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MotoGP, la storia: Aprilia e gli anni gloriosi in 125cc/250cc

Aprilia, un marchio che si è assicurato una bella fetta di storia del Motomondiale. Ma che ha vissuto i suoi anni di gloria tra 125cc e 250cc. Rivediamo quel periodo.

23 gennaio 2021 - 19:28

Attualmente lo storico marchio Aprilia è impegnato solamente in MotoGP. Purtroppo  non con risultati eclatanti… Ma vi ricordate quando la casa di Noale dava filo da torcere ai rivali nelle classi minori del Motomondiale? Tempi gloriosi per l’azienda veneta, che ha messo a referto anche svariati mondiali sia piloti che costruttori, l’ultimo appena un decennio fa. Risultati da sogno che permettono alla struttura di Noale di essere tutt’ora la quarta casa più vincente di sempre nella storia del Campionato del Mondo! Rivediamo quel periodo d’oro.

LA NASCITA 

Ricordiamo brevemente le origini, che risalgono alla fine della seconda guerra mondiale. È il 1945 quando il Cavalier Alberto Beggio dà vita ad un’azienda di biciclette nel comune veneziano di Noale. Il suo nome? Lo spunto arriva da un modello di automobile che aveva affascinato il fondatore, ovvero la Lancia Aprilia, immessa sul mercato nel 1937. Per arrivare alla costruzione dei primi ciclomotori dobbiamo aspettare il 1968 con Ivano Beggio, che eredita l’azienda dal padre. Dagli anni ’70 ecco le prime competizioni: l’inizio avviene nel motocross, per poi estendersi anche nel trial, nell’enduro ed infine nelle moto stradali. È chiaramente quest’ultimo capitolo che ci interessa particolarmente, soprattutto dall’approdo nel Motomondiale, avvenuto nella metà degli anni ’80.

L’ESORDIO MONDIALE

Le prime presenze mondiali risalgono al 250cc nel 1985. È un debutto già da ricordare: Loris Reggiani infatti chiude come 6° iridato, portando alla casa di Noale anche i primi podi (è 3° in Jugoslavia e nel GP di San Marino). L’anno successivo non è altrettanto positivo: sono quattro i piloti nella categoria, ma solo Manfred Herweh ottiene due piazzamenti a punti. A quota zero invece Stefano Caracchi, Loris Reggiani e la wild card Marcellino Lucchi. Nel 1987 ecco nuovamente in bella evidenza il duo Reggiani-Aprilia. Si torna più volte sul podio (cinque in totale), ma in occasione del GP di San Marino si scrive un altro capitolo storico con la prima vittoria mondiale per la casa veneta.

Quattro piloti a punti in 250cc nel 1988, ma l’impegno si estende anche alla 125cc: Corrado Catalano conquista il primo podio per Aprilia, è 3° sul circuito Paul Ricard. Da qui si continua in entrambe le categorie: Martin Wimmer (250cc) e Fausto Gresini (125cc) portano gli unici podi del ’89. L’anno dopo si ripete il tedesco, a cui si aggiungono Didier de Radiguès e Reggiani, più Alessandro Gramigni nella ottavo di litro. Altre storiche vittorie giungono nel 1991 grazie a Pierfrancesco Chili ed a Reggiani in 250cc, primo grande successo anche in 125cc con Gramigni, più il 5° posto iridato di Gabriele Debbia (un podio). Dal 1992 si comincia a guardare il mondo dall’alto.

I PRIMI TITOLI 

È in 125cc che Aprilia mette a referto la prima storica corona iridata. Il suo pilota Alessandro Gramigni infatti conquista con la casa veneta il suo unico mondiale grazie a due successi ed altri cinque piazzamenti sul podio. Ci si va vicino anche in 250cc: trionfa Cadalora su Honda, ma il podio iridato è completato dai due alfieri Aprilia Reggiani e Chili. A referto in questa categoria anche la prima vittoria mondiale di Max Biaggi (Sudafrica). Ci si ripete nel 1994, questa volta però è un doppio trionfo: in 125cc arriva il titolo piloti con Kazuto Sakata, mentre il Corsaro si assicura il suo primo iride nella quarto di litro. Il primo di tre consecutivi con i colori della struttura veneta, ma è grazie a lui (ed alle sue otto vittorie più quattro podi in 13 GP) che Aprilia conquista anche il primo mondiale costruttori nel 1995.

GLI ALTRI MONDIALI

Parallelamente non mancano anche le prime comparse in classe regina, ma ci concentriamo sui titoli nelle due classi minori. Nel 1996 si chiude la striscia iridata di Max Biaggi in 250cc, ma non finisce qui. Il 1997 è l’anno di Valentino Rossi in 125cc: 11 vittorie ed altri due podi in 15 GP rendono bene l’idea, ecco così un altro titolo piloti per Aprilia ed il primo iride per il campione di Tavullia. A seguire ecco un altro anno decisamente memorabile: in 250cc arriva il titolo con Loris Capirossi, a capo di una tripletta iridata tutta Aprilia, con annesso titolo costruttori. Ma in contemporanea con Sakata arriva un’altra corona mondiale in 125cc. Nel 1999 ecco a referto una nuova doppietta pilota-costruttore in 250cc con Rossi. Ma non finisce qui.

GLI ANNI 2000

Nuovo millennio, nuovo titolo ad Aprilia, anche se si tratta “solo” della corona piloti 125cc con Roberto Locatelli. Nel 2001 la quarto di litro si chiude con sette piloti Aprilia in top ten, cinque di questi nelle prime sei posizioni. Ma con il mondiale all’alfiere Honda Daijirō Katō… Nella stagione successiva però è festa grande: titolo piloti 250cc (Marco Melandri) e costruttori, idem in 125cc con Arnaud Vincent. Classe minore in cui la casa di Noale si vede nuovamente vittoriosa nel 2003: ci pensa Manuel Poggiali, l’unico iridato sammarinese nella storia del Motomondiale, con annesso titolo costruttori. Quest’ultimo arrivato anche nel 2004, prima di una ‘breve pausa’.

Nel 2006 ecco la casa di Noale nuovamente sul tetto del mondo: fino al 2009 è solo Aprilia ad assicurarsi il mondiale costruttori in 125cc ed in 250cc. Si aggiungono i due titoli di Jorge Lorenzo (2006-2007), gli ultimi nella classe intermedia, più i due iridi in entry class di Alvaro Bautista e dell’unico ungherese titolato, Gábor Talmácsi. A referto altri due riconoscimenti nella ottavo di litro: è il 2009 quando Julián Simón diventa campione del mondo (una top 3 iridata tutta della casa veneta), ma due anni dopo si chiude l’era vincente di Aprilia con Nicolás Terol, nell’anno anche dell’ultimo titolo costruttori.

L’EPILOGO

Con l’arrivo della Moto2, dal 2010 al posto della defunta 250cc, Aprilia cessa il suo impegno nella classe intermedia. Dal 2012 poi ecco la Moto3, che sostituisce la 125cc, e la casa di Noale sparisce così anche in questa categoria. In classe regina l’esordio avviene nel 1994, ma non arrivano mai grandi risultati e nel 2004 il progetto viene abbandonato. Per tornare poi molto di recente: nel 2015 ecco di nuovo il marchio in MotoGP grazie all’accordo stretto con Gresini Racing. Un accordo che si concluderà a fine 2021, e che purtroppo non ha portato grandi risultati. Ma questa è un’altra storia.

Foto: motogp.com

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