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Superbike: Tom Sykes, l’uomo d’oro sul mercato piloti 2021

Tom Sykes epicentro del mercato Superbike 2021: resta in BMW oppure cercherà di trovare spazio in Yamaha o Honda? I pro e contro.

2 luglio 2020 - 14:54

Tom Sykes è l’uomo del giorno sul mercato piloti della Superbike 2021. Il passaggio di Michael van der Mark alla BMW, appena annunciato, ha dato una bella scossa al paddock. A questo punto gli scenari che si aprono sono diversi. Cosa farà il britannico campione del Mondo 2013?

La BMW non ha fiducia

L’ingaggio in BMW di Michael van der Mark è strano sotto vari profili. L’olandese è un ragazzo piuttosto rapido, che in alcune circostanze e su determinate piste diventa “molto” veloce. Ma nel paddock, tra gli addetti ai lavori, non gode di grande credito. In sei anni ha vinto tre gare, pur avendo sempre gareggiato da ufficiale. I top rider lo trattano con una certa sufficienza e anche Toprak Razgatlioglu, al debutto a Phillip Island, si è guadagnato in fretta galloni di leader del box Yamaha. Se la BMW ha puntato su un pilota di questo genere, significa che ha poca fiducia nella coppia di piloti attuali. Eugene Laverty viene da un 2019 pieno di infortuni, e forse i tedeschi temono che non tornerà ai suoi livelli. Tom Sykes è velocissimo sul giro secco, ma continua a lamentare problemi di usura repentina dello pneumatico posteriore. Gli stessi che aveva in Kawasaki. In BMW devono essersi fatti l’idea che sia un problema del pilota, non tanto di una S1000RR ancora acerba sotto molti aspetti, o magari dell’organizzazione del progetto che forse ha delle pecche.

Tom Sykes fra Yamaha e Honda

Che il britannico abbia la tentazione di cambiare aria è un dato di fatto. Sta acquisendo informazioni sull’organizzazione Yamaha, e il suo management strizza l’occhio anche in direzione Honda. Ques’ultima,  è una delle pochissime aziende in grado di offrire un ingaggio all’altezza delle pretese di Tom Sykes. A ben guardare, ci sarebbe anche una Ducati libera, perché il matrimonio con Chaz Davies pare ai titoli di coda. Ma a Borgo Panigale, di questi tempi, pagano poco: 2-300 mila € sono un terzo del salario a cui il britannico ambisce. Già, i soldi: gli appassionati spesso dimenticano che alla fine, dietro le scelte dei piloti, spesso è questo l’elemento che pesa di più. Per cui potrebbe anche succedere che Tom Sykes resti dov’è: la BMW paga bene, la S1000RR potrebbe crescere e avere come compagno van der Mark è sicuramente meno impegnativo che doversela vedere, a pari moto, con Toprak Razgatlioglu,  Alvaro Bautista o Scott Redding…

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