Rivoluzione nel Mondiale Motocross: addio alle “bandiere”, grandi campioni cambiano casacca nel 2026

Motocross
venerdì, 02 gennaio 2026 alle 11:45
Jeffrey Herlings
Il Motorsport è (anche) business. Una vetrina commerciale e pubblicitaria per le case costruttrici, dove le squadre sono aziende e devono giocoforza far quadrare i conti. Tutto questo mentre i piloti o sono professionisti o sognano di diventarlo. Si cerca pertanto di far collimare prerogative tecnico-sportive a ragioni prettamente economiche nelle scelte di carriera. Si è nel professionismo e, pertanto, le cosiddette "bandiere" non esistono più.

PETARDI DI CAPODANNO NEL MONDIALE MOTOCROSS

Il 2026 nel Mondiale Motocross è iniziato con uno scoppio di petardi in sequenza nella giornata del 1° gennaio. Conclusasi con l'annuncio del ritorno in KTM (da privato con il team Van Venrooy) di Mattia Guadagninini, anticipata nel primo pomeriggio da due attesissimi comunicati. Da una parte Yamaha ha ufficializzato l'ingaggio di Tim Gajser dall'altra, a stretto giro, Honda HRC ha annunciato l'accordo con Jeffrey Herlings. Un mercato così esplosivo nelle ruote tassellate non si era mai visto. Al massimo si registrava un cambio di casacca di livello all'anno, ma non una tale sequenza di nuovi matrimoni uno dopo l'altro.

RAGIONI DEL CAMBIAMENTO

L'aspetto clamoroso è che si parla, nel caso di Herlings e Gajser, di due dei crossisti più vincenti di sempre nella storia della specialità. Entrambi, oltretutto, che intorno (su per giù) i trenta decidono di cambiare dopo aver trascorso una vita o quasi con le loro precedenti realtà. Storie che si intrecciano le due, con decisioni prese in estate e annunciate soltanto con l'inizio dell'anno nuovo per ragioni contrattuali non soltanto con le loro pregresse squadre/case (KTM per Herlings, Honda per Gajser), ma anche con i rispettivi supplier di abbigliamento.

LA SCELTA DI JEFFREY HERLINGS

Vedere Jeffrey Herlings passare dall'arancione KTM al rosso Honda HRC, dalla maglia Alpinestars al kit FOX, per molti è stato uno shock, sebbene questo cambio epocale sia di dominio pubblico da svariati mesi a questa parte. "The Bullet" ha deciso di lasciare KTM dopo 112 Gran Premi e 5 titoli mondiali vinti, ma soprattutto dopo 16 anni vissuti con la casa di Mattighofen, fortemente voluto da Honda e da Giacomo Gariboldi che hanno messo sul tavolo un contratto biennale (2026-2027). Convincendo così l'olandese volante a rimandare i propositi di ritiro se non avesse trovato l'intesa con KTM per il futuro.

CAMBIO EPOCALE PER TIM GAJSER

Non è da meno il passaggio da Honda a Yamaha di Tim Gajser. Non saranno i 16 anni trascorsi con la sua precedente esperienza professionale di Herlings, ma qui siamo a 12. "TIGA" è diventato professionista grazie a Honda ed al Team Gariboldi, il quale lo prese da giovanissimo, salvandogli carriera e finanze. Di fatto lui e suo padre Bodo si trovarono in mezzo ad una strada, con Giacomo Gariboldi che lo mise sotto contratto, pagando anche i debiti della sua famiglia.

FINE DELLE BANDIERE NEL MOTOCROSS

Sedici anni di Herlings in KTM, 12 per Gajser in Honda, con il 2026 che presenta per entrambi una nuova sfida. In un Mondiale Motocross MXGP dove non ci sono più le bandiere, un po' come già accaduto oltreoceano, dove da ambasciatori di alcuni marchi troviamo Ryan Villopoto in Yamaha (sebbene non ci abbia mai corso in carriera), Jeremy McGrath in Kawasaki o Ricky Carmichael in Triumph. Se Tony Cairoli in Ducati è stato uno shock, col senno di poi è stato solo l'inizio di una rivoluzione nel circus della MXGP.
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