che Toprak stia in mezzo a loro è positivo. Di più non può fare, è un rookie, è l’ultimo arrivato: non conosce la moto, non conosce le gomme, non conosce una parte dei circuiti… Secondo me, bisogna avere un po’ di pazienza. Mi dispiace che in inverno i media lo abbiano pompato troppo, a Toprak serve tempo, non deve avere pressione”.
Tu che lo conosci bene e hai modo di confrontarti con lui, come sta vivendo questa situazione? Nel Mondiale Superbike era abituato a stare sempre davanti, ora si deve adattare una dimensione completamente diversa in MotoGP.
“In Thailandia ne abbiamo parlato. Negli scorsi anni era primo o secondo e il suo manager Kenan Sofuoglu gli ha insegnato che il secondo è il primo degli ultimi, quindi adesso sta vivendo con grande frustrazione il fatto di ritrovarsi penultimo o terzultimo. Non è facile, ma questa situazione fa parte di un processo di adattamento. Ora il suo obiettivo è stare in mezzo alle altre Yamaha, il più vicino possibile a Quartararo. Da debuttante, riuscire a stare vicino a Quartararo significherebbe fare un buon lavoro. Il prossimo anno, con il nuovo regolamento tecnico e le gomme Pirelli, dovrebbe essere più facile”.
"In Testa": su
Amazon puoi acquistare l'autobiografia di Jonathan Rea, sei volte campione del mondo e leggenda Superbike