Nicolò Bulega correrà i due GP finali della
MotoGP con la Ducati GP '25 dell'infortunato Marc Marquez. Un pilota Superbike contro i big della top class. Nel 2006 a Valencia Troy Byaliss mise tutti a tacere. Potrebbe succedere di nuovo?
Guardando la questione dal punto di vista tecnico la naturale risposta non può essere che negativa, anche perchè ci sono differenze notevoli. Troy Bayliss nel 2006, prima della wild card, aveva vinto il secondo dei tre Mondiali Superbike in anticipo trionfando a Imola. Nelle tre stagioni precedenti aveva gareggiato in
MotoGP, e per due anni (2003-4) proprio con la Ducati, finendo quattro volte sul podio, sempre terzo. Nicolò invece arriva a Portimao con un solo un giorno di test sulla MotoGP: per lui sarà un un debutto assoluto.
Uno scontro di classe
Bayliss tornò da wild card per sostituire l'infortunato Stete Gibernau. Non aveva mai gareggiato con le Bridgestone e tantomeno conosceva quella versione Ducati, presa in mano solo nelle prove del venerdi. Eppure fece una prestazione magica. In qualifica stampò il secondo tempo dietro Valentino Rossi, allora in Yamaha. Il favoritissimo cadde regalando il Mondiale a Nicky Hayden e alla Honda. Bayliss arrivò al traguardo in solitario, precedendo la Ducati gemella di Loris Capirossi, suonato come un tamburo al pari di tutti gli altri protagonisti
MotoGP.
"Che lezione!" titolarono i giornali. Già, perchè allora la Superbike era il nemico giurato del Motomondiale. Bayliss non aveva vinto solo per lui, aveva fatto gonfiare il petto ad un movimento intero.
Una rivincita dell'altro Mondo
Chi segue le moto da poco tempo ignora che per oltre trent'anni Motomondiale e Superbike sono state acerrime concorrenti. La gestione era differente, e la continua ascesa di popolarità e prestigio del campionato alternativo era una spina nel fianco sempre più dolorosa per Dorna, il promoter della
MotoGP. La cancellazione della gloriosa 500GP e il passaggio alla motorizzazione 4T, per giunta 1000 cc cioè la stessa cilindrata delle SBK, venne presentata come necessaria svolta tecnica, ma per Dorna era anche l'opportunità per danneggiare il concorrente. La rivalità era tale che nella sala stampa dei GP era vietato guardare le gare Superbike. I due Mondiali erano clan divisi da rivalità accese,in tutti i campi: piloti, tecnici e perfino i media.
Bayliss e la vittoria rivoluzionaria
Il trionfo di Valencia non fu solo una questione sportiva, ma il riscatto di un movimento che dalla
MotoGP veniva costantemente ridimensionato. Troy aveva ribaltato la prospettiva, facendo grondare d'orgoglio tutta la Superbike, dal gestore Maurizio Flammini all'ultimo meccanico. "
E' dura affermare che le star della MotoGP non ne sono uscite malconce" scrisse l'inviato MotoGP di Motosprint.
"La superlativa gara di Bayliss mette anche in discussione il livello della MotoGP, visto che l'australiano si.è fatto beffe di giovani talenti come Stoner (finito a terra, come sua abitudine), Pedrosa (che ha corso una gara anonima chiusa in quarta posizione) e Marco Melandri che è stato quinto. Sarà anche stata una gara in cui Bayliss non aveva nulla da giocarsi, quindi si è goduto la "vacanza", ma i ragazzini dovrebbero riflettere".Ora è cambiato tutto
Dal 2013 la Superbike è gestita dalla stessa Dorna, diventata monopolista di tutto lo scibile motociclistico. Per cui se Nicolò Bulega riuscisse nella fantasmagorica impresa di vincere al debutto, i contraccolpi "politici" non sarebbero certo clamorosi come allora. Oggi il sistema è organizzato in modo che i campioni della Superbike vengono comunque presentati come futuri piloti
MotoGP, come nel caso di Toprak Razgatlioglu l'anno prossimo in Pramac Yamaha. Anche Bulega è predestinato: nel 2026 sarà tester Ducati, in vista dell'approdo a tempo pieno ampiamente prevedibile per l'anno successivo.
I riflessi del monopolio
La vittoria, clamorosa e sorprendente, di Troy Bayliss a Valencia 2006 fu un'impresa sportiva e un fatto rivoluzionario. Se succedesse di nuovo, invece si dirà che Nicolò Bulega si è portato avanti, dimostrando di essere già pronto per la
MotoGP. Nessun ribaltamento di scenario, nessuna concorrenza, nessuna disquisizione sulla presunta superiorità tecnica dei piloti MotoGP. Il monopolio ha cancellato la lotta di classe.
"Se sei incerto...tieni aperto" la biografia del grande Giovanni Di Pillo nelle librerie fisiche e online. Ordini su
Amazon Libri qui