Il 2009 è ricordato come l’anno del doppio diffusore, la grande genialata di Ross Brawn che regalò ad una scuderia piccola piccola la massima gioia. Il 18 ottobre di 15 anni fa la Brawn GP e
Jenson Button scrissero il loro nome in maniera indelebile nella storia della Formula 1. Quell’atto in Brasile segnò la fine della minuscola scuderia prossima a diventare Mercedes ed aprì totalmente, o con molta probabilità, alla prima era Red Bull. Torniamo indietro dunque e torniamo a quella domenica di Interlagos, dove la piccola fenice riuscì a battere le grandi scuderie.
Un anno pieno di veleni in Formula 1
La Honda si mangiò le mani per la scelta che fece alla fine del 2008, quando per via della crisi finanziaria decise di abbandonare la Formula 1. I progetti per la vettura erano già pronti, la macchina era quasi fatta, ma l’azienda giapponese decise di tagliare i fondi. Ross Brawn che sapeva bene cosa avesse tra le mani, arrivò ad un accordo con i nipponici, che vendettero il progetto per una sterlina all’ingegnere britannico concedendogli anche la fabbrica di Brackley in Gran Bretagna. La vettura, tuttavia, non aveva un motore a pochi mesi dall’inizio della stagione per via del forfait della Honda.
I fondi per farla correre nemmeno non vi erano, ma tramite un accordo tra tutti i team per via dei diritti TV si decise di dare una chance a questa piccola squadra. La Mercedes decise di fornirgli i motori, sicura che tanto i suoi risultati sarebbero stati da fondo della griglia. Questo perché la macchina era progettata per avere un motore Honda e quindi quello tedesco era una forzatura. La storia però, fu tutta per la piccola Brawn GP che grazie al doppio diffusore dominò l’inizio di stagione insieme al suo alfiere Button. Questo mandò su tutte le furie le altre scuderie, una su tutte, la Ferrari. I reclami per tale soluzione furono innumerevoli, ma Brawn aveva trovato una parte grigia nel regolamento della Formula 1 dell’epoca.
L’arrivo in Brasile
La stagione così, vive un anno molto strano con le due grandi case Ferrari e McLaren in grande affanno. Il titolo alla penultima gara se lo arrivano a giocare quindi la Brawn con Button e la Red Bull con un giovane Sebastian Vettel. La pole al sabato sotto una pioggia torrenziale va a Rubens Barrichello ancora in gioco per il titolo con l’altra Brawn davanti a Mark Webber. Button non andò oltre il quattordicesimo posto, mettendo in pericolo la festa che il piccolo team era pronto a fare. La gara della domenica viene svolta sotto il sole con una partenza frenetica per via degli incidenti che portano in pista la Safety Car. Jenson rimane fuori dai guai e inizia a risalire le posizioni.
Uno dei momenti che più viene ricordato in quel GP è il primo pit stop di Heikki Kovalainen. Gli uomini McLaren hanno un problema durante il rifornimento del carburante che porta il pilota a lasciare benzina per tutta la pitline. Dietro di lui vi è Kimi Raikkonen che raccoglie involontariamente la benzina del connazionale e vede la sua Ferrari prendere fuoco. La fortuna è che è solo una vampata ma la parte che passerà alla storia è la freddezza con la quale Kimi vive tutto quel momento tragico. Non si scompone per niente. La gara continua e Button recupera posizioni sino alla quinta e vedendo Vettel davanti a lui e Barrichello ritirato, capisce che è quasi fatta. Il momento in cui si realizza il grande sogno è alla fine del 71esimo giro, quando Webber vince la gara davanti Robert Kubica con la BMW Sauber e a Lewis Hamilton con la McLaren.
Davide ha battuto golia
Il passaggio dopo 29 secondi di Button allo sventolio della bandiera a scacchi certifica che il britannico è per la prima volta nella sua carriera campione del mondo e la Brawn lo diventa nel campionato Costruttori. La piccola fenice ci è riuscita, la scuderia che ai test di Barcellona era tutta bianca e non aveva nemmeno uno sponsor sulla livera aveva battuto i mostri sacri della Formula 1! Mai prima d’ora era successo che all’esordio una squadra riuscisse a diventare campione del mondo e mai successivamente è riaccaduto. La Brawn GP smise di esistere dopo la gara di Abu Dhabi che chiuse la stagione 2009 per diventare Mercedes. Un anno che ha segnato molto gli appassionati, che ancora oggi si dividono tra chi dice che il doppio diffusore fu una magia e che anche senza molti soldi si può vincere e tra chi dice, che la BGP 001 era irregolare. Ognuno la vede a modo suo, ma sono sicuro che veder vincere un mondiale ad una macchina che porta il nome di un genio come Brawn, non dispiace a nessuno.
FOTO: social Formula 1