Caso Martin: l'azzardo non ha pagato, ma non era prevedibile?

Paolo Gozzi Blog
MotoGP: Jorge Martin getta la spugna, ne valeva la pena?
Jorge Martin ha alzato bandiera bianca a Sepang, ma il caso non si chiude con il suo ritiro. Com'è stato possibile che l'ex iridato abbia avuto via libera dai medici MotoGP con un braccio rotto solo sei giorni prima di tornare in pista in Malesia?
Inoltre sorge anche un'altro dubbio, forse ancora più pressante. Alla luce di condizioni fisiche così pregiudicate, che senso ha avuto tutta l'operazione "rientro impossibile" messa in campo dal pilota con il benestare dell'Aprilia? A conti fatti, è stato uno sforzo inutile e forse anche pregiudiziale. Perchè tornando subito in Spagna dopo la caduta a Phillip Island e lasciando perdere la Malesia, forse sarebbe potuto tornare in Qatar in condizioni accettabilii. Considerazioni a posteriori, certo, ma alla base dei calcoli avrebbe dovuto esserci un dato di fatto incontrovertibile: in ogni caso sperare di tenere testa a Marc Marquez con un braccio rotto, con due GP ravvicinatissimi, sarebbe stato comunuque fuori da goni logica.
Sabato mattina Aprilia ha comunicato che lo spagnolo non avrebbe preso parte al resto del weekend del Gran Premio della Malesia. Una resa arrivata dopo un venerdì in cui il tentativo di rientro si era già scontrato con i limiti fisici, come avevamo raccontato in Jorge Martin si arrende a Sepang: "Ecco perché ho deciso di fermarmi".

Un rientro durato poco

Il pilota Aprilia si era rotto il radio destro nella caduta della Sprint di Phillip Island, sabato scorso. Il giovedì successivo era già arrivato il via libera medico, il primo semaforo verde verso Sepang. Nelle FP1 Martin ha girato per 12 tornate chiudendo ventesimo, a quasi due secondi da Marc Marquez, prima di ottenere l'autorizzazione definitiva. Nelle pre-qualifiche, però, si è fermato dopo appena tre giri e un brutto spavento in curva 10: Aprilia, d'accordo con il direttore medico della MotoGP Angel Charte, ha deciso di interrompere la sessione.
Il punto è che un infortunio di questo tipo richiede di norma diverse settimane di riposo, con il polso immobilizzato a lungo. E con la mano destra un pilota gestisce acceleratore e freno anteriore.
Marco Melandri ha 44 anni

Il paragone con Fernandez

Marco Melandri ha detto la sua: "Questa situazione me la dovete spiegare. Fernandez si rompe un dito a Mandalika e il giorno dopo corre. Poi, nelle due settimane successive, sta male e non corre. Martin, invece, ha il radio rotto, un osso sul quale si scarica tutto il peso in frenata, soprattutto a Sepang, dove si frena con la moto inclinata a destra e il carico ricade proprio su quel braccio. Fa ultimo in prova, salta le prequalifiche e viene dichiarato rivedibile per domani".
L'ex pilota romagnolo non mette in dubbio il coraggio di chi corre, anzi. "Sarò sempre dalla parte dei piloti, quindi probabilmente farei lo stesso, forse anche peggio. Ma la vera domanda è: chi decide se un pilota è idoneo o no? Com'è possibile che un pilota con un dito rotto tre settimane fa non fosse idoneo, mentre un altro, con il radio rotto, può correre perché il Mondiale è in gioco? Non so, fate voi. L'unica regola sembra essere sempre la stessa: lo show deve andare avanti".

Il Mondiale impossibile

Intanto la classifica si muove. Con il secondo posto nella Sprint di Sepang, Marc Marquez è salito a 19 punti di vantaggio su Martin, che ha già definito "finita" la lotta per il titolo pur promettendo di continuare a combattere. Lo spagnolo rientrerà in Spagna per proseguire il recupero e punta a correre in Qatar il prossimo weekend, dove conta di essere all'80% della condizione. Resta da capire chi, a Lusail, avrà l'ultima parola sulla sua idoneità.
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