Sepang 2001, caos e gloria Ferrari: dalla bandiera rossa alla doppietta da brividi

Formula 1
mercoledì, 18 marzo 2026 alle 22:15
malesia
Nella seconda gara della stagione di Formula 1 del 2001 assistemmo ad una prova con un inizio davvero incandescente, che mostrò tutto il potenziale della Ferrari dell’epoca.
Il 2001 è ricordato come uno degli anni più belli della storia del Cavallino Rampante, capace di dominare la stagione in lungo e in largo. La F2001 era davvero imbattibile ma nella seconda prova in Malesia, il destino pareva voler giocare un brutto scherzo alla rossa. I piloti di Maranello rimasero calmi, se lo potevano permettere visto il potenziale della monoposto. Qualcuno ricorda quel caos iniziale nella gara di Kuala Lampur del 18 marzo 2001? Fu davvero al cardiopalma.

Le Ferrari dettarono legge

Lo strapotere della Ferrari si vide già in qualifica, ovvero, con una prima fila tutta rossa. Michael Schumacher beffò per un decimo il compagno Rubens Barrichello. Ralf Schumacher con la Williams non ero tanto lontano, trovandosi a 3 decimi, ma già Mika Hakkinen, quarto con la McLaren, era a più di otto decimi. Tutti erano convinti che sarebbe andata come in Australia, dove la vettura italiana aveva fatto il vuoto. Tanti ritennero che la Malesia non avrebbe cambiato le carte in tavola. La Rossa che vinceva era ormai una liturgia, come quando sciava Alberto Tomba o negli anni d’oro di Valentino Rossi. Insomma, era un momento magico per la F1 come oggi accade al tennis nazionale grazie a Jannik Sinner.

 Mille colpi di scena

Invece pronti-via e già si accesero i semafori rossi! Giancarlo Fisichella aveva piazzato la Benetton nella casella del diciassettesimo, ma non era la sua, ma quella era del compagno Jenson Button. Il romano nella foga ripartì subito, ma la sua vettura si spense. Alla ripartenza ci furono guai per Juan Pablo Montoya che ebbe un problema alla sua Williams e fu costretto a partire dai box. La gara riuscì a partire con Schumacher che mantenne la posizione, mentre Ralf attaccò Rubens e al tedesco andò male, tanto da perdere diverse posizioni. Nel corso del secondo giro, le cose diventarono ancora più assurde, perché Olivier Panis ruppe il motore Honda della sua BAR e lasciò una chiazza d’olio che venne presa in pieno dai due ferraristi che andarono fuoripista.
David Coultard si ritrovò così primo, ma non ebbe nemmeno il tempo di esultare che su Sepang si scatenò il diluvio. L’acquazzone fu così forte che molti piloti andarono in testacoda e la direzione gara decise di far uscire la Safety Car. Tutti rientrarono per montare le gomme da bagnato, ma non Jos Verstappen e i due alfieri in rosso che preferirono le intermedie. Il punto è che nella corsia box si formò un vero caos dove e a farne le spese furono Rubens e Michael. Il brasiliano rimase fermo sulla piazzola perché i meccanici non avevano lo pneumatico anteriore destro e il tedesco era dietro ad aspettare. Barrichello riuscì a ripartire come anche Michael che restò incolonnato per quasi un minuto. A quel punto i ferraresi erano decimo ed undicesimo: la Ferrari sembrava spacciata.

Ma la pioggia cessò...

Lo scozzese della McLaren aveva mantenuto la testa davanti a Verstappen ed Hakkinen. La pioggia però, una volta che la Safety era rientrata non era più così potente e il circuito non era del tutto bagnato. I due cavalieri della Ferrari risalirono subito il gruppo e si andarono a posizionare nelle due posizioni di vertice. Una rimonta folle in appena sedici tornate: Schumacher era partito davanti, aveva avuto un testacoda, per poi rimanere fermo anche nella piazzola in pit lane. Eppure, si era ritrovato di nuovo davanti a suon di sorpassi. La gara scorse via fino alla bandiera a scacchi, con la rossa in parata: che doppietta! Doveva essere un GP da passeggiata, invece gli spettatori si gustarono un thriller.
“Come ho progettato il mio sogno” la biografia di Adrian Newey il “mago” dei tecnici di Formula 1. In vendita su Amazon e in tutte le librerie.
FOTO: Formula 1

Continua a leggere

loading

Potrebbe anche piacerti

Altre notizie

Loading