Pedro Acosta boccia il format MotoGP 2027: "Non siamo auto da corsa"

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MotoGP: a Pedro Acosta non piace il format 2027
Pedro Acosta si schiera apertamente contro il nuovo format del weekend MotoGP 2027. Il vincitore del Red Bull Ring, che il prossimo anno lascerà KTM per affiancare Marc Marquez in Ducati, teme più stress per i piloti, un rischio maggiore di infortuni e la perdita del warm-up della domenica. Il il timore dello spagnolo è che la nuova formula possa addirittura accorciare le carriere.
Dall'introduzione delle Sprint nel 2023, un'unica qualifica ha sempre stabilito la griglia di entrambe le gare. Dal 2027 arriverà invece una qualifica separata per la Sprint il venerdì, a scapito del tempo dedicato alle prove. Il sabato toccherà alla qualifica per il Gran Premio: tutti i piloti prenderanno parte alla Q1 e i 12 più veloci accederanno alla Q2. Sul nostro sito ci eravamo già chiesti se fosse davvero necessario, in Rivoluzione MotoGP anche nel format, doppia qualifica stile F1. Ma era necessario?

"Non abbiamo scelta"

Parlando giovedì a Mandalika, Acosta ha ammesso che l'opinione dei piloti conta poco: "Non abbiamo scelta, per questo non importa davvero cosa ne pensiamo. Ma sarà un anno davvero duro, perché sapete quanto stress ha un pilota durante un weekend MotoGP, visto che molte volte il weekend comincia già il mercoledì con gli eventi promozionali e tutte queste cose".
Il punto centrale, per il pilota KTM, è il numero di sessioni in cui bisogna già rischiare tutto, con una Sprint presente in tutti i 22 appuntamenti: "Abbiamo già molte sessioni in cui dobbiamo rischiare tutto, come le libere, la qualifica, la Sprint e la gara, già quattro. Capisco questo format se avessimo solo metà delle Sprint. Ma il problema è che abbiamo già tante gare. Se guardate l'elenco dei piloti, non sono molti quelli che non hanno un infortunio durante tutta la stagione".

Addio al warm-up

Dal 2027 sparirà anche il warm-up domenicale di dieci minuti, sostituito da una finestra di dieci minuti prima della gara per effettuare più giri di ricognizione. Una soluzione che non convince lo spagnolo: "Senza warm-up, non so se sia la cosa più intelligente se qualcuno cade il sabato, per controllare che tutta la moto funzioni bene e come dovrebbe".
Nei giri di ricognizione, spiega Acosta, non si completa un giro intero e non si trova il ritmo: "Nel warm-up, ok, hai gli stessi 10 minuti, ma prendi il passo, prendi il ritmo, tutto va in temperatura. La moto si prepara per la gara. Dieci minuti prima, se vai in griglia e qualcosa non va, la tua domenica è già finita".

Il corpo contro l'asfalto

Il futuro compagno di Marquez chiede di considerare le conseguenze fisiche delle cadute prima di aggiungere altre sessioni ad alta pressione. Ed è qui che arriva la frase più netta. "Rischiamo già molto. Non siamo in una monoposto. Quando cadiamo, anche se è una piccola caduta, è il nostro corpo che tocca terra e non l'abitacolo. Per questo penso che dovremmo rifletterci" ha detto a Crash.net. Una posizione che si aggiunge al dibattito aperto nel paddock indonesiano, dove Luca Marini ha invece accolto con favore la nuova qualifica Sprint pur ammettendo che renderà i weekend più stressanti. La parola ora passa alla pista: il 2027 dirà chi aveva ragione.
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