Campionato del mondo di MotoGP 2026... ci siamo. Venerdì si riaccendono i motori del Motomondiale in Thailandia, al Chang International Circuit, per il primo Gran Premio di una stagione che si preannuncia entusiasmante. Sarà l'ultima dell'era motori 1000cc e ancora una volta Ducati ripartirà da favorita. Ma con il mercato piloti che ha fatto in parte già il suo corso, sarà un anno da divorziati in casa.
Ducati riparte in pole
La Casa di Borgo Panigale domina la classe MotoGP da cinque anni, vincendo prima con
Pecco Bagnaia, poi con Jorge Martin, infine con Marc Marquez. Il campione di Cervera ha aiutato a consolidare un dominio ormai certo, anche se nei test invernali non ha particolarmente brillato. Complice anche l'infortunio di alcuni mesi fa e la conseguente operazione alla spalla destra, da cui ancora deve riprendersi al meglio, oltre ad un virus. Nonostante una simulazione non completata, il campione in carica resta il super favorito. La storia c'insegna che non ha bisogno di simulazioni e prove per poter vincere. E di certo non sono le tre cadute nell'ultimo test a far cambiare opinione.
Nessun cambiamento in griglia per la Ducati, ma le Desmosedici GP26 presentano sicuramente delle novità interessanti, soprattutto sull'aerodinamica, con un nuovo dispositivo holeshot che potrebbe fare la differenza, prima di essere accantonato dal 2027. Alex Marquez quest'anno avrà a disposizione una Rossa ufficiale e ha fatto vedere subito ottime prestazioni. Il fratello minore di Marc potrebbe essere un serio contendente al titolo se riuscirà ad essere costante come nella passata stagione MotoGP.
Aprilia la vera antagonista
Da anni l'Aprilia cerca di mettere il fiato sul collo alla Ducati. Marco Bezzecchi, forte di un rinnovo contratto già ufficializzato, ha piazzato subito ottimi tempi nei test invernali. Una rondine non fa primavera e le prestazioni della preseason contano poco, certo. Ma sono molto indicative ed evidenziano la volontà del giovane romagnolo di essere lì al vertice a sognare e contendersi il titolo. Merito anche di una RS-GP sempre più all'avanguardia, capace di colmare i vuoti dell'anno scorso. Almeno sul giro singolo, il prototipo di Noale ha dimostrato di non invidiare nulla alla Desmosedici.
Gli uomini guidati da Massimo Rivola hanno limato alcuni dettagli aerodinamici, vedi quel dispositivo aerodinamico situato dietro la carenatura, che canalizza il flusso d'aria, riducendo la turbolenza e migliorando l'efficienza aerodinamica. Come ha detto Pedro Acosta al termine dei test MotoGP invernali, "le Ducati e le Aprilia fanno paura".
KTM punta alla top-5
KTM non s'illude, ma cercherà di ritagliarsi spazi di gloria in questo 2026. Ottime le sensazioni in Malesia, non altrettanto in Thailandia, ma il talento Pedro Acosta mantiene alta la fiducia sulla RC16. Aki Ajo, team manager della squadra austriaca, assicura un guadagno di mezzo secondo a giro, grazie ad alcune modifiche al telaio e all'aerodinamica che dovrebbero garantire un minor degrado delle gomme. Se così fosse, i vari Binder, Acosta, Vinales e Bastianini potrebbero contendersi frequentemente la top-5. L'unico problema è che ci sono sei Ducati in pista...
Pedro ha completato una simulazione di gara, registrando tutti i giri in 1:30 (uguali ai tempi di Bagnaia). "Siamo più veloci dell'anno scorso. La moto è migliore, tutto è più facile, più naturale e senza sorprese o stranezze". Il team di Mattighofen si presenta come il terzo contendente più forte e ha il dovere di lasciarsi alle spalle i costruttori giapponesi, al momento in grande difficoltà.
Honda resta indietro
La Honda ha fatto sicuramente qualche passo in avanti rispetto al 2025, ma non direttamente proporzionale a quello compiuto dalle rivali. Al momento la top-10 è l'ambizione più realistica. Il vero punto debole della RC213V è la mancanza di trazione. Gli ingegneri hanno focalizzato l'attenzione sull'aerodinamica al fine di generare deportanza sulla ruota posteriore, mentre l'anteriore è stato pensato per aumentare la velocità massima. Ma resta quella mancanza di grip che resta il tallone d'Achille della Honda. Se un anno fa il ritardo era di un secondo dalla vetta, stavolta si ricomincia con mezzo secondo di gap a giro... Sulla distanza gara resta comunque uno svantaggio netto e incolmabile in poco tempo.
Buio fitto in casa Yamaha
Yamaha detiene la maglia nera dei test invernali. Problemi tecnici e logistici hanno un po' minato il morale dei piloti, a cominciare da
Fabio Quartararo, amareggiato da molto tempo e in procinto di cambiare aria nella prossima stagione 2027. Non solo il marchio del diapason non ha migliorato, ma ha fatto addirittura un passo indietro rispetto all'anno scorso. Altamente simbolico il dito medio del pilota francese nei confronti della M1 durante il test a Buriram. Lapidaria l'affermazione di Alex Rins: "
I piloti sono pronti, ma la moto no".
A Sepang hanno dovuto fermarsi un giorno per un problema al nuovo motore V4. La Casa di Iwata sa bene che sarà un anno molto difficile, l'ingresso del nuovo propulsore ha portato solo più cavalli, ma con una conseguente perdita di prestazioni. Inoltre, la Yamaha non ha nemmeno portato abbastanza componenti per consentire ai piloti di lavorare correttamente con il nuovo pacchetto. Una situazione difficile da valutare, altrettanto difficile da accettare per i suoi piloti.
Il mercato piloti
Sarà una stagione MotoGP davvero insolita, con tanti "divorzi" in corso che dovranno convivere con gli "ex" per tutto l'anno. Pecco Bagnaia annuncerà presto il passaggio in Aprilia, Fabio Quartararo alla Honda, Jorge Martin alla Yamaha, Alex Marquez in KTM, Pedro Acosta in Ducati. I big sono già piazzati per il prossimo anno, adesso tocca agli altri piloti trovare una sella competitiva per il futuro.
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