Caso Bezzecchi: Perchè le MotoGP e le Superbike se cadono non si spengono?

MotoGP
martedì, 23 giugno 2026 alle 19:00
Caso Bezzecchi: perchè le MotoGP e Superbike non si autospengono?
L'intemperanza di Marco Bezzecchi a danni del commissario dopo la caduta nella Sprint della MotoGP a Brno solleva anche temi tecnici: non sarebbe più sicuro che, in caso di caduta, le moto si spegnessero da sole?
La risposta sembra ovvia, ma non è, perchè nella storia del motociclismo questa problematica è già stata affrontata parecchie volte. In Superbike, anni fa, era stato introdotto un sistema elettronico che in caso di caduta, cioè quando l'inclinazione del mezzo superava un certo angolo, disattivava l'alimentazione, provocando l'autospegnimento. Il dispositivo è stato in seguito abolito, e più avanti vedremo perchè.

Il rischio e il limite

Le corse, oggi, sono gestite in modo da limitare al massimo i rischi aumentando la sicurezza in ogni area praticabile. Ma che in caso di incidente un pilota possa ripartire, è chiaramente una debolezza del sistema. Per regolamento, oggi, tocca ai commissari di percorso valutare i danni e decidere se pilota e moto sono in grado di tornare in pista, seguendo procedure di rientro in pista codificate e aggiornate prima dell'inizio della corrente stagione. Questo dettaglio spiega perchè il gesto di Bezzecchi è stato sanzionato con l'esclusione diretta dal GP.
Fare che in modo che la moto non si spenga è una chiara esigenza del team, perchè in parecchi casi al pilota può riprendere la corsa minimizzando le conseguenze di classifica, oppure rientrare al box più velocemente in caso di incidente in prova. Ma sono situazioni che generano situazioni di potenziale pericolo. Intanto per chi presta soccorso: la moto incidentata accesa è un pericolo perchè, con la marcia inserita, ruota e catena di trasmissione continuano a girare. Ma soprattutto per i piloti: MotoGP e Superbike oggi sono veicoli molto complessi ed è impossibile valutare in pochi istanti e organi fondamentale non abbiano subìto danni.

Kill switch

Sulle MotoGP e Superbike c'è un pulsante (kill switch) di colore rosso che permette ai commissari (o al pilota...) di spegnere la moto in caso di necessità. Ma nella concitazione del momento, con la moto inclinata a terra e magari danneggiata più o meno seriamente, non è facile tantomeno "naturale" raggiungerlo. Infatti il commissario di Brno, invece di premere il bottone, ha inavvertitamente girato la manopola del gas accelerando l'Aprilia e mandando su tutte le furie il Bez. Ricordiamo che in MotoGP i propulsori sono contingentati: l'Aprilia, che adesso non ha concessioni, ne può usare solo sette per 22 GP, oltre alle 22 gare Sprint e relativi turni di prove e qualifiche. Non sarebbe consigliabile discutere, nell'ambito del miglioramento della sicurezza, dell'introduzione dell'autospegnimento in caso di incidente? Fra l'altro potrebbe servire a tutelare anche la meccanica...
Superbike: una delle due cadute di Troy Bayliss in gara 1 a Silverstone 2002

Lo strano caso di Bayliss 2002

Chi segue il Mondiale Superbike da parecchio tempo ricorderà che ad inizio anni 2000 questo dispositivo era stato reso obbligatorio. Ma, fatta la legge, trovato il ...rimedio. A Silverstone 2002 ci fu un episodio che ha fatto epoca. Nel diluvio di gara 1 Troy Bayliss con la Ducati cadde due volte, ma in entrambe le circostanze rialzò la moto e riprese la corsa, arrivando al traguardo in quinta posizione.
Il team Honda HRC, che aveva vinto gara 1 con Colin Edwards, chiese l'immediata verifica del funzionamento dell'autospegnimento. In parco chiuso i commissari inclinarono la Ducati simulando la caduta, e miracolosamente il bicilindrico si ammutolì Quindi tutto regolare, per lo sconcerto dei tecnici Honda HRC presenti alla scena. Per inciso: Troy poi vinse gara 1 stiamo parlando del Mondiale 2002, quello della mitica finalissima Edwards vs Bayliss nell'atto finale di Imola.
Adesso, con la tecnologia che c'è, un escamotage di questo genere non sarebbe possibile. L'unica cosa che non è cambiata sono i rischi. Nella storia del Motomondiale, in anni remoti, ci sono stati incidenti anche tragici occorsi dopo che un pilota era caduto e poi ripartito. Pensarci prima, forse non sarebbe male.
-> Seguici anche su Instagram: @Corsedimoto

Continua a leggere

loading

Potrebbe anche piacerti

Altre notizie

Loading