Il 16 ottobre del 2005 la Formula 1 chiudeva il campionato che coincise anche con la fine di tre grandi scuderie che abbandonarono per sempre il paddock.
Il titolo Piloti era già andato a
Fernando Alonso in Brasile ma vincendo anche a Shanghai consegnò il titolo
Costruttori alla Renault. Quella gara del 16 ottobre del 2005 è anche ricordata
per essere stata l’ultima di tre team che a loro modo hanno fatto la storia. Quando pensate alla Formula 1 e alle sue
scuderie del passato quante volte pensate alla Jordan, alla BAR e soprattutto
alla Minardi? Tre squadre che proprio 20 anni fa cessarono di esistere
lasciando un alone di nostalgia.
La Bar
Honda andò a punti nella sua ultima gara della storia
Fernando vinse davanti al
rivale della stagione Kimi Raikkonen. La Renault per la prima volta nella sua
storia vinse un mondiale Costruttori di Formula 1. Un successo che fece diventare la R25 la vettura più iconica del marchio francese. Auando Jenson Button tagliò il
traguardo in ottava posizione andando a punti cadde più di una lacrima. L’epoca
della BAR era ufficialmente terminata.
La BAR, acronimo di British
American Racing, fù una scuderia britannica in Formula 1 dal 1999 al
2005. Il nome riprende quello dei suoi proprietari, ovvero, la
nota multinazionale del tabacco, British American Tobacco (BAT). Con Jacques Villeneuve prima e
Button dopo questa squadra andò varie volte sul podio. Il team
d’oltremanica non era uno dei più forti ma quelle sue livree erano stupende. Il
bianco e il rosso con la scritta Like Strike la facevano subito riconoscibile. Nel
2006 la Honda già fornitrice dei propulsori decise di acquisire il team per cui BAT divenne unicamente lo sponsor lasciando sulla carena la pubblicità delle sigarette
Like Strike.
Il
sogno di Eddie Jordan era giunto al termine
Tiago Monteiro giungendo decimo a Shangai
nel 2005 decretò la fine del team Jordan che ormai era in piena crisi finanziaria. La
squadra di Eddie è ricordata da tutti gli appassionati di Formula 1. Il titola re era un irlandese che non riuscendo ad entrare in F1 da
pilota aveva deciso la scalata da proprietario di un team. La squadra irlandese si è
tolta belle soddisfazioni come le vittorie in Belgio nel 1998, o quelle in
Francia e in Italia l’anno dopo. E come dimenticarsi della più assurda, in Brasile nel
2003. Successi che sono entrati negli annali. Inoltre,
fu la prima squadra a dare una possibilità a Michael Schumacher nel 1991 con
quelle qualifiche a SPA-Francorchamps che furono il biglietto da visita del
teutonico.
Negli anni dal 2003 al 2005 la scuderia si
è sempre piazzata nona tra i Costruttori portando Eddie ad indebitarsi per
cercare di colmare questo gap con le altre. Nel 2006 la scuderia fu acquisita
dal magnate russo-canadese Alex Shnaider che creò il primo team russo della
storia della Formula 1. La stagione fu un fallimento tanto da vendere a metà
anno alla Spyker, ma anche il gruppo olandese non fu fortunato. Pensate che dopo
un anno dovette vendere per i troppi debiti e il tutto passò nelle mani degli indiani
della Force india. La Force India che poi fu acquistata da Lance Stroll. Nel giro vorticoso di questa licenza, alla fine si può dire che l'attuale Aston Martin sia proprio l'erede della Jordan.
Il miracolo
della Minardi in Formula 1
Quando Robert Doornbos e Christijan
Albers tagliarono il traguardo nel GP di Cina 2005 misero fine ad una storia
tutta italiana. Dal 1985 al 2005 la Minardi fondata da Giancarlo Minardi ha partecipato
al campionato di Formula 1. Nel corso di questi 30 anni la piccola scuderia di
Faenza non è mai riuscita ad andare a podio. Il massimo risultato raggiunto fu il
quarto posto e comunque parliamo di una realtà che non disponeva di un grosso
budget. I soldi sono sempre stati un problema ma la voglia di partecipare al
massimo campionato ha sempre spronato gli uomini di Faenza a trovare sponsor e
a continuare un sogno durato tre decadi. Giancarlo rimase il presidente del
team fino al 2001 ovvero quando fu acquistato da un gruppo australiano.
I costi erano ormai troppo alti e il Signor
Minardi aveva prima intavolato una trattativa con Telefonica (azienda
telefonica spagnola) che era già sponsor per poi vendere a Paul Stoddart. Gli anni
del proprietario oceanico furono disastrosi per quanto riguarda i risultati ma ancora oggi suscitano amarcord tra gli appassionati. Sotto la gestione di
Stoddart fecero il loro esordio in Formula 1 piloti come Mark Webber e soprattutto
Fernando Alonso. Nel 2005 si arrivò alla conclusione che i livelli di
prestazione erano troppo bassi e il team fu venduto alla Red Bull. La scuderia
divenne la Toro Rosso e sul contratto era inserita una clausola che la fabbrica
doveva restare a Faenza per almeno due anni. Il brand delle lattine tuttavia,
decise di non spostare mai la sede del suo team minore e così Faenza e in piccolo
anche la Minardi, sono ancora oggi un punto fermo della F1.
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FOTO: Formula 1