Nella seconda gara della stagione di Formula 1 del 2001 assistemmo ad una prova con un inizio davvero incandescente, che mostrò tutto il potenziale della
Ferrari dell’epoca.
Il 2001 è ricordato come uno degli anni
più belli della storia del Cavallino Rampante, capace di dominare la stagione
in lungo e in largo. La F2001 era davvero imbattibile ma nella seconda prova in
Malesia, il destino pareva voler giocare un brutto scherzo alla rossa. I piloti di Maranello rimasero calmi, se lo potevano permettere visto il potenziale della monoposto. Qualcuno ricorda quel caos iniziale nella gara di Kuala Lampur del 18
marzo 2001? Fu davvero al cardiopalma.
Le Ferrari dettarono legge
Lo strapotere della Ferrari
si vide già in qualifica, ovvero, con una prima fila tutta rossa. Michael
Schumacher beffò per un decimo il compagno Rubens Barrichello. Ralf Schumacher
con la Williams non ero tanto lontano, trovandosi a 3 decimi, ma già Mika
Hakkinen, quarto con la McLaren, era a più di otto decimi. Tutti erano
convinti che sarebbe andata come in
Australia, dove la vettura italiana aveva fatto il vuoto. Tanti ritennero che la Malesia non avrebbe cambiato le carte in tavola. La Rossa che vinceva era ormai una liturgia, come quando sciava Alberto Tomba
o negli anni d’oro di Valentino Rossi. Insomma, era un momento magico per la F1 come oggi accade al tennis nazionale
grazie a Jannik Sinner.
Mille colpi di scena
Invece pronti-via e già si accesero i semafori rossi! Giancarlo Fisichella aveva piazzato la Benetton nella casella del diciassettesimo, ma non era la sua, ma quella era del
compagno Jenson Button. Il romano nella foga ripartì subito, ma la sua vettura
si spense. Alla ripartenza ci furono guai per Juan Pablo Montoya che ebbe un
problema alla sua Williams e fu costretto a partire dai box. La gara riuscì a
partire con Schumacher che mantenne la posizione, mentre Ralf attaccò Rubens e al
tedesco andò male, tanto da perdere diverse posizioni. Nel corso del secondo
giro, le cose diventarono ancora più assurde, perché Olivier Panis ruppe il
motore Honda della sua BAR e lasciò una chiazza d’olio che venne presa in pieno
dai due ferraristi che andarono fuoripista.
David Coultard si ritrovò così primo, ma
non ebbe nemmeno il tempo di esultare che su Sepang si scatenò il diluvio. L’acquazzone
fu così forte che molti piloti andarono in testacoda e la direzione gara
decise di far uscire la Safety Car. Tutti rientrarono per montare le gomme da bagnato,
ma non Jos Verstappen e i due alfieri in rosso che preferirono le intermedie.
Il punto è che nella corsia box si formò un vero caos dove e a farne le spese
furono Rubens e Michael. Il brasiliano rimase fermo sulla piazzola perché i
meccanici non avevano lo pneumatico anteriore destro e il tedesco era dietro ad
aspettare. Barrichello riuscì a ripartire come anche Michael che restò incolonnato per
quasi un minuto. A quel punto i ferraresi erano decimo ed undicesimo: la Ferrari sembrava spacciata.
Ma la pioggia cessò...
Lo scozzese della McLaren aveva
mantenuto la testa davanti a Verstappen ed Hakkinen. La pioggia però, una volta
che la Safety era rientrata non era più così potente e il circuito non era del
tutto bagnato. I due cavalieri della Ferrari risalirono subito il gruppo e si
andarono a posizionare nelle due posizioni di vertice. Una rimonta folle in appena sedici
tornate: Schumacher era partito davanti, aveva avuto un testacoda, per poi rimanere
fermo anche nella piazzola in pit lane. Eppure, si era ritrovato di nuovo davanti a
suon di sorpassi. La gara scorse via fino alla bandiera a scacchi, con la
rossa in parata: che doppietta! Doveva essere un GP da passeggiata, invece gli spettatori si gustarono un thriller.
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FOTO: Formula 1