Tornare in pista dopo un incidente gravissimo è una delle prove più dure per un pilota MotoGP. Il fisico guarisce con il tempo, la testa no.
Jorge Martin affronta proprio questo nel suo rientro alle corse, e secondo Pol Espargaró ha un alleato inatteso: la pressione della lotta per il titolo mondiale.
Il pilota di Granollers parla per esperienza diretta. Ha vissuto sulla propria pelle il grave infortunio di Portimao e il successivo ritorno in sella. In un'intervista concessa al quotidiano Mundo Deportivo ha spiegato come funziona la mente di un pilota prima e dopo essere salito sulla moto.
Il peso della vigilia
Per Espargaró il vero ostacolo psicologico non nasce sull'asfalto, ma nei momenti di solitudine che precedono il weekend, quando la mente anticipa i rischi e riporta a galla i ricordi peggiori. "La paura è nelle ore prima; il giorno prima di salire sulla moto pensi a cosa proverai quando passerai da quella curva, se le cose non andranno bene o se cadrai di nuovo", ha raccontato.
La ricetta, secondo il catalano, è seguire alla lettera i protocolli abituali, per non lasciare spazio ai pensieri negativi. Senza dimenticare che "questo è uno sport di rischio, in cui in qualsiasi momento ti può succedere quello che è successo a me".
In pista comanda l'istinto
Tutta la tensione accumulata cambia di colpo quando si indossa il casco e si spegne il semaforo. "Una volta in pista, non c'è paura. Fai traiettorie naturali e guidi d'istinto", ha spiegato Espargaró. A oltre 300 km/h la concentrazione cancella ogni pensiero sui rischi: "Visualizzi soltanto tutto quello che devi fare e smetti di pensare, non ti puoi permettere il lusso di pensare ad altro".
Il Mondiale come scudo
Nel caso di Martin, a questo processo mentale già complesso si aggiunge la battaglia diretta per il campionato. Per Espargaró è proprio questa pressione estrema a fare da barriera contro i fantasmi del passato. "La pressione di giocarti un campionato del mondo occupa così tanto spazio nella tua testa che non hai tempo per analizzarlo", ha sottolineato.
In altre parole, la necessità di essere più competitivo del rivale diretto sposta tutta l'attenzione sull'obiettivo finale, cioè conquistare il titolo. Espargaró avverte però che la gestione di ciò che accade attorno al pilota durante il weekend non è sempre semplice, tra stampa e ambiente che non smettono di ricordargli il passato. Sarà la pista a dire se la corsa al
Mondiale basterà davvero a tenere lontani quei ricordi.
-> Seguici anche su Instagram:
@Corsedimoto