Jorge Martin resta il leader del campionato MotoGP, a sei gare dalla fine. La sfida contro Marc Marquez, a meno due punti, si preannuncia difficile, ma non impossibile. Il 2026 potrebbe essere l'anno dell'Aprilia e del secondo titolo in classe regina del madrileno. In attesa di rivederli in azione a Mandalika, il pilota madrileno si apre alla stampa.
Il sogno mondiale
Questa è la sesta stagione in MotoGP per 'Martinator', in bacheca c'è già un titolo conquistato nel 2024 in sella alla Ducati del team Pramac. Ma all'epoca la Casa di Borgo Panigale ha preferito promuovere Marquez nel team factory, piuttosto che il vincitore del Mondiale. Da qui la scelta di cambiare aria e firmare con l'Aprilia per cercare il riscatto. Adesso l'occasione è ghiotta per prendersi una bella rivincita, personale e non solo.
Primo
in classifica generale, anche se Marquez gli mette il fiato sul collo. Ha la giusta maturità per riuscirci, una buona dose di esperienza che l'ha reso più maturo, come atleta e come uomo. Sicuramente ha compreso che bisogna dosare le parole, soprattutto davanti ai media. "
Quando sei più giovane o quando non hai molta esperienza nel parlare con la stampa, ti scappa la prima cosa che ti viene in mente. E penso che sia qualcosa su cui devi cercare di migliorare nel corso degli anni, essere più calmo quando dici quello che pensi".
L'illuminazione divina
Il secondo titolo in MotoGP è un sogno che potrebbe avverarsi. Vincere con un costruttore e una squadra prima di andare via, come successo con Pramac e Ducati. Dal prossimo anno correrà con i colori della Yamaha e sarà l'inizio di una nuova avventura. Ma prima di allora c'è una grande sfida da affrontare, in cui credere fino all'ultimo. "Un anno fa avevo 24 ossa rotte - ricorda Jorge Martin ad 'AS' -. Sei operazioni in un anno o pochi mesi, e ora sono in testa al Mondiale. Mi sembra incredibile".
I momenti difficili l'hanno avvicinato alla fede. Il madrileno legge quotidianamente alcuni passi della Bibbia e si sente molto vicino a Dio... "Non l'ho mai visto in faccia. Ma mi sono sentito vicino a lui. Mi sento protetto, perché mi sarebbero potute accadere cose molto brutte. Le cose avrebbero sempre potuto andare peggio di quello che è successo, e sono grato alla vita, per la posizione in cui mi trovo, per poter aiutare la mia famiglia. Per il fatto di alzarmi ogni giorno".
E certi episodi potrebbero non essere casuali. "L'altro giorno, per esempio, durante le prove, mi sono fermato e ho visto che Ogura non mi aveva visto e mi è passato accanto, sfiorandomi la gamba, e poi si è scusato. Se non fossi stato protetto, avrebbe potuto colpirmi e rompermi una gamba. Le cose possono sempre peggiorare, e bisogna essere grati di sentirsi protetti".
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