La BMW ce l'ha fatta, anche se con un anno di ritardo: dominando la 24 Ore del Bol d'Or il gigante tedesco ha conquistato il Mondiale Endurance, prendendosi in un colpo solo anche l'alloro Costruttori.
Stavolta non c'è stato nessun colpo di scena finale: un anno fa, sempre al Bol d'Or, la stessa M1000RR si era rotta a soli 29 minuti dalla fine, mandando il fumo il risultato. La rivincita è stata portentosa: BMW ha strapazzato le avversarie, e in particolare la Yamaha detentrice del titolo, mettendo in campo tecnologia, strategia e precisione, cioè tutto l'armamentario necessario per vincere in una disciplina motoristica complicatissima come l'Endurance.
Un Bol d'Or da campioni
Le avvisaglie di trionfo si erano intraviste fin dalla qualifica, quando l'equipaggio BMW composto da Michael van der Mark, Steven Odendaal e Markus Reiterberger aveva arpionato la pole ma soprattutto i primi cinque punti in palio. Alla viglia di questo quarto e conclusivo appuntamento c'erano da recuperare 19 punti su Yamaha Yart, quindi già l'antipasto è servito alla causa. Poi la maratona francese è stata una schiacciante dimostrazione di superiorità. BMW ha preso subito le redini e non le ha più mollate, forte di una supremazia indiscussa sul passo gara ma soprattutto nei consumi.
Il jolly nella manica
Nelle 24 ore di gara l'equipaggio BMW ha percorso 742 giri, pari a oltre 4300 chilometri, effettuando un pit stop in meno di Suzuki Sert Yoshimura e addirittura due in meno rispetto a Yamaha Yart. Il pit stop dura circa un minuto, a cui aggiungere entrata e uscita dalla pit lane: in questo modo i vincitori hanno pianificato la strategia vincente. In questa trionfale annata la BMW si è tolta tante soddisfazioni in una volta: questo è il primo Mondiale Endurance vinto da una marca europea, da aggiungere allo storico podio (terzo posto) battezzato alla
8 Ore di Suzuka, nella competizione clou di questa specialità.
Honda si consola
BMW ha sconfitto le quattro sorelle giapponesi, storicamente impegnate al massimo livello nel Mondiale Endurance. Al Bol d'Or il verdetto è maturato grazie anche al secondo posto di Suzuki Sert Yoshimura, che ha privato Yamaha Yart del secondo posto che sarebbe servito per evitare il sorpasso dei tedeschi. Honda FCC TSR è finita al quarto posto, e mai seriamente in gioco per il successo finale. Ma la Casa più grande del mondo, trionfatrice alla 8 Ore con Jonathan Rea e Takumi Takahashi, si consola con il titolo Superstock finito sorprendentemente al team polacco Vojcik Racing trascinato dagli spagnoli Jordi Torres ed Ector Garzo. Nella categoria per moto strettamente di serie la BMW è capitolata sul più bello per le disavventure di Champion Hert MRP. Per quanto riguarda i colori italiani, niente da fare per
Aprilia Revo M2, uscita di scena nella prima parte della maratona. Tutto benissimo invece per No Limits che con la Honda ha portato a casa un fantastico terzo posto di classe, nono assoluto.
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