Max Biaggi

Max Biaggi: “Valentino Rossi ed io eravamo dilettanti allo sbaraglio”

Max Biaggi festeggerà sabato il suo 50° compleanno. Ricorda la storica rivalità con Valentino Rossi e alcuni punti salienti della sua carriera.

24 giugno 2021 - 8:39

Sabato prossimo Max Biaggi festeggerà il suo 50° compleanno. Una vita nel mondo delle corse, sei titoli mondiali (4 nella classe 250 e 2 in Superbike), figura di spicco nel paddock della MotoGP. Celebre per le mitiche sfide contro Valentino Rossi. Negli anni Novanta un romano che andava forte in pista era un’eccezione, “mi sentivo fuori dal coro… Quando ho iniziato mi sono trasferito subito a Monaco, lì mi sono ritagliato un mondo e costruito la vita intorno all’essere pilota”. Da allora ad oggi

Aveva vissuto momenti duri per il rapporto con sua madre, le moto erano la sua valvola di sfogo. Poi è maturato, sia come uomo che come pilota. L’exploit nel 1990 con gli Assoluti d’Italia e tutti in cerca di Max Biaggi. “Scoppiò la caccia all’uomo. Mi proponevano cento cose, io e mio padre Pietro non ci capivamo nulla. E lui tanto non ne sapeva, che fece il suo ragionamento: “Tu ch’hai due anni più di Capirossi che ha appena vinto il Mondiale 125, allora devi fa’ la 250”. “Papà, ma io la 250 non l’ho mai neanche provata”. E lui: “E annamola a prova’”. Test a Misano: dopo pochi giri avevo eguagliato la pole dell’Europeo. Mi chiamò il mondo, Honda UK, team Italia…”.

Vinto l’Europeo con tre gare di anticipo arriva l’esordio nel Mondiale con Aprilia. Una storia incredibile considerando che fino a 18 anni non aveva mai guidato la moto. “La prima andai a ritirarla col mio amico Daniele, che la guidò fino casa perché non sapevo cambiare, mai usata la frizione. Dopo due settimane ero in pista“, racconta a ‘La Gazzetta dello Sport’.

Il rapporto col Dottore

Quattro titoli iridati consecutivi dal 1994 al 1997, poi la rivalità con Valentino Rossi che divise l’Italia. “Ognuno fa parte della storia dell’altro, abbiamo alimentato, reso famoso, peggiorato e migliorato l’altro. In quegli anni, poco intelligentemente, non comunicando tra di noi parlavamo solo attraverso la stampa che ha vissuto tempi d’oro. Ci prendevano con l’amo. Se c’era un minimo di astio si decuplicava. Siamo stati due dilettanti allo sbaraglio nel non parlarne o avere un rapporto un po’ più diretto“.

A distanza di anni ancora zero contatti tra Max Biaggi e Valentino Rossi, “magari potrebbe accadere tra qualche anno“. Quando il campione di Tavullia avrà abbandonato la MotoGP da un bel po’ e la rivalità sarà un semplice ricordo. In queste settimane il Dottore sta vivendo un momento difficile in pista… “Consigli non ne voglio dare, giudizi ancor meno. Però a 50 anni mi sento di dire che se sei spinto a fare una cosa dalla passione, alla passione non puoi dare una regola o comandarla. Quindi non puoi giudicare. Se hai voglia di fare qualcosa, perché non farla? Poi, certo, ti esponi alle critiche“.

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4 commenti

makiland
15:50, 24 giugno 2021

Penso che Biaggi deve farsi una ragione … VR è stato ed è molto più grande di lui … e non ha ancora smesso !!! La sua smisurata acredine verso VR non è altro che invidia viscerale per i successi che VR ha raccolto nei decenni, cosa che a MB non è accaduta, mi spiace …

    Anonimus
    11:41, 25 giugno 2021

    Te l’ho già scritto una volta… datti al calcio, il Motorsport non fa per te

FRA 1988
10:53, 24 giugno 2021

Ok era arrabbiato per la bandiera nera di Barcellona( 1998), ma avrebbe dovuto accettare la vittoria di Doohan e ripartire con il team Kanemoto.Sono convinto che se fosse rimasto in Honda avrebbe vinto nel ’99 contro Crivillè. Alex non era un fuoriclasse e sfruttò l’infortunio di Doohan per coronare il sogno iridato della 500.

Max75BA
10:07, 24 giugno 2021

Biaggi, Pedrosa e forse Capirossi un titolo nella massima categoria se lo meritavano per il talento che avevano, avessero avuto un pizzico di fortuna com’è accaduto ad Hayden nel 2006…

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