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MotoGP, la storia: quando Ducati era protagonista nelle classi minori

Se diciamo il nome Ducati, pensiamo alla MotoGP. Ma vi ricordate il periodo nelle classi minori, soprattutto il memorabile 1958? Rivediamolo.

10 gennaio 2021 - 19:08

Se diciamo “Ducati”, parliamo di un marchio rinomato e storico delle corse in generale. Ci concentriamo nello specifico sul Motomondiale, che da tempo vede questo nome tra i protagonisti, attualmente solo in classe regina, ovvero la MotoGP. Ma vi ricordate quando Ducati brillava in 125cc, categoria in cui ha debuttato nel Campionato del Mondo? Stiamo parlando della seconda metà degli anni ’50 per quanto riguarda l’esordio, senza farsi mancare alcuni risultati da ricordare. Su tutte, il memorabile 1958 in 125cc con il vice-campionato di categoria. Ma partiamo dall’inizio e rivediamo quel periodo.

LA NASCITA 

Prima però ricordiamo brevemente com’è nato questo storico marchio italiano. Un inizio che nulla aveva a che fare con le corse: è il 1926 quando l’ingegnere bolognese Antonio Cavalieri Ducati dà vita alla Società Scientifica Radio Brevetti Ducati. Siamo infatti nel campo delle comunicazioni radio, partendo dai brevetti del figlio Adriano, un vero pioniere delle trasmissioni radiofoniche. Antonio Ducati però scompare un anno dopo e l’azienda passa nelle mani dei figli Adriano, Bruno e Marcello. In seguito la produzione spazia anche nei settori di proiettori cinematografici, addizionatrici e rasoi elettrici, avviando anche una collaborazione con l’Istituto Ottico di Firenze. Arriva però la seconda guerra mondiale e come tante aziende deve convertire la produzione ad uso bellico. Nel 1943, a seguito dell’armistizio, la sede principale viene occupata dalle truppe tedesche, per poi essere bombardata e distrutta nell’ottobre del ’44. Concluso il conflitto si riparte: su richiesta dell’Istituto per la Ricostruzione Industriale, nel 1946 assistiamo alla nascita di quello che possiamo definire il Reparto Corse.

LE CORSE 

Il primo motociclo realizzato è il Cucciolo, un mezzo di 48cc con cui arriveranno svariati record di velocità dell’epoca. Le prime soddisfazioni Ducati infatti arrivano proprio nelle piccole cilindrate. Seguiranno parecchie vittorie nelle classi minori al Motogiro d’Italia tra il 1955 ed il 1957, oltre a vari successi in altre competizioni sempre di livello nazionale.  La svolta nel lavoro di sviluppo arriva nel 1954, quando viene assunto l’ingegnere Fabio Taglioni: sarà lui a creare la distribuzione desmodromica, diventata col tempo il vero marchio di fabbrica dell’azienda di Borgo Panigale. Il primo prodotto di questa innovazione è la 125GP Desmo, che esordisce il 17 giugno 1956 a Cesena. Sono gli anni in cui si comincia anche a puntare in alto. Proprio in questa stagione infatti compaiono le prime Ducati nel Motomondiale.

L’ESORDIO ED IL MITICO 1958

Nel 1956 segniamo l’esordio internazionale della casa bolognese, con vittoria non-mondiale nel GP di Svezia (fuori dal calendario). Nel Campionato del Mondo, a referto un 5° posto con Sandro Artusi in 125cc al Gran Premio delle Nazioni, ultimo evento stagionale. Due anni dopo Ducati brilla letteralmente nella classe minore. realizzando una stagione stellare. Nel primo evento dell’anno, il Tourist Trophy, ecco il primo doppio podio grazie a Romolo Ferri ed a Dave Chadwick, rispettivamente 2° e 3° dietro al vincitore Ubbiali (MV Agusta). A Spa-Francorchamps però si va ancora più in alto.

Alberto Gandossi conquista la prima vittoria per la rossa di Borgo Panigale. Trionferà anche in Svezia, la terza vittoria stagionale arriva con Bruno Spaggiari a Monza (top 5 tutta rossa). Come detto, anno memorabile: Gandossi è vice-campione (e solo per una sfortunata caduta nel GP dell’Ulster), davanti al compagno di marca Luigi Taveri (tre podi). Non finisce qui: Dave Chadwick è 5° con due podi, idem Romolo Ferri che gli è subito dietro. Bruno Spaggiari è 8°, ma si aggiunge anche Francesco Villa 10° (3° a Monza), per finire con Sammy Miller 11°. Tra i 15 piloti a punti, sette sono su Ducati. Un’annata da ricordare, che però non si ripeterà più.

GLI ANNI TRA 250cc E 125cc

Nel 1959 aumentano i piloti della rossa, soprattutto in zona punti. Mike Hailwood in particolare è 3° iridato con un successo ed altri tre podi, davanti a Taveri (solo per qualche gara con Ducati). Spaggiari occupa la sesta piazza con un secondo posto come miglior risultato, ex aequo anche col compagno di marca Ken Kavanagh, mentre Francesco Villa ed Alberto Pagani (solo per metà stagione con Ducati) si piazzano in 12^ e 13^ posizione. Chiudono la classifica a punti le rosse guidate da Karl Kronmüller, Ulf Svensson ed Arthur Wheeler, tutti a quota 1. L’anno successivo ci si divide tra 250cc e 125cc: nella quarto di litro ecco i primi punti con Hailwood (5° iridato) e Pagani, nella ottavo di litro invece ci sono Jim Redman ed Hailwood. Seguono stagioni in cui arriva ogni tanto qualche piazzamento a punti: segnaliamo qualche sporadico 4° posto nelle due categorie con Jorge Ternengo, Spaggiari, George Rockett.

350cc, 500cc, ED OLTRE

Nel 1968 si sale di categoria. Ecco quindi i primi punti nella classe 350cc grazie a Bruno Spaggiari, 5° al GP delle Nazioni, mentre in classe regina non è fortunato. Sono gli anni in cui solo MV Agusta sembra in grado di tenere testa sempre più competitive case giapponesi, ma in Ducati si lavora alacremente. In 500cc arrivano i primi punti nel 1971, portati da Phil Read 4° nel GP delle Nazioni. Una volta di più con Bruno Spiaggiari, ecco che arriva il primo podio di categoria l’anno successivo, un 3° posto sempre in terra tricolore davanti al compagno di marca Paul Smart, ma non mancano anche alcune top ten con Sergio Baroncini. Dopo questo exploit passerà molto tempo prima di rivedere una Ducati nel Mondiale, anche per i tanti passaggi di mano e le diverse strategie adottate.

Nel 2001 si comincia a lavorare su un propulsore 4 cilindri a V, quello che diventerà il famoso Desmosedici. Nel 2003 ecco il ritorno nel Mondiale, nella classe regina. Da allora inizia una storia che porta al titolo piloti 2007 con Casey Stoner, più due campionati costruttori. Si possono dire tante cose di questa casa italiana, ma ciò che bisogna riconoscere è certo questo: nella MotoGP attuale, è l’unica casa italiana che sta costantemente cercando di mettere i bastoni tra le ruote alle fabbriche giapponesi.

Foto: cuoredesmo.com

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