Negli anni '80
Lamborghini tentò la sfida delle due ruote, con una moto innovativa che non ebbe futuro. La sua breve storia.
Nella storia del motorsport non sono mancati quei marchi di auto che hanno voluto fare il tentativo nelle due ruote. Vi abbiamo raccontato della
leggendaria Ferrari, ma non è l'unica:
Lamborghini è un'altra casa da sogno che ci ha provato nei turbolenti anni '80, realizzando alla fine un solo esemplare che, purtroppo, s'è rivelato un flop clamoroso. Alla fine ne vennero costruiti solamente sei esemplari, diventati dei pezzi da collezione. Rivediamone la breve storia.
Le origini
Ferruccio Lamborghini, allora noto imprenditore nel settore dei trattori, fondò Automobili Lamborghini nel 1963, con sede a Sant'Agata Bolognese. La leggenda narra che la decisione fu presa dopo aver riscontrato vari problemi meccanici sulla sua Ferrari ed aver ricevuto commenti sarcastici in merito dal fondatore del marchio di Maranello. Lamborghini puntò tutto sulla realizzazione di una "macchina perfetta", legata sia al suo segno zodiacale, il Toro, che alla sua passione per la tauromachia (insieme di pratiche, riti e spettacoli che prevedono un'interazione fisica tra l'uomo e il toro, oppure tra tori stessi). Una nuova casa che in appena tre anni divenne un mito mondiale dell'automobilismo, come la conosciamo ancora oggi.
La crisi degli anni '80 e l'esperimento a due ruote
Lamborghini però non ha avuto una storia sempre memorabile. Andando avanti nel tempo, troviamo il periodo in cui ha rischiato seriamente di sparire. Negli anni '80, dopo un precedente decennio di difficoltà, arriva la profonda crisi finanziaria che porta alla dichiarazione di bancarotta e costringe il fondatore Ferruccio Lamborghini a lasciare l'azienda. Arrivano però i giovanissimi francesi Jean-Claude e Patrick Mimran, prima importante ancora di salvezza per il marchio. Tra idee innovative e strade inesplorate, i due ripartono con la Nuova Automobili Ferruccio Lamborghini e decidono anche di tentare qualcosa di incredibile: una moto. Il progetto però non verrà concretizzato in Italia, ma viene affidato alla rinomata officina francese Boxer Bikes (dal 1999 diventata Boxer Design), che applica anche tecnologie derivate dall'aeronautica.
Nasce la Lamborghini Design 90
Un progetto che porta anche la firma di Claude Fior, appassionato di motori a 360° e straordinario progettista francese di telai motociclistici (scomparso nel 2001 a soli 46 anni). È suo infatti il telaio perimetrale in lega d'alluminio, interamente saldato a mano, che rappresenta la spina dorsale di una moto decisamente all'avanguardia per l'epoca, parliamo del 1986. L'unica "pecca" un po' in contrasto col marchio è che sotto la carrozzeria in vetroresina non c'è un motore fatto in casa, ma un 4 cilindri in linea 4 tempi Kawasaki, cilindrata 997cc, di derivazione GPZ1000RX, che sviluppa tra i 120 ed i 130 CV. Guardando poi ad altri dettagli della sua scheda tecnica: raffreddamento a liquido, bialbero a camme in testa e 4 valvole per cilindro, velocità massima 258 km/h, cambio manuale a sei marce. Peso a secco 180 kg, con serbatoio in alluminio battuto a mano e carrozzeria monoscocca aerodinamica, con cover removibile sul sellino posteriore per un eventuale passeggero.
Da moto da sogno a flop
L'innovativa Lamborghini Design 90 purtroppo non convinse, in primis per il prezzo fuori portata: attorno ai 13.000, più del doppio di una qualsiasi sportiva dell'epoca. A questo aggiungiamo che la sua linea non convince, non piace ai clienti. La fortunata gestione del Gruppo Mimran riceve quindi un colpo basso con questo progetto, rivelatosi un buco nell'acqua: dei 25 esemplari in programma ne verranno realizzati solo sei, e cinque risultano ancora esistenti.
La collaborazione con Ducati
Lamborghini ha lasciato perdere la costruzione di moto, ma non il mondo delle moto. Dal 2020 infatti ha avviato una solida collaborazione con Ducati, una partnership interessante tra due aziende nate nella Motor Valley e attualmente parte dello stesso gruppo Volkswagen, tramite Audi. Si comincia con la Ducati Diavel 1260 Lamborghini, nel 2022 arriva la Streetfighter V4 Lamborghini e nel 2025 ecco la Panigale V4 Lamborghini. Quest'ultima nella versione 2026 è realizzata in 630 esemplari. Non solo, in passato in MotoGP infatti non sono mancate alcune livree celebrative e dedicate proprio al marchio di Sant'Agata Bolognese. Le prime le abbiamo viste nei GP Mugello 2018 e 2019, nel 2020 il Centro Stile Lamborghini ha realizzato la livrea delle Ducati del team Pramac per l'intera stagione.
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