Dalla Superstock 1000 alla Sportbike: come sono cambiati i vivai del Mondiale Superbike

Storie di Moto
mercoledì, 08 aprile 2026 alle 13:29
Superstock 1000 storica entry level del Mondiale  Superbike
Il Mondiale Superbike per tanti piloti rappresenta un punto di arrivo. Certo, c'è chi lo vede come un trampolino di lancio per MotoGP e chi come un campionato per piloti a fine carriera, tuttavia è una classe regina a tutti gli effetti. Negli anni ha sempre avuto categorie “entry level” pensate per formare giovani.
Nel tempo queste classi, propedeutiche alla Superbike ma pure alla Supersport, sono cambiate. Le prime sono state realmente formative, le ultime un po' meno,

Superstock 1000

La prima edizione risale al 1999. Fin dalle sue origini, la categoria ha attirato numerosi team e costruttori, grazie ai costi contenuti delle moto ed alla possibilità di essere competitivi senza dover ricorrere a modifiche tecniche rilevanti. Questa classe è stata la più longeva: si è corsa fino al 2018 seppur con varie modifiche. Quasi tutti i piloti che hanno vinto in Supestock 1000 hanno poi fatto carriera approdando in Superbike o nel Motomondiale. L'unico del quale si sono perse le tracce è stato Karl Harris, un inglese che vinse la prima edizione ma per il resto tutti gli altri sono stati poi protagonisti ad alti livelli. Tra l' altro Danilo Petrucci non si era aggiudicato il titolo ma si era classificato secondo nel 2011 e questo piazzamento ha comunque rappresentato una tappa fondamentale del suo percorso sportivo.

Superstock 600

Tra il 2005 ed il 2015 il Mondiale Superbike ha avuto di fatto ben due entry level perché c'era pure al Superstock 600. Due dei piloti che hanno vinto quel campionato sono oggi in MotoGP: Franco Morbidelli e Toprak Razgaltlioglu. La STK 600 riusciva a fare emergere il talento, le potenzialità dei ragazzi che poi riuscivano ad essere veloci anche nelle categorie superiori. Tra i piloti che hanno brillato in quel campionato tra fgli altri Axel Bassani, Loris Baz, Michael van der Mark, Michaal Rinaldi, Gino Rea...

European Junior Cup

Dal 2012 al 2016 si è svolta l'European Junior Cup. Era riservata a piloti di età compresa tra i 14 e i 19 anni. Tra i piloti che hanno vinto questo campionato figura Augusto Fernández che trionfò nel 2014. Si sono distinti nell' EJC anche Mika Pérez e Bo Bendsneyder per il resto questa categoria non ha lanciato molti piloti: è stata un mezzo flop.

Supersport 300

Dal 2017 l'European Junior Cup ha lasciato spazio al Mondiale Supersport 300, un campionato criticatissimo. A parte Adrián Huertas e Manuel González nessun altro è approdato al Motomondiale o si è messo poi in particolare evidenza in Superbike. Jeffrey Buis ha vinto il Mondiale due volte collezionando successi e podi in quantità ma non è poi riuscito ad andare avanti. La differenza tra la 300 e la Supersport NG era troppo elevata sono ogni profilo: sia tecnico che economico. Chi avrebbe avuto le qualità per fare bene nel WoldSSP non aveva magari il budget. La Supersport 300 è stata di fatto una fabbrica di sogni, una fucina d'illusioni più che di talenti. Certo, grazie a questa categoria molti ragazzi hanno potuto condividere il paddock con i loro idoli del mondiale Superbike, hanno vissuto esperienze magnifiche poi sono rimasti fermi al palo.
Alcuni di loro quest'anno sono approdati alla Sportibike. La nuova classe riuscirà ad essere veramente un trampolino di lancio com'era stata la gloriosa Superstock 1000 o la STK 600? Se lo augurano tutti.
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