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CIV Superbike, Gabriele Giannini: "Vice-Campione con una Honda ufficiale? Ecco la verità"

Storie di Moto
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INTERVISTA - A tu per tu con Gabriele Giannini, vice-Campione CIV Superbike 2026 con la Honda CBR 1000RR-R della Scuderia Improve - Firenze Motor.
La comparsata con il Team Honda Laglisse nell'Europeo Stock a Misano Adriatico, nell'ambito dell'ultimo round del MotoJunior 2026, ha riservato gioie e dolori a Gabriele Giannini. "Al primo via sono rimasto subito coinvolto in un incidente multiplo. Un altro pilota mi è venuto addosso, provocandomi due micro-fratture al malleolo. La bandiera rossa mi ha permesso di rientrare al box per sistemare la moto e riprendere la gara. Nella successiva ripartenza ho dovuto stringere i denti, concludendo alla fine settimo, non troppo distante dal podio. Niente male per essere scattato dalla diciottesima casella, conseguenza di una penalità rimediata nelle Qualifiche 2, dove avevo siglato il quarto tempo a soli 57 millesimi dalla pole position. Senza quella sanzione, chissà...". Una gran bella rimonta da parte dell'originario di Anzio, reduce da un paio di settimane di sosta forzata per l'infortunio rimediato lo scorso 18 ottobre, al quale non è riuscita la medesima operazione nel CIV Superbike.
Con 48 punti da recuperare su Alessandro Delbianco nella finalissima di Vallelunga, si presentava come una missione quasi impossibile. L'ex protagonista del National Trophy lo sapeva benissimo. Ci ha provato a ribaltare la situazione in campionato, salvo poi consegnare definitivamente il titolo a "DB52" con le sue stesse mani a seguito di una rovinosa scivolata nelle fasi iniziali di Gara 1 quando si trovava in testa. Un errore di foga che, tuttavia, non intacca quanto di buono profuso nella sua seconda stagione con la Honda CBR 1000RR-R della Scuderia Improve - Firenze Motor, annoverando due pole (Imola e Vallelunga) con sette podi in tredici gare oltre al prestigioso riconoscimento di vice-Campione italiano 2026. Il proposito di assicurarsi la tabella tricolore è rimandato, verosimilmente, all'anno venturo per un Giannini, tuttora alla ricerca della prima vittoria nella categoria, chiamato a scrollarsi di dosso la nomea di "grande incompiuto".

Gabriele, il doppio-podio nella classe Superstock del Mondiale Endurance tra 24 ore di Le Mans e 8 ore di Suzuka ha ricompensato l'amaro epilogo del CIV?

"Beh, sono le due gare-simbolo dell'Endurance. Un'emozione indescrivibile salire sul podio di Le Mans con Honda No Limits. Quando partecipi ad una 24 ore ti senti realizzato a prescindere dal risultato, se poi hai la fortuna di finire sul podio il morale schizza alle stelle. Inoltre, per me era il primo podio in assoluto nella specialità... anche Suzuka (con Wojcik Racing, ndr) non è stata da meno con il party celebrativo organizzato alla fine dell'evento dalla Honda. Pur non essendo sotto contratto diretto con la casa madre in Giappone, sono legato alla filiale italiana di Honda, ricevere le attenzioni dei vertici giapponesi mi ha fatto estremamente piacere. Il podio a Suzuka non me lo aspettavo. Un po' perché dovevo conoscere una squadra nuova a seguito del forfait di No Limits, un po' per i problemi di natura logistica che ci hanno rallentato nella settimana di gara: il materiale è arrivato in ritardo, costringendoci a saltare le prime prove. Siamo partiti un po' di rincorsa, ma alla fine ci siamo tolti una bella soddisfazione, risultando il primo team europeo di categoria al traguardo".

Hai sempre sostenuto che le gare di durata non ti si addicono, ne sei ancora convinto?

(Risata, ndr)
"Non ho cambiato idea. Prediligo le gare "sprint", offrono un altro tipo di emozioni. Nell'Endurance entrano in gioco più variabili. Il pilota preso singolarmente non è l'attore principale, deve abituarsi a convivere con i compagni di equipaggio e saper creare la giusta alchimia di squadra: tutti sono indispensabili".

Veniamo al CIV Superbike: quale aggettivo sceglieresti per descrivere la stagione 2026? 

"Solida. Ad inizio stagione ci eravamo prefissati l'obiettivo, poi raggiunto, della Top-3. Con Improve sapevamo di avere a disposizione un pacchetto competitivo, con il punto interrogativo del nuovo regolamento tecnico. L'anno scorso la Honda non aveva lasciato il segno nella classe Production Bike, invece fin dai primi test pre-campionato siamo stati veloci, con tempi a livello dei miei riferimenti del 2025. Sai, rispetto ad altre moto, la CBR 1000RR-R in configurazione Production (modello Standard, ndr) non è particolarmente dissimile dalla versione utilizzata nel 2025. Elettronica a parte, il motore non ha subito grosse modifiche: anche con il vecchio regolamento i margini per poter intervenire sulle moto erano limitati".

Che valore attribuisci al secondo posto?

"Immenso. Con Improve e Honda abbiamo dato seguito all'ottimo lavoro avviato nella scorsa stagione, quando avevamo già ottenuto 6 podi e il quinto posto in campionato malgrado una leggera flessione finale. Devo essere sincero: in un primo momento non ero convinto di poter concludere così in alto. Dovevo vedermela da avversari agguerritissimi, tant'è vero che le gare sono state spettacolari come mi aspettavo con la lotta aperta a più pretendenti. Certo, avrei preferito vincere il titolo, ma per il secondo posto ci avrei messo la firma".
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Gabriele Giannini in burnout a Vallelunga

L'obiettivo per il 2027 è la conquista del titolo tricolore?

"Vediamo, non ho ancora definito i miei programmi per la prossima stagione. Mi piacerebbe rinnovare l'impegno sia nel CIV Superbike che nel Mondiale Endurance. Rispetto a quest'anno, non ci saranno concomitanze: un vantaggio non da poco. E, perché no, andare alla scoperta di nuovi campionati. Mi sono trovato a mio agio con la CBR 600RR, Laglisse è una squadra che annovera successi sia in Spagna che nel motociclismo internazionale".

Alessandro Michelozzi, team manager della Scuderia Improve, in una nostra intervista aveva detto "lo scorso anno siamo stati noi a scegliere Gabriele, quest'anno è stato lui a scegliere noi". Ti ritrovi in queste parole?

"Assolutamente sì. Per questa stagione avevo ricevuto alcune offerte, sia in Italia che all'estero, però non me la sono sentita di lasciare Improve: credo fortemente nel progetto e, ormai, sono diventati la mia seconda famiglia. Sono grato ad Alessandro per avermi accolto nella sua squadra. Lo scorso anno, in un periodo critico della mia carriera dove molte persone avevano messo in dubbio le mie capacità, è stato l'unico a darmi fiducia. Entrambi avevamo voglia di riscatto. Io volevo lasciarmi alle spalle la parentesi, breve e difficile, nel Mondiale Supersport, mentre Improve era reduce da un 2024 sottotono (con Luca Vitali, ndr). In questo biennio ci siamo rifