Corsedimoto ha intervistato Denis Sacchetti, team manager Go Eleven nel Mondiale Superbike: c'è soddisfazione per come è iniziato il 2026 con Baldassarri.
Archiviato il biennio con Andrea Iannone, il team Go Eleven è ripartito con
Lorenzo Baldassarri e i primi due round del calendario Superbike 2026 stanno ripagando questa scelta. Al debutto a Phillip Island c'è stato subito il podio in Gara 1, il primo del pilota marchigiano nella categoria. Nella classifica generale ha 40 punti, il doppio di quelli che aveva accumulato nel 2023 con il team GMT94 Yamaha. Le premesse per un grande campionato ci sono tutte. Ne abbiamo parlato con il team manager Denis Sacchetti.
Mondiale Superbike: Corsedimoto intervista Denis Sacchetti (team Go Eleven)
Denis, come valuti l'inizio di stagione Superbike 2026 del team Go Eleven?
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È stato un inizio sorprendente, ne siamo contenti e orgogliosi. Non ce lo aspettavamo, non perché non conoscessimo le qualità di Baldassarri, però non avendo quasi girato sull'asciutto nei test invernali e venendo da un campionato molto diverso come la MotoE era impensabile che potesse essere così competitivo già alla prima gara. Si dice che quella di Phillip Island sia una pista a sé, ma lui è andato forte anche a Portimao, dove lui ha avuto anche un problema all'avambraccio. Al sabato sera mi aveva detto che non sarebbe riuscito a finire la gara (
QUI la nostra intervista al pilota)
, dopo ha stretto i denti e in Gara 2 ha chiuso sesto. Ci stiamo lavorando, sono fiducioso che dal prossimo round avremo risolto il problema. Oltre ai risultati positivi, quello che ci rende ancora più felici è l'armonia che si è creata all'interno del team. Ci sono tanti meriti del pilota: per avere un clima positivo la squadra è importante, ma poi è il pilota a fare l'ultima differenza, è lui il capitano che guida tutti gli altri. Balda è stato molto bravo, una persona squisita. Siamo un gruppo di amici che ride, scherza e fa legna, come dice lui. Ci divertiamo, stiamo bene, siamo sereni e spero che andremo avanti così tutto l'anno".
Quando il team Go Eleven ha ingaggiato Baldassarri, qualcuno ha pensato che potesse non essere la scelta giusta. È una soddisfazione ulteriore il fatto di dimostrare che la vostra scommessa sta ripagando?
"C'è stata una scommessa di entrambe le parti. Noi sicuramente abbiamo puntato su un pilota che nessuno si aspettava, anche se dobbiamo dire che non abbiamo scoperto noi il suo talento. Ora stiamo cercando di valorizzarlo dandogli ciò che gli serve, ma già in Moto2 e Supersport avevamo visto quanto può essere veloce. Balda scommesso tanto su sé stesso rientrando in un campionato così importante come quello Superbike. Tra di noi è creato un ottimo feeling da subito. Quando il clima positivo, il pacchetto tecnico è di livello e il pilota sa dare gas, poi le cose vengono da sé. Chiaramente, ci sono aspetti sui quali dobbiamo crescere: non ci sentiamo già arrivati, c'è tanta strada da fare ancora. La concorrenza andrà più forte nei prossimi round, dunque vogliamo farci trovare pronti".
In quali aree si sta concentrando il vostro lavoro in questo momento?
"La moto è nuova ed è nata molto bene, in questa prima fase pensiamo 'Di cosa ha bisogno questa moto per andare forte? E come deve guidarla il pilota per farla andare forte?'. Bulega ha capito benissimo come guidarla, è un esempio da seguire. Stiamo cercando di capire pregi e difetti della nuova Ducati per avere una base di performance ottimale in tutte le condizioni. Balda sta lavorando tantissimo su se stesso per comprendere come guidarla al meglio. Dobbiamo lavorare sull'elettronica, che su questa moto è molto complessa, dobbiamo capire come sfruttarla al massimo. C'è un altro aspetto importante su cui stiamo lavorando, ovvero l'ergonomia, dato che lui è molto alto e pertanto serve gestire efficacemente questo fattore".
