La scalata himalayana di Toprak Razgatlioglu: il vero esame è appena iniziato

MotoGP
domenica, 15 marzo 2026 alle 12:13
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Nel primo GP è già in linea con le altre Yamaha: il debutto di "El Turco" è duro, ma teniamolo d'occhio...
Toprak Razgatlioglu sta inevitabilmente affrontando la sfida più dura della sua vita, e non è detto che riesca a "vincerla"... Yamaha sta vivendo il suo momento peggiore in MotoGP e l'azzardo del V4 richiede molto tempo, un cambio che non aiuta a livello di motivazione e umore all'interno del box. Forse soprattutto per Quartararo, Rins e Miller, possiamo dire che il discorso è un po' diverso per il neo arrivato, che al momento deve concentrare tutta la sua attenzione sul processo di apprendistato. E ad essere sinceri, nel primo round al Buriram è anche riuscito a sorprendere! È solo l'inizio, c'è tantissimo da imparare, e non sarà certo stato inutile neanche il test a Jerez con le Pirelli, nuovo fornitore MotoGP dal rivoluzionario 2027. Ma parliamo del presente.

Il passo in casa Yamaha in Thailandia 

Vi avevamo già illustrato il suo passo nella Sprint, il migliore del quartetto Yamaha nonostante una scivolata (ne abbiamo parlato qui), ma anche nella gara lunga di domenica il pilota turco pluricampione WorldSBK ha ben figurato. Non è così lontano dal passo mostrato dai colleghi di marca, ce lo dice proprio l'analisi post GP. Iniziamo proprio dal rookie di Pramac Yamaha, 17° al traguardo: a referto tre giri in 1:31 alto, con un 1:31.882 come miglior tempo, in seguito rimane sostanzialmente stabile tra 1:32.0 e 1:32.5, nella seconda parte di gara poi inizia a salire, arrivando al passo di 1:33 e toccando sul finale anche 1:34 basso. Quartararo è passato da un 1:31.605 subito all'inizio, dal 9° giro mantenendosi sul passo di 1:32 e mezzo per la maggior parte della gara, arrivando a tre riferimenti sopra 1:33, con un 1:33.5 come tempo "peggiore". È più o meno l'andamento anche della gara di Rins, partito con un 1.31.626 e dal 10° giro stabilizzandosi sopra 1:32, per concludere in 1:33 nei due giri finali. Infine Miller, l'ultimo del quartetto Yamaha nel primo GP dell'anno, nella prima parte di gara ha oscillato tra 1:31.6 e 1:32.6, per poi salire dal 16° giro, arrivare a 1:33, 1:34, per finire la gara con un 1:37.996 ed il 18° posto al traguardo.

E c'è ancora tanto da fare! 

Passare dalle derivate di serie ai prototipi non è un debutto qualunque, ma un Himalaya da scalare. Quartararo, Rins e Miller hanno grande esperienza sulle MotoGP, e chiaramente Razgatlioglu al momento non è in grado di seguire una sua direzione precisa ma deve agganciarsi ai dati del trio citato, studiandoli sia al box che in pista, come ha dimostrato sia in tutti i test che nel weekend inaugurale del Mondiale 2026. Serve trovare il giusto feeling con la M1 (ahimè non la moto migliore del lotto in questo momento), serve fiducia nelle gomme, serve poi una ricostruzione anche di se stesso, qualcosa che chiaramente aveva raggiunto da tempo in Superbike ma che in MotoGP è da rifare totalmente da zero. Il suo manager e mentore Kenan Sofuoglu ha indicato l'unico obiettivo possibile in questo anno di debutto nel Motomondiale (e l'ultimo con le 1000): essere il miglior pilota Yamaha. Sembra un obiettivo molto difficile, vero? La storia però ci insegna che le sorprese non mancano mai, che il confine tra catastrofe e successo è molto, molto sottile.
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