Elisabetta Monti si è assicurata la vittoria di Gara 2 a Misano: guida la classifica di Europeo ed Italiano Femminile a cui non avrebbe dovuto partecipare.
La particolarità della Women's European Championship (Europeo) è la commistione con il CIV Femminile in occasione dei round italiani previsti dal calendario. Due campionati che corrono insieme, con classifiche separate, producendo tuttavia una leader unica al termine dell'esordio stagionale di Misano in concomitanza con il CIV. Ai piedi del podio in Gara 1 e vittoria in Gara 2 per soli 15 millesimi di secondo, lo scorso weekend ha riservato ad Elisabetta Monti un'escalation di emozioni. Un'affermazione di pregevole frattura che esemplifica il concetto di
sliding doors. Oltre che per le modalità, per alcuni retroscena. Il doppio impegno tra WEC e CIVF non era contemplato nei piani originari della
"Betty". Dopo un triennio nell'ormai ex CIV PreMoto3 culminato con l'ottavo posto del 2025, la 16enne pilota di Lecco
avrebbe dovuto partecipare quest'anno all'Europeo Moto4 (ex ETC) del rinnovato MotoJunior con AltoGo Racing, ma qualcosa è andato storto. Per imprevisti e situazioni poco felici si è ritrovata costretta a "ripiegare" sulle competizioni femminili con una Yamaha R7 del pluridecorato Team Trasimeno. Virgolette d'obbligo visti i risultati pronti-via ottenuti...
Elisabetta Monti, ti saresti mai aspettata di vincere alla prima uscita della stagione?
"Guido questa moto da poco, alla vigilia del weekend non sapevo come fossi messa realmente. Sono sempre stata convinta del mio potenziale, sensazioni suffragate dai test pre-evento del giovedì dove sono stata veloce quanto le altre pilote di punta. Con la squadra abbiamo avuto il nostro bel da fare: il setting di partenza non mi piaceva granché. Ci siamo rimboccati le maniche, migliorando turno dopo turno. Ero convinta di poter salire sul podio, ma vincere al primo tentativo o quasi... assolutamente no!".
Elisabetta Monti in azione con la Yamaha R7 del Team Trasimeno
Il fotofinish ha determinato la vincitrice tra te e Josephine Bruno, ti sei accorta subito di avercela fatta?
"Non ricordavo esattamente se la linea del traguardo fosse la prima o la seconda (ride, ndr). Per essere sicura ho dato tutto fino alla fine. In passato mi è capitato di essere stata beffata all'ultimo per aver chiuso il gas troppo presto: considerata la posta in palio, non volevo commettere la stessa leggerezza. Dopo la bandiera a scacchi c'è stato un momento di incertezza perché ho visto Josephine alzare le braccia al cielo in segno di vittoria. Pensavo di dovermi accontentare di un piazzamento sul podio, invece entrando al parco chiuso mi sono ritrovata la sua moto nella piazzola riservata alla seconda classificata. A quel punto ho realizzato".
Hai avuto ragione della tua compagna di squadra, un duello non proprio banale...
"Nel motociclismo il compagno di squadra è sempre il tuo primo avversario. Batterlo rappresenta uno stimolo in più. Josephine è una grandissima pilota, la conosco da tanti anni. Senza dimenticare che le altre avversarie con cui mi sono giocata la vittoria (Yvonne Cerpa e Karolina Danak, ndr) vantano a loro volta apparizioni nel Mondiale Femminile. Averle battute mi rende estremamente orgogliosa".
In entrambe le gare sei uscita fuori sulla distanza, resta da aggiustare la partenza.
"Avevo simulato lo start solo nelle prove libere del venerdì, senza buoni riscontri. Dovevo riprovarci nelle seconde qualifiche del sabato mattina, purtroppo una scivolata ha compromesso i nostri piani. Mi sono presentata al via di Gara 1 senza sapere che cosa aspettarmi, tant'è che sono scattata malissimo. Un po' meglio in Gara 2, anche se ci ho impiegato qualche curva a prendere il ritmo giusto. Per fortuna sono riuscita a non staccarmi, tenendo il passo del gruppetto di testa".