Nel 2026 c'è una nuova Ducati Panigale V4 R. Finora, in cosa la vedi migliorata in confronto alla versione precedente?
"Con il forcellone bibraccio è diventata una moto più facile da guidare rispetto a prima, perché è molto più bilanciata tra anteriore e posteriore. Anteriore e posteriore lavorano in armonia, cosa che non c'era con il forcellone monobraccio, la moto diventata più nervosa in passato. Hanno trovato un buon equilibrio e ciò genera una stabilità che ti aiuta nella guida, riesci ad essere più costante nei giri. Questo penso sia il vantaggio più grande che abbiamo visto finora. Poi c'è stato un passo in avanti anche in termini di ergonomia, perché c'è un serbatoio migliore, una seduta migliore, una guidabilità migliore".
Prossimo round SBK ad Assen, cosa vi aspettate?
"Partiremo tutti alla pari, visto che nessuno ha fatto test lì. Dobbiamo capire se in un circuito che è diverso sia da Phillip Island sia da Portimao la moto avrà dei comportamenti diversi e se ci saranno aree nelle quali dovremo lavorare di più. Non so se scopriremo dei punti deboli, spero di no! Dopo le prime gare che abbiamo fatto, penso che puntare alla top 5 sia un obiettivo realizzabile per tutte le gare del 2026. Quando magari c'è un'occasione, come quella in Australia, possiamo anche puntare al podio".
Bulega ha dominato i primi round, pensi che continuerà così anche nel resto del 2026?
"In questo momento, Bulega è bravissimo e fortissimo. È uno dei migliori team del Mondiale Superbike, ora sembra difficile pensare che qualcuno possa contrastarlo. Mi piace pensare che qualcuno ci riuscirà su alcune piste, così da dare un po' più di brio al campionato. BMW ha budget, piloti e potenziale, tutte le risorse per ridurre il gap rispetto al binomio Bulega-Ducati".
Liberty Media è la nuova "padrona" della Superbike. Vi è stato fatto capire come interverrà per valorizzare il campionato?
"Per il momento, a noi non si è presentato nessuno di Liberty Media. Non sappiamo che cambiamenti ci saranno nella gestione, non abbiamo ricevuto alcun feedback sulle loro idee. Comunque credo che vada fatto qualcosa di importante per migliorare la Superbike e sarebbe utile intervenire il prima possibile. Poi è chiaro che magari in questo momento loro stiano dando priorità a sistemare la MotoGP, successivamente penseranno a noi. Forse hanno bisogno di una fase iniziale nella quale capire bene il mondo SBK prima di fare le loro mosse. Per come ho percepito Liberty Media, è una società che quando decide di muoversi lo fa in maniera rapida e incisiva, senza perdersi in chiacchiere. Credo che il problema più importante del Mondiale Superbike non sia il regolamento tecnico, bensì la mancanza dei media. Mancano le TV, gli inviati alle gare, pochi parlano di questo campionato e nessuno lo pubblicizza. Non c'è quasi nessuno che racconta il prima e il dopo le gare, il pubblico non viene incuriosito nei confronti della SBK. Non so neppure quanto siano corretti gli orari delle gare, un fattore molto importante".
Non ti ha convinto la scelta di spostare Gara 1 e Gara 2 Superbike dalle 14 alle 15:30, mettendole come eventi conclusivi delle due giornate.
"Penso sia giusto che la gara principale sia l'ultima del programma, altrimenti per le altre categorie c'è il rischio che il pubblico vada via dal circuito. Capisco che abbiano ragionato così, però secondo me andrebbe riprogrammato un po' il tutto per fare in modo che la Superbike cada in un orario nel quale la gente è a casa e può guardare la TV. Nel weekend alle 15:30 tante persone sono in giro, invece di guardare le gare, magari guardano sui social quello che è successo".