Il pilota turco si sta adattando una realtà completamente nuova e non è facile, dopo anni di successi in SBK. C'è chi prende le sue parti.
Anche se
Toprak Razgatlioglu ha un grande talento e si è meritato la chance di mettersi alla prova in MotoGP, esserci approdato in sella a una Yamaha M1 non è stata la scelta migliore per dimostrare il suo potenziale. Già la versione 2025 aveva dei limiti, ma nel 2026 con la storica introduzione del motore V4 sta facendo i conti con progetto molto acerbo che sembra più un "test" per il 2027, quando ci sarà il nuovo regolamento tecnico e la casa di Iwata spera di farsi trovare più pronta.
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cliccando quiMotoGP 2026: i risultati di Razgatlioglu
Nei primi sei gran premi del calendario MotoGP 2026 il tre volte campione del mondo Superbike ha conquistato solamente 4 punti. Il primo lo ha ottenuto con il quindicesimo posto nella gara ad Austin, gli altri tre con il tredicesimo nella gara a Le Mans. Questi sono stati i suoi migliori risultati finora. È ventiduesimo nella classifica generale.
Per quanto riguarda le qualifiche, solamente in Brasile è riuscito ad accedere alla Q2, dopo una Practice in condizioni miste che lo hanno esaltato permettendogli di
chiudere il venerdì addirittura con il terzo tempo. Poi sabato mattina non è andato oltre il dodicesimo crono, chiudendo così la quarta fila della griglia. La sua migliore posizione di partenza, finora.
Quando correva nel Mondiale SBK era abituato a ben altro, a stare costantemente nelle primissime posizioni. E se arrivava secondo, era spesso deluso e ciò gli generava ulteriore motivazione. Ora lo scenario è completamente cambiato. Un po' se l'aspettava, perché sapeva che con la M1 del team Prima Pramac Yamaha non sarebbe stato in grado di essere subito veloce e che avrebbe dovuto prendersi del tempo per imparare le tante novità della MotoGP; dall'altro lato, è legittimo che si aspettasse di avere una crescita maggiore e di essere un po' più competitivo.
Le gomme Michelin sono diverse dalle Pirelli e guidare un prototipo richiede uno stile diverso rispetto alla Superbike. Toprak a Barcellona ha messo in evidenza la necessità di migliorare con pneumatico morbido posteriore, perché non riesce a sfruttarne l'extra-grip. Frenata, ingresso curva, velocità di percorrenza e uscita di curva sono aspetti sui quali ha lavorato nel test, trovando progressi solo con pneumatico medio. Assieme al team Prima Pramac Yamaha dovrà trovare il modo di utilizzare meglio anche la gomma morbida, fondamentale nelle qualifiche e anche nelle sprint race. Nel weekend si corre al Mugello, dove ha gareggiato solo nel 2014 quando militava nella Red Bull Rookies Cup: arrivò quinto, il vincitore fu Jorge Martin, oggi in sella all'Aprilia in MotoGP. Presenti in pista anche altri due colleghi attuali della top class, Fabio Di Giannantonio (settimo) e Joan Mir (ritirato).
Alex Lowes difende Toprak
Intervistato da Speedweek, Alex Lowes ha commentato la situazione del turco, ponendo l'accento su come sia cambiata la situazione nel passaggio da Superbike a MotoGP: "Non credo che possa essere lo stesso di prima. Se non può lottare in testa, non è lo stesso pilota. Se hai vinto 13 gare di fila e improvvisamente devi accontentarti di un punto arrivando quindicesimo, è tutta un'altra cosa. Se fai una gara perfetta e finisci magari undicesimo, non puoi avere la stessa motivazione di chi lotta per la vittoria. Guardate Fabio Quartararo: è lo stesso Fabio di quando era campione del mondo? No".
L'attuale pilota del Bimota by Kawasaki Racing Team mette in evidenza che, nonostante il grande talento di un pilota, la tecnologia fa una grandissima differenza e il livello della moto di cui disponi incide poi sui risultati: "Se metti Marc Marquez su una Yamaha, ovviamente non vincerà neanche lui. Se mettessi Bulega sulla Bimota, non diventerebbe comunque campione del mondo".
Razgatlioglu non ha il mezzo adatto e non è nella condizione per essere in posizioni decisamente migliori: "È arrivato in un nuovo campionato - aggiunge Lowes - con pneumatici nuovi e nuove normative tecniche: tutto era nuovo. Yamaha si trova probabilmente nel suo momento più difficile degli ultimi dieci anni. In queste circostanze, non hai praticamente alcuna possibilità".
Toprak ha accettato il rischio di correre in MotoGP già nel 2026 con la convinzione che potesse essere comunque qualcosa di propedeutico in ottica 2027, quando ci sarà un nuovo regolamento tecnico e anche un nuovo fornitore di gomme. Oltre al fatto di vedere una Yamaha molto impegnata per il futuro, proprio la presenza di pneumatici Pirelli lo fa essere abbastanza ottimista, anche se non saranno uguali a quelli che ha usato negli anni in Superbike.