Formula 1: Fernando Alonso e l'appuntamento con la storia

Formula 1
giovedì, 25 settembre 2025 alle 22:15
alonso
All'alba del 25 settembre del 2005 è l’Italia fu svegliata dalla tragica morte di Federico Aldrovandi bastonato a morte da alcuni agenti di Polizia. Nello stesso giorno, tuttavia, il motorsport consegnò i due suoi verdetti più importanti. Poche ore dopo quel terribile fatto a Ferrara, Valentino Rossi vinse il Mondiale MotoGP a Sepang e nel tardo pomeriggio in Brasile, Fernando Alonso centro il titolo della Formula 1. Il nostro racconto si concentrerà proprio sul primo titolo mondiale dello spagnolo. Oggi che siamo a 20 anni da quella gioia ed è ancora lì a lottare con i più giovani sulla griglia.

La Renault più solida rispetto alla McLaren

La tappa in Brasile era la terzultima dell’anno ed Alonso arrivava ad Interlagos con ben 25 punti in più del rivale Kimi Raikkonen. Allo spagnolo bastava perdere meno di 5 punti dal finlandese per laurearsi Campione, questo perché ai tempi il vincitore prendeva 10 punti. Quindi il massimo che si poteva totalizzare dopo quella tappa erano 20 punti ed allora l’occasione era ghiottissima. La McLaren era in gran ripresa, ma la vettura di Woking non era molto affidabile ed aveva lasciato a piedi i suoi piloti troppe volte nel corso dell’anno. Adrian Newey aveva dovuto fare i conti le rotture mentre la Renault no. Questo vantaggio tecnico consentì alla scuderia francese di laurearsi Campione anche tra i costruttori per la prima volta in Formula 1.
Alonso, inoltre, era stato impeccabile nel corso di quella stagione ed a soli 24 anni aveva mostrato al mondo che oltre ad essere veloce era pure in grado di capire le situazioni. Tantissime volte s’accontentò e questo gli giovò molto perché gli permise di arrivare ad Interlagos con tutti quei punti di vantaggio. L’attesa era molta per quel 25 settembre, perché se nel motomondiale continuava il dominio di Rossi, in Formula 1 la supremazia Ferrari era finito. La casa di Maranello dopo aver dominato dal 2000 al 2004 era giunta al capolinea del suo vantaggio tecnico. Nel 2005 non fu mai realmente della partita.

Il giorno di Alonso Campione del Mondo

Fernando si sentiva molto a suo agio in Brasile tanto da fare la Pole Position con a fianco Juan Pablo Montoya con la McLaren. Allo start i due mantennero la posizione mentre a centro gruppo finirono in contatto David Coulthard ed Antonio Pizzonia. I due finirono fuori pista facendo uscire la Safety Car. Alla ripartenza Montoya passaò Alonso. Il colombiano è sempre stato uno specialista nelle ripartenze e fu bravo anche in quella occasione. L'onestà ci porta a raccontare che Fernando non si difese alla morte come è solito fare da lui, ma infondo, si stava giocando qualcosa in più di una gara di Formula 1. La prima sosta ai box fu favorevole a Raikkonen che riuscì a sopravanzare Alonso e a prendersi la seconda piazza.
La gara andò via liscia come l’olio anche dopo il secondo valzer dei pit stop. La Renault fornì indicazioni ad Alonso su quanto distacco avesse da Kimi, ma si limitò a comunicare il vantaggio su Michael Schumacher. Montoya dopo 71 tornate vinse il GP di Brasile. Allo spagnolo bastò il terzo posto per laurearsi Campione del Mondo di Formula 1. Alonso divenne Campione a soli 24 anni e 54 giorni, il più giovane della storia, primato che gli fu poi portato via prima da Lewis Hamilton nel 2008 e poi da Sebastian Vettel nel 2010. Il tedesco detiene ancora il record che è di 23 anni e 134 giorni. Fernando diede il meglio di sé anche sul podio, che fu storico anche per Montoya visto che è stato l'ultimo acuto prima di salutare la categoria nel 2006.

Alonso è ancora lì a lottare in Formula 1

Vero che in quell’anno Alonso ebbe molta fortuna come forse anche nel 2006 ma il talento che espresse già a 24 anni fu fantastico. Fernando aveva dimostrato che con un mezzo importante era capace di dire la sua e che oltre alla velocità aveva la mentalità da calcolatore, sapendo sfruttare ogni situazione. La cosa che fa riflettere è che forse nel 2005 la fortuna lo aiutò molto. Dopo la doppietta Mondiale le cose sono cambiate. Tante sue possibili imprese sono evaporate per sfortuna, come nel 2010 con la Ferrari. Oggi è ancora lì a lottare con i ragazzini del 2004. Sì del 2004, praticamente Isack Hadjar e Gabriel Bortoleto avevano un anno quando l’asturiano vinceva il titolo in Formula 1, mentre Andrea Kimi Antonelli era nato da qualche mese.
Alonso oggi ha 44 anni ma non vuole sapere di smettere e parla già di futuro con la Aston Martin. Una fame che lo ha sempre contraddistinto e lo porta ancora alla ricerca di quella gioia provata 20 anni fa. Lui vive per quelle, anzi vive per guidare, visto che lasciò anche la Formula 1 per correre in altri campionati. Nel corso di queste due decadi la sua fame non è cambiata è vero, ma molte volte si è guardato indietro ed ha spiegato come questa sua visione non gli abbia permesso di avere una famiglia. Perché la vita è fatta di scelte ed Alonso ha scelto di essere un pilota e basta.
FOTO: Formula 1    

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