MotoGP, Casey Stoner racconta il suo dramma: "Mente e corpo si erano spenti"

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domenica, 02 novembre 2025 alle 13:30
Casey Stoner MotoGP
MotoGP, Casey Stoner: rispetto in ritardo e la stanchezza cronica
Stoner ha ricordato i tempi della sua carriera in MotoGP: ritiene di aver ricevuto la dovuta considerazione solo in un momento successivo.
Non ci sono dubbi sul fatto che Casey Stoner sia stato uno dei piloti più forti della storia della MotoGP. Ha vinto il titolo con Ducati, che mai ci era riuscita prima, e poi si è ripetuto con la Honda. In generale, ha mostrato un talento smisurato. Purtroppo, il suo ritiro è arrivato nel 2012 quando aveva solo 27 anni. Non era più felice nel paddock del Motomondiale e alcuni problemi di salute lo condizionavano. Più volte ha raccontato di aver sofferto di sindrome da stanchezza cronica.
Oggi l'australiano ha 40 anni e saltuariamente si fa ancora vedere nel paddock. Nel 2025 lo abbiamo visto nel box Ducati a dare consigli a Pecco Bagnaia, ma anche in quello Aprilia per aiutare Marco Bezzecchi e in quello Honda per consigliare Luca Marini. Sono cambiate tante cose da quando gareggiava lui in MotoGP, però alcuni suoi suggerimenti possono essere molto utili ai piloti oggi.

MotoGP, Stoner rispettato in ritardo?

Intervistato da Speedweek, Stoner ha ricordato il periodo in cui era un top rider della MotoGP e il tipo di approccio che ha avuto: "Non ho mai avuto l'arroganza di pensare di essere il migliore. Forse sono diventato un po' presuntuoso nel 2007, quando stavo andando molto bene: è stato il mio primo successo. Ero molto giovane. Ma ho imparato la lezione in fretta, e ne sono molto grato. Poi ho iniziato a vedere le cose in modo un po' diverso. Credo che si debba mettere da parte l'orgoglio. Quando si diventa troppo orgogliosi, si smette di vedere se stessi come l'area che ha bisogno di miglioramenti. Si inizia a cercare qualcosa nella moto o qualche altra scusa, qualche altro motivo".
Il due volte campione del mondo ritiene che la sua grandezza sia stata compresa solamente tempo dopo il ritiro: "Credo che solo 8-10 anni dopo il mio ritiro mi sia sentito veramente rispettato. Durante la mia carriera attiva non ho mai sentito quel rispetto. C'erano sempre voci sul perché fossi così veloce e cose del genere. Non ho mai cercato di spiegare troppo alle persone, perché non volevo mostrare ai miei concorrenti quanto fossi calcolatore e quanto pianificassi tutto. Volevo tenerli all'oscuro e fargli credere che conoscessi una sola velocità: quella a tutto gas".

Casey fenomenale calcolatore

Stoner spiega che nelle sue prestazioni c'era qualcosa in più dell'essere veloce, dell'avere talento e dell'essere un tutt'uno con la sua moto: "Se si guardano di nuovo le mie gare, era come al poker. Ai rivali non ho mai rivelato, in nessun momento durante una corsa, qual era il mio piano. A volte non ha funzionato. Ma considerando che ho vinto quasi il doppio delle gare rispetto ai miei concorrenti, penso di averlo fatto un po' meglio di loro. Secondo me, a volte persino con una moto peggiore della loro".
Gli appassionati della MotoGP ricorderanno che dal 2007 solamente Casey è riuscito a essere davvero competitivo con la Ducati Desmosedici GP, una moto che per tanti illustri colleghi era risultata pressoché inguidabile. Neppure Valentino Rossi, nonostante i tanti investimenti e i cambiamenti fatti, è riuscito ad avere successo nel biennio 2011-2012. Sono serviti anni per rivedere la casa di Borgo Panigale in trionfo. Dopo il titolo piloti 2007 dell'australiano, solo nel 2022 è arrivato il secondo, con Pecco Bagnaia.

Stoner e la sindrome da stanchezza cronica

L'ex pilota di Ducati e Honda ha avuto modo di parlare anche del problema di sindrome da stanchezza cronica, qualcosa che lo ha messo KO pesantemente e dalla quale si sta riprendendo: "La mia mente e il mio corpo si sono spenti e ho perso il controllo. Era pura stanchezza, 24 ore al giorno, e solo negli ultimi due anni ho lentamente ricostruito la resilienza mentale per decidere cosa pensare. Prima, ero completamente perso".
Stoner ha attraversato un periodo davvero complicato della sua vita. E sicuramente per la sua famiglia e i suoi amici non è stato facile vederlo in quelle condizioni. Per fortuna, la situazione è migliorata ed è stato bello rivedere Casey sorridente anche in quello che per diversi anni è stato il suo mondo, ovvero la MotoGP.

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