Voleva diventare campione del mondo, ma Danilo Petrucci ha vinto lo stesso

Superbike
Danilo Petrucci pilota BMW Superbike con il casco addosso
Danilo Petrucci saluta in lacrime il Mondiale Superbike
Emozioni forti quelle provate da Petrux nel suo ultimo weekend da pilota del WorldSBK: non ha avuto il finale che sognava, però può essere orgoglioso lo stesso.
È finita l'avventura di Danilo Petrucci nel Mondiale Superbike. Il round a Jerez è stato l'ultimo della sua carriera nella categoria, salvo chiamate future come sostituto. Ma come pilota titolare non lo dovremmo più rivedere dopo questa difficile stagione trascorsa con il team ROKiT BMW Motorrad. Purtroppo, neppure nel suo ultimo weekend con la M 1000 RR è riuscito ad avere un guizzo: 0 punti conquistati dal ternano, che a breve (24 ottobre) spegnerà 36 candeline.

Superbike, Petrucci racconta le sue emozioni per l'addio

Petrux non ha trattenuto le sue emozioni in Spagna. Aveva pianto sabato già dopo Gara 1, quando era salito in zona podio assieme al suo team per una foto di gruppo e per salutare i tifosi presenti a Jerez. Lacrime anche domenica, sia sulla griglia di partenza sia dopo Gara 2. Bellissimo vedere quante persone si sono avvicinate a lui per abbracciarlo e salutarlo, ci ha messo un po' a percorrere la pitlane e a raggiungere il suo box.
Danilo Petrucci pilota BMW Superbike saluta con la mano destra mentre sorride
SBK: Petrucci si è fatto apprezzare da tutti
Ai microfoni dei canali ufficiali WorldSBK ha raccontato come ha vissuto la giornata di domenica: "Purtroppo, quando sono felice, piango sempre. È stato un incredibile viaggio per me, venivo dal nulla e ho vinto gare in ogni campionato in cui ho corso. Quest'anno è stato davvero difficile, però ringrazio tutte le persone di BMW per avermi aiutato, anche se sfortunatamente i risultati non sono stati positivi. Ringrazio anche il WorldSBK, perché quando ho lasciato la MotoGP sono andato nel MotoAmerica e poi volevo provare a vincere il Mondiale Superbike. BMW era un obiettivo. Alla fine le cose non sono andate come volevo, ma ho dato tutto e questa è le sensazione più bella. Questa può essere la mia ultima gara nel WorldSBK, però sono felice. Posso essere felice di ciò che ho fatto. Ho tanti bei ricordi e la mia più grande vittorie è poter raccontare questa storia".
Petrucci è fiero della sua carriera e di ciò che ha trasmesso alla gente, pur non coronando il sogno di diventare campione del mondo: "Ci ho messo 15 minuti da attraversare la pitlane, perchè da ogni garage sono uscite persone ad abbracciarmi e a ringraziarmi. Voglio dire grazie a tutti, perché per me è stato un incredibile viaggio e non me lo aspettavo. Vincere in MotoGP, vincere nella Dakar, tornare sull'asfalto e vincere ancora; se fosse esistito un pilota come me quando ero piccolo, sarebbe stato il mio idolo, è incredibile".

Cosa non ha funzionato con BMW

Per il pilota ternano non è stato complicato spiegare cosa non gli abbia permesso di essere competitivo con la BMW, dato che i fatti sono sotto gli occhi di tutti: "È stata la tempesta perfetta. Niente test durante l'inverno, la moto era molto diversa da quella a cui ero abituato, ho iniziato la stagione senza avere esperienza. Abbiamo lavorato e quando iniziavo ad essere più veloce mi sono infortunato nel momento peggiore della stagione. Ho avuto un brutto incidente: quando non senti le gambe, a 36 anni inizi a pensare che non ne valga la pena. Da quel momento in poi, nella tua testa inizi a pensare sempre alla tua salute e con BMW abbiamo deciso di fermarci. Sfortunatamente, tutto ciò che poteva andare storto è andato storto; ma il team è stato davvero gentile con me".
Dopo tre anni in sella alla Ducati Panigale V4 R del team Barni non era semplice salire sulla M 1000 RR ed essere subito veloce. I test invernali erano fondamentali per il suo percorso di adattamento e sono stati rovinati dal maltempo. Il botto a Most è stato probabilmente la pietra tombale della sua stagione, il divorzio da BMW poi era inevitabile ed è avvenuto tutto nei modi giusti.
I rapporti con gli uomini della casa tedesca sono buonissimi e si era parlato anche di un suo possibile trasferimento nel MotoAmerica Superbike per guidare una delle due M 1000 RR del team OrangeCat, con il quale aveva anche effettuato un test ad Austin, però sembra che questa pista sia sfumata. Sapremo presto cosa ci sarà nel futuro di Petrucci.
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