Un weekend a Brands Hatch: perché il British Superbike Championship è l’invidia del mondo

Storie di Moto
di Andrew McLarney
BSB Brands Hatch Main
Lo scorso fine settimana si è concluso il British Superbike Championship, che ha celebrato il suo 30º anniversario. Quale luogo migliore dell’iconico circuito di Brands Hatch per festeggiare l’occasione? Ecco il racconto del nostro inviato.
Quella che per anni è stata la casa britannica del Mondiale Superbike ha festeggiato anche il suo centenario, come testimoniavano gli striscioni lungo il viale d’ingresso, ciascuno dedicato a campioni del motorsport di diverse discipline: Ayrton Senna, Jackie Stewart, Mike Hailwood e altre leggende accoglievano il pubblico, con i loro successi incisi sotto i ritratti in bianco e nero.
Lungo i terrapieni a bordo pista erano disseminate tende, sedie pieghevoli e barbecue: i fan più impazienti si erano già sistemati e avevano conquistato il proprio spazio per il fine settimana. I chioschi del caffè e della colazione si animavano, mentre bancarelle colme di ogni genere di merchandising e abbigliamento da corsa venivano scrutate con attenzione tanto dai bambini quanto dai veterani avvolti nelle loro tute di pelle. Anche l’arrivo di grandi sponsor come ZYN ha lasciato il segno, senza però dare un’impressione eccessivamente commerciale.
Brands Hatch è a soli trenta chilometri dal centro di Londra, ma è circondato da foreste. Per cui al mattino entri in questo anfiteatro accolto dal canto degli uccelli, fin quando non si accendono i motori. La bellezza non è solo il tracciato, ma anche nei boschi circostanti dalle sfumature verde e oro. I commissari presidiavano i bordi della pista, scambiandosi battute sottovoce senza mai distogliere lo sguardo dalle occasionali sagome sfocate delle moto in transito. Tra nuvole di fiato e vapori di bevande calde, una fila di bandiere danzanti correva lungo la cresta della collina, affacciata sulle tribune e sulla pit lane, ormai animate da un’intensa attività.
Venerdi c'era già una gran folla, sabato non si trovava più un posto e domenica è stata un'invasione. Facendo la fila all'ingresso era difficile credere che non si trattasse di un Gran Premio: tecnicamente era «solo» un campionato nazionale, e per di più una giornata di prove!

Molto più di una bella gara

Tutti sanno che il BSB è celebre per le sue gare imprevedibili e combattute, ma l’atmosfera di comunità non sempre riesce a trasparire dallo schermo. A differenza della mia ultima gara dal vivo, il Motocross delle Nazioni in Francia, qui non si respirava un clima aggressivo e tribale: si aveva piuttosto l’impressione che tutti gli spettatori fossero lì per sostenere l’evento nel suo insieme, non per tifare uno solo. Che si trattasse della classe regina o delle categorie Sportbike, Superstock e Sidecar, i fan restavano incollati alla pista e non consideravano nessuna serie inferiore alle altre. Come succedeva anche nel Motomondiale, ai vecchi tempi.
Una parola ricorreva spesso nelle mie conversazioni con spettatori, responsabili dei team e commentatori: «accessibilità». I piloti, cioè i protagonisti dello spettacolo passeggiavano e giravano in scooter tra i fan, senza sembrare sopraffatti o ostacolati da una calca caotica. Si mettevano in posa per le foto con i bambini e li invitavano a visitare i box. Da esordiente a un evento BSB, ho ritrovato una piacevole differenza rispetto alla mia precedente esperienza al MotoGP di Silverstone, decisamente più irreggimentata al confronto.
Brands Hatch è senza dubbio uno dei circuiti più belli della Gran Bretagna. Il percorso, giustamente chiamato «Woodland Walk», permette agli spettatori di fare il giro a piedi delll’intero tracciato in circa mezz’ora, immersi in un bosco rigoglioso, brulicante di uccelli e insetti: pare di essere in un documentario di David Attenborough. Così, volendo, puoi vedere coi tuoi occhi i punti più iconici.
Pper molti aspetti, Brands Hatch è anche una bestia feroce. La velocità media di una Superbike su questo circuito supera i 170 km/h, mentre nei tratti veloci, come Hawthorne Hill, si possono superano i 300 Un momento in particolare ha reso evidente il pericolo: dopo aver fatto il giro della pista ed essere tornato verso le tribune, durante una sessione di qualifiche Supersport è stata esposta la bandiera rossa. Per alcuni, inquietanti minuti è calato il silenzio, finché non è stato annunciato che il pilota coinvolto si era rimesso in piedi. Del resto, non sarebbe corretto ignorare che, nel corso dei suoi cento anni di storia, molti piloti hanno percorso a Brands Hatch i loro ultimi giri: la bandiera rossa ricordava il prezzo che hanno pagato. Veloce, affascinante e terribile: un tempo del motorsport vecchio stile.

Il gran finale: Ryde entra nella storia

Quando è arrivato il momento delle gare principali del fine settimana, il circuito è entrato in piena modalità Gran Premio. In lontananza incombeva una nube scura e minacciosa, che si avvicinava gradualmente. Al via della gara iniziarno a cadere le prime gocce di pioggia e gli ombrelli variopinti colorano terrapieni e tribune. Ben presto la pioggia è cominciata a cadere a scrosci e il tracciato, insidioso e ondulato, è stato giudicato troppo pericoloso per proseguire.
Definirlo un finale deludente sarebbe ingeneroso. Scott Redding e altri piloti hanno offerto senza dubbio lo spettacolo che il pubblico aspettava con impazienza e per cui avevano affrontato il viaggio. In quelle condizioni, il suo stile di guida sembrava sovrumano: Scott ha guidato come un ossesso, compiendo una rimonta stratosferica. Kyle Ryde resisteva alla forte pressione del gruppo degli inseguitori. Alla fine è riuscito a conquistare uno storico terzo titolo consecutivo al termine di Gara 2, diventando il primo pilota a vincere tre titoli di fila con costruttori diversi. Redding, nobile nella sconfitta quanto valoroso nella sua corsa alla vittoria, appariva visibilmente deluso, ma si è congratulato con il rivale con grande sportività e signorilità. Ryde, invece, non riusciva a nascondere la gioia.
Nel complesso, ho capito immediatamente perchè il British Superbike ha conquistato un seguito tanto numeroso nel corso degli anni. E' una grande festa dei motori, il pubblico si appassiona perchè si gode le spettacolo e può avvicinare piloti e box con facilità. Il BSB ha un pubblico molto variegato: giovanissimi, famiglie, vecchi fans che ormai hanno visto decine di edizioni. Anche questo è un segnale decisamente incoraggiante per il futuro del BSB.
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