F1 riparte dall'Australia: quanti ricordi fra le strade di Melbourne, ma c'è anche una pagina nera

Formula 1
mercoledì, 04 marzo 2026 alle 21:30
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La Formula 1 riparte dall'Australia: il tracciato cittadino di Melbourne apre la nuova era tecnica e ci riporta alla mente tante edizioni segnate da grandi imprese ma anche tragedie.
Il 4 marzo 2001, per esempio, la Ferrari ripartiva all'asfalto col numero 1. Michael Schumacher era diventato il Campione del Mondo alla fine del 2000 e l'attesa era alle stelle. Oggi quella gara compie 25 anni e facciamo fatica a dimenticarla, per le tante cose che ci ha raccontato.

L’esordio di tre piloti niente male!

La stagione 2001 accolse la Michelin come fornitrice di pneumatici. L’azienda francese era uscita alla fine del 1984 ed era tornata per togliere il monopolio alla Bridgestone. Williams, Benetton, Jaguar, Minardi e Prost erano le scuderie che montavano le gomme transalpine e proprio la casa di Grove aveva spinto per un cambio così radicale. Era la via per arginare lo strapotere tecnico della Ferrari che era nel suo ciclo d’oro. La scuderia d’oltremanica si dovette arrendere e anche nel 2001 il Mondiale venne dominato dalla ossa di Maranello.
Nella griglia di partenza di Melbourne 2001 debuttarono giovani che poi hanno scritto la storia, come Fernando Alonso che sulla Minardi. Un fanciullo finlandese di nome Kimi Raikkonen si preparava al primo impegno F1 con Petronas, mentre la Williams affidava la sua vettura ad un colombiano proveniente dalla Indycar, Juan Pablo Montoya. Il tempo vola vero? Pare ieri, ed invece è passato un quarto di secolo da quel giorno in Australia che aprì le porte del massimo campionato a tre che si sono fatti largo. Kimi e Fernando sono diventati addirittura Campioni del Mondo.

Una grande tragedia

La Pole di quel GP d’Australia fu conquistata da Schumacher davanti al compagno Rubens Barrichello. Il Cavallino Rampante aveva creato un vero capolavoro, la F2001 insieme alla F2004 è sicuramente uno dei gioiellini più incredibili mai creati dall’azienda italiana. Il tedesco farà hat trick in quel weekend australiano ma in mezzo alle Ferrari finì un bravissimo David Coulthard con la McLaren. Sulla posizione da podio in realtà, andrebbe annotata la gran prova di Montoya che sino al 40esimo giro era terzo, ma per un problema al motore della sua FW23 fu costretto al ritiro. Raikkonen esordì in Formula 1 giungendo sesto e conquistato così un punto. Alonso giunse dodicesimo e quella fu la prima gara della Minardi con la nuova proprietà di Paul Stoddart.
Questo è ciò che ci disse quel GP d’Australia che aprì le danze della stagione 2001 per quanto riguarda la parte sportiva. Ma quel GP riservò anche lacrime. Nel corso del sesto giro Jacques Villeneuve e Ralf Schumacher erano in lotta e il canadese tamponò la Williams del tedesco prendendo il decollo e ricadendo contro il muretto che delimita la pista. i piloti uscirono indenni, ma purtroppo dalla Bar-Honda di Villeneuve si staccò una gomma che oltrepassò una foratura all’interno della recinzione di sicurezza e colpì il commissario di pista, Graham Beveridge. Venne centrato alla testa e non ci fu nulla da fare. Un altro commissario morto a pochi mesi dalla tragedia di Monza 2000.

La Formula 1 non fermò lo show

Quello che capitò non venne quasi mai raccontato realmente o meglio, della dipartita del povero commissario si venne a sapere solo in seguito. La gara infatti continuò, ci fu una Safety Car per togliere i detriti ma poi si riprese regolarmente. I piloti erano gli unici che furono inquadrati e ai tempi, non c’erano social e migliaia di telefoni disseminati dovunque come oggi. Beveridge morì sul colpo a bordo pista e questo è stato accertato, ma si cercò di rianimarlo in ambulanza forse per dare la notizia che fosse deceduto in ospedale. Dopo quella gara la Formula 1 venne deciso di applicare delle cinghie per le ruote. Una svolta, ma come sempre, prima ci deve essere il danno e poi si trova la soluzione. Solo quando si fanno i conti con la morte le cose cambiano ed oggi fortunatamente viviamo in un’epoca molto sicura, sia per i piloti che per i commissari.
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FOTO: Formula 1

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