Ti avevamo lasciata con l'accordo in tasca per la Moto4 European Cup. Quali ragioni ti hanno spinta a cambiare così bruscamente i programmi?
"Per una serie di divergenze con il team AltoGo Racing abbiamo deciso di separare anzitempo le nostre strade...".
In passato eri scettica all'idea di correre con le donne. Ti sei ricreduta?
"Molte persone mi hanno consigliato di ripartire dal motociclismo femminile. A posteriori, ci avevano visto lungo. Il nostro movimento è in crescita continua. Mi piacerebbe proseguire in questi due campionati, aspettando di raggiungere la maggiore età per provare il salto nel WorldWCR (Mondiale, ndr)".
Com'è nato l'abbocco con il Team Trasimeno?
"Insieme a mio padre e al mio preparatore ci siamo mossi per cercare, un po' in fretta e furia, la miglior soluzione. Declinata l'opzione Gradara Corse (in pista con Yvonne Cerpa, Aurelia Cruciani e Sara Cabrini, ndr) in quanto già al completo, abbiamo dunque virato sul Team Trasimeno. Sono felice della scelta fatta, si tratta di una squadra che annovera un grande palmares. Anche e soprattutto nel mondo delle corse al femminile (5 titoli europei in 6 anni con Beatriz Neila Santos, Natalia Rivera e Rosita Jimenez Vargas, ndr). Quale giudizio hai maturato sul nuovo format "iridato" di WEC/CIVF con le Yamaha R7?
"La R7 è sì pesante, ma facendo una comparazione tra peso e velocità non viaggia relativamente forte. Certo è che mi sto divertendo, nei tratti guidati si riesce a fare la differenza. Ho la possibilità di condividere la pista con pilote molto forti e, dal canto mio, sento di avere ancora un bel margine di miglioramento: rispetto ad altre ragazze ho meno esperienza con questa moto. Lavorerò sodo per ottenere il miglior risultato possibile e togliermi ulteriori soddisfazioni. A fine stagione tracceremo un primo bilancio".
A proposito di novità, quest'anno sarai affiancata da un rider coach d'eccezione come Vicente Perez Selfa.
"Abbiamo intrapreso questa collaborazione dallo scorso mese di gennaio. Se ci siamo conosciuti il merito è del mio vecchio allenatore. Siamo partiti condividendo qualche allenamento e ci siamo fatti subito una buona impressione. Il pensiero comune è stato: perché non andare avanti? A cadenza mensile trascorro tre settimane da Vicente in Spagna. Mi aiuta un sacco, in particolare a livello mentale per tenere alta la motivazione: avevo accusato il colpo a seguito del brutto incidente rimediato a Imola nel 2024. In circuito, nonostante lui corra nel CIV Moto3, si ritaglia sempre del tempo per me. Anche per venirmi a dare la carica in griglia. Grazie ai suoi consigli, la mia fiducia sta aumentando sempre di più, finalmente sono tornata a divertirmi. I frutti di questo lavoro sono evidenti".
Elisabetta Monti scortata da Vicente Perez Selfa
Abbiamo parlato degli ultimi sviluppi della tua carriera agonistica, il percorso di studi come precede?
"Frequento una scuola privata, alternando lezioni online ed in presenza. A fine anno scolastico dovrò sostenere un esame, ma non sono preoccupata. Mi sento a mio agio e, nei limite del possibile, riesco a conciliare i due impegni. Quando mi trovo in Spagna cerco di non perdermi le lezioni da remoto, mentre una volta rientrata in Italia dalla mia famiglia seguo tutto dai banchi di scuola".
Photo Courtesy: Leonardo Alessio
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