Valerio Lata commenta con delusione l'ultimo periodo avaro di soddisfazioni in MX2 e punta al pronto riscatto.
Archiviato il doppio round tricolore nel Mondiale Motocross, non manca l'amarezza per i ragazzi italiani. Un esempio è
Valerio Lata, nostro pilota di punta in MX2, che non riesce però ad esprimersi come vorrebbe. Da ricordare che i primi round sono stato segnati dalle conseguenze di una brutta caduta in Argentina, ma in seguito si era ripreso ed arrivava carico a palla per la doppietta Sardegna-
Trentino. Il 20enne pilota Honda HRC Petronas però non ha raccolto quanto sperava e ha poi affidato poi la sua amarezza ai social con un lungo post per spiegare la frustrazione del periodo, ma anche la determinazione a cambiare quanto prima la situazione. Ora le ruote tassellate sono in pausa fino a fine maggio, c'è tempo per ricaricare le energie per ripartire con ancora maggiore motivazione.
La frustrazione di Valerio Lata
"Chi mi conosce sa quanto io tengo a far bene in questo sport, specialmente quando raggiungi il campionato del mondo. Il top del top" ha iniziato il pilota romano. "Provi a far bene ma non ci riesci, e allora ci riprovi la gara successiva… Ma non arriva, fatichi, non riesci a fare ciò che hai sempre fatto, ovvero stare lì davanti, costantemente". Il passo avanti che cercava sembrava arrivato nella giornata di sabato al Ciclamino, visto che s'era inserito di forza tra i grandi candidati per i risultati importanti del weekend. "Entri e subito primo tempo nelle prove, poi prosegui a fare secondo nelle qualifiche, e poi quarto nella manche di qualifica. Pensi dentro di te: ci sono, sono tornato, con la moto faccio ciò che voglio, sono pronto per tornare lì davanti".
Purtroppo domenica la situazione è cambiata e non in meglio. "Due partenze nelle retrovie, prima manche senza occhiali, un’altra gara buttata. A fine serata di nuovo di crolla tutto addosso per il terzo weekend consecutivo" ha ammesso amareggiato Lata. "Cominci a pensare, cominci a farti mille domande… Torni a casa con ancora più domande, specialmente se hai corso in Italia, davanti a migliaia di persone che ti tifano o che scrivono il tuo numero o il tuo nome su una bandiera o su uno striscione".
Arriva però il guizzo di positività sul finale. "A pensarci bene… succede tutto questo solo perché magari quando arriverà il successo, ripagherà tutto questo il doppio delle volte" ha aggiunto carico il 20enne pluricampione italiano. "Ringrazio tutti, il team, i meccanici, la mia famiglia e tutte le persone che erano lì in pista, almeno il sabato si sono un po’ gasati. Non scrivo mai cose lunghe, perché alla fine conta il risultato della domenica sera, ma stavolta dovevo farlo".
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