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Moto3/125cc: tanti vincitori italiani ad Assen, dal tris Mondial ad Arbolino

Dai trionfi di Pagani-Ruffo-Leoni in 125cc a Bagnaia ed Arbolino in Moto3, passando per Ubbiali, Gresini, Romboni, Rossi... Tutti i protagonisti ad Assen.

24 giugno 2021 - 7:26

Questo fine settimana va in scena il Gran Premio del Paesi Bassi. Si torna a correre ad Assen, un circuito ricco di storia delle due ruote ed in calendario fin dall’inizio del Motomondiale (tranne nel 2020 per la pandemia). Non sono mancati vincitori italiani in classe regina, idem nella categoria intermedia, per passare ora all’attuale classe minore, prima 125cc e poi diventata Moto3. I nostri portacolori si sono distinti fin dalle prime edizioni negli anni ’50, soprattutto nei primissimi anni in sella a moto frutto dell’artigianato italiano. Anche nell’ultimo evento disputato però si è sentito l’inno di Mameli sul circuito della Drenthe. Vi ricordate tutti i nomi dei protagonisti? Rivediamoli.

125cc, 1949-1960

Partenza col botto per i nostri colori, che salgono sul gradino più alto del podio per tre stagioni consecutive. Vittorie doppiamente tricolori per il fatto che si è sempre trattato di ragazzi dell’italianissima FB Mondial. Cominciamo dal 1949 con la vittoria di Nello Pagani, un dominio di piloti nostrani visto il podio completato da Oscar Clemencich (Mondial) e Carlo Ubbiali (MV Agusta). Un copione che si ripete l’anno successivo con il trionfo di Bruno Ruffo davanti a Gianni Leoni (Mondial) in volata, 3° Giuseppe Matucci (Moto Morini), in una classifica che solo al 6° posto vede il primo non-italiano a punti. Nel ’51 ci pensa Leoni, seguito da Luigi Zinzani (Moto Morini), mentre terzo è il britannico Leslie Graham, che per un secondo piazza la sua MV Agusta davanti a Vittorio Zanzi (Moto Morini), impedendo un’altra tripletta italiana. 7

Per tre stagioni i nostri sono sul podio, ma non sul gradino più alto, finché non arriva il turno di Carlo Ubbiali. Dal 1955 al 1960 è lui il vincitore dell’evento ad Assen, fatta eccezione per il trionfo di Tarquinio Provini nel ’57. Ma andiamo con ordine: l’alfiere MV Agusta infatti sigla cinque successi nella ottavo di litro, spesso e volentieri precedendo piloti (italiani e non) equipaggiati con moto nostrane (Ducati, MV Agusta, FB Mondial). L’unica eccezione è appunto Provini, che con Mondial si assicura pole position, vittoria e giro veloce dell’evento, in una zona punti (allora la top 6) con piloti di case italiane. In seguito le case giapponesi iniziano a dominare, i nostri ragazzi spariscono dal podio 125cc. Passa parecchio prima di rivederli.

125cc, 1969-1990

Nel 1969 ecco riapparire una nota tricolore in top 3. Un binomio italiano, visto che parliamo di Silvano Bertarelli su Aermacchi, un’eccezione in queste stagioni di digiuno per i nostri piloti. L’inno di Mameli torna a risuonare ad Assen nel 1973: ci pensano Eugenio Lazzarini e Piovaticci, un duo tricolore che mette in riga i piloti delle case giapponesi e tedesche che seguono. L’anno successivo arriva un 2° posto con Otello Buscherini e Malanca, poi si torna a vincere. Dettano legge le Morbidelli, con Paolo Pileri nel ’75 e con Pier Paolo Bianchi nel ’76 (col rispettivo collega sul 2° gradino del podio), sempre con la tripletta pole-vittoria-giro veloce. Lazzarini, stavolta su MBA, è nuovamente protagonista nel 1978 con hat-trick, davanti a ben sette piloti Morbidelli.

Per poi riavere un altro tris di doppie vittorie tricolori negli anni ’80. È il 1985 quando rivediamo Bianchi in alto, adesso da pilota MBA, tripletta italiana completata dalle Garelli di Ezio Gianola e del poleman Fausto Gresini. Segue un altro podio totalmente tricolore tra piloti e case: vince il poleman Luca Cadalora, doppietta Garelli con Gresini 2° ed autore del best lap, segue Ezio Gianola con MBA. Non è meno glorioso il 1987: stavolta è Fausto Gresini a portare Garelli in alto, segue il collega e poleman Bruno Casanova davanti a Paolo Casoli (AGV). Sequenza che riprende nel 1990 con Doriano Romboni, in trionfo su Bruno Casanova.

125cc, 1991-2007

L’anno dopo ci sono Capirossi 2° e Gramigni terzo, nel 1992 riecco un netto dominio tricolore. Il poleman Ezio Gianola trionfa davanti a Fausto Gresini e ad Alessandro Gramigni (su Aprilia), con un italiano autore anche del giro veloce, Gabriele Debbia. Segue un periodo di italiani assenti dal podio di categoria, fino a Ivan Goi 2° nel 1996, prima di una nuova vittoria. Il duo Valentino Rossi-Aprilia si impone nel ’97 su un quartetto giapponese, mentre l’anno dopo ci pensa Marco Melandri a salire in alto, sempre mettendo in riga i ragazzi del Sol Levante. Seguiranno anni con alcuni sporadici podi firmati da Roberto Locatelli, dal sammarinese Manuel Poggiali e da Mattia Pasini, prima che quest’ultimo riporti in alto il tricolore. È il 2007 quando con Aprilia (che domina il podio) arrivano pole position e vittoria ad Assen, l’ultimo trionfo italiano nella ottavo di litro.

Moto3, 2012-2019

Nella nuova classe minore gli italiani non brillano particolarmente, anzi a dirla tutta nei primi anni non salgono mai sul podio. Fino al 2016, anno di un nuovo tripudio tricolore: Francesco Bagnaia scrive la storia portando Mahindra in alto, ma ottenendo così la sua prima vittoria mondiale. C’è di più, perché la top 5 risplende dei nostri colori: sul podio salgono Fabio Di Giannantonio ed Andrea Migno, seguiti da Romano Fenati e da Niccolò Antonelli. Seguiranno un secondo posto con Fenati (2017) ed una terza piazza con Enea Bastianini (2018), fino all’ultima trionfale edizione. È testa a testa tra Tony Arbolino e Lorenzo Dalla Porta, con il primo che riesce a beffare il collega per appena 45 millesimi. Arriva così il 2° trionfo mondiale, che segue di due GP la ‘prima volta’, a referto al Mugello. Una pista quindi ricca di bei ricordi: gli italiani sapranno essere protagonisti in questo ritorno?

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Foto: motogp.com

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