Grave incidente a Sepang: lo spettacolo continua sempre, a qualunque prezzo

MotoGP
domenica, 26 ottobre 2025 alle 21:00
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L'incidente Rueda-Dettwiler ed il Gran Premio andato avanti normalmente spingono una volta di più ad una riflessione.
Il Gran Premio di Sepang, nello specifico il gravissimo incidente di José Antonio Rueda e Noah Dettwiler, ha ribadito un concetto che non è nuovo. Non sono mancati i commenti negativi in particolare dai piloti MotoGP: era necessario far ripartire la Moto3, mentre un pilota (Dettwiler) lottava per la vita? Per Bagnaia ad esempio la classe minore non doveva correre, e non è l'unico a pensarla così. Il team manager Intact GP, nella lunga preoccupante attesa dopo il fatto nel giro d'uscita, interpellato da motogp.com non aveva nascosto il pensiero per i suoi due ragazzini all'esordio (Pini e il sostituto Uriarte), chiamati a competere dopo un fatto così grave. Ma lo spettacolo continua sempre, a qualunque prezzo, e la storia del Motomondiale, o dei motori in generale, ce lo insegna.

Avanti anche nei momenti peggiori 

Rueda e Dettwiler sono vivi, anche se lo svizzero rimane in gravi condizioni. Ma gli esempi fatali, in cui nulla s'è fermato, non sono mancati negli anni: rimaniamo nello specifico nel Campionato del Mondo, ricordandone alcuni. I motori sono uno sport pericolosissimo, inevitabilmente i rischi ci sono. Ma non ci sono state cancellazioni dopo il terribile incidente di Shoya Tomizawa a Misano, investito da due piloti che seguivano e scomparso per le gravi lesioni. Né s'è parlato di cancellazione del GP per Jason Dupasquier al Mugello, o di weekend di gare tolto dopo lo schianto mortale di Luis Salom in Catalunya. Di strettissima attualità, la scomparsa di Borja Gomez a Magny-Cours non ha portato alla cancellazione della tappa del JuniorGP sul tracciato francese, nonostante le forti critiche per la poca sicurezza del tracciato ed i soccorsi tardivi.

Ci hanno fatto l'abitudine? 

"Sappiamo quali sono i rischi, non ha senso fermarsi". Alcuni piloti con cui ho parlato personalmente dopo gli incidenti fatali più recenti mi hanno dato questa risposta, indicando come non fosse necessario cancellare un weekend di gare per un fatto grave o addirittura fatale in pista. I motociclisti conoscono meglio di tutti i rischi a cui vanno incontro, altrimenti farebbero un altro mestiere. Ma chiaramente non manca chi, sul momento, accusa di più il colpo, rimanendone segnato più a lungo. Sicuramente qualcuno dei ragazzini Moto3 che ha corso oggi non l'ha fatto col cuore leggero, pur sapendo il rischio che corre ogni volta che esce dal box e scende in pista. Non vogliamo dare lezioni né spiegare come bisogna pensarla, ma vuole solamente invitare a riflettere su un altro episodio terribile. Probabilmente non l'ultimo di cui parleremo.
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