Nello Pagani Mondial 125 - MotoGP

MotoGP, le case dimenticate: Mondial, pluricampione 125cc e 250cc

Nel Motomondiale hanno lasciato un segno costruttori ora scomparsi. Come Mondial, dominatore soprattutto nei primi anni 125cc. La sua storia.

23 dicembre 2020 - 17:58

Nella storia del Mondiale MotoGP tante aziende italiane hanno lasciato il loro segno. Alcune di queste però attualmente sono ormai scomparse, sia dal campionato del mondo ma anche come struttura a sé. Facciamo un nome? Citiamo ad esempio l’azienda nata come FB, conosciuta in seguito come FB Mondial e Mondial Moto. Si tratta di una casa fin da subito grande protagonista a livello internazionale negli anni ’50-’60, con titoli costruttori e piloti a referto nelle categorie allora chiamate 125cc e 250cc. Il marchio è stato ripreso recentemente ed esiste ancora, ma non è più in alcun modo collegato all’azienda scomparsa nel 1979. Vi raccontiamo la sua storia.

LE ORIGINI 

È il 1929 quando a Milano assistiamo alla fondazione di questa nuova azienda dal nome FB. Cosa indica la sigla? Nientemeno che Fratelli Boselli, nello specifico Carlo, Luigi, Ettore, Giuseppe e Ada Boselli, componenti di una famiglia dell’aristocrazia terriera piacentina. A spingere per questo progetto fu soprattutto Giuseppe, pilota e comproprietario della casa motociclista bolognese G.D. Tutto comincia con un negozio-officina, in cui vendere modelli di questo marchio e fornirne adeguata assistenza. L’avvicinamento alla famiglia Drusiani porta FB a trasferirsi a Bologna, dove inizia a produrre motocarri, come da richiesta di mercato.

L’improvvisa morte di Oreste Drusiani porta un periodo di incertezza, lasciato alle spalle con le commesse CM di Mario Cavedagni. In seguito alla scomparsa di quest’ultimo, avvenuta nel 1939, si comincia a valutare un piano di ampliamento, per dedicarsi anche alla costruzione di motoleggere. Ma c’è la guerra: un pesante bombardamento a Bologna a fine luglio del 1943 rade al suolo l’azienda. Non però i macchinari, già spostati in altra sede in seguito ad un precedente bombardamento. La vera produzione di motocicli inizia nel dopoguerra: le famiglie Drusiani e Boselli continuano la collaborazione, spostando la produzione a Milano.

1948, DEBUTTO DA INCORNICIARE

Sono gli anni del dopoguerra e, nonostante la scarsità di fondi (per usare un eufemismo), nel 1948 nasce la prima Mondial. Dotata di un motore bialbero, primo e unico 4 tempi nella cilindrata 125, qualcosa che non si riteneva possibile fino all’opera del progettista-costruttore Alfonso Drusiani. Una moto leggera ed agile, esattamente come la voleva Giuseppe Boselli, destinata a dare paga a tutte le dirette concorrenti. Le prime edizioni del Motomondiale risalgono al 1949 e c’è anche la struttura italiana, che aveva iniziato a far parlare di sé già l’anno prima. Ci pensa Francesco Lama a portarla al debutto nel GP delle Nazioni a Faenza il 12 settembre 1948, con annesso giro più veloce. Domina la gara, ma si ritira sul finale per un problema tecnico. Nello stesso anno vengono riscritti anche i Record del Mondo sul chilometro e sul miglio (sia lanciati che con partenza da fermo), stampati da Gino Cavanna a Cremona e migliorati nel 1949 in Belgio. In questo periodo assume ufficialmente la denominazione FB Mondial, ed in seguito anche Mondial Moto. Un marchio che inizia a brillare fin da subito e che lascerà il segno anche a livello internazionale.

LE STAGIONI MONDIALI

Nel 1949 ecco le prime consacrazioni con il titolo costruttori 125cc ed anche il mondiale piloti grazie a Nello Pagani. Corone iridate che si assicura anche nei due anni successivi, nel 1950 con Bruno Ruffo e nel 1951 con Carlo Ubbiali. Gli ultimi titoli arriveranno nel 1957, contemporaneamente nelle classi 125cc e 250cc, campionati sia piloti che costruttori. Nella prima categoria il trionfo arriva con Tarquinio Provini, nella seconda ci pensa il britannico Cecil Sanford a portare la corona alla struttura italiana. Alla fine di quest’annata lascia le corse con 10 titoli mondiali a referto, 14 vittorie 125 e 4 in 250. Dal 1950 al 1967 arrivano anche 30 campionati nazionali costruttori e piloti (italiani e non), per poi rimanere solo nel campo della produzione. La cessazione totale delle attività avviene nel 1979. Come accennato inizialmente, il marchio è stato in seguito ripreso, ma non c’è più alcun collegamento con le sue origini.

1 commento

Max75BA
11:33, 24 dicembre 2020

….bellissimi questi articoli sulla storia del motociclismo, a pensare che abbiamo il record per nazione con il maggior numero di case motociclistiche che abbiano vinto i titoli mondiali, credo 12 case…poi le giapponesi ci hanno spazzato via!!!
La Ducati (pur se la proprietà è tedesca…) che sfida le giapponesi è decisamente eroica, soprattutto in relazione al budget in possesso…

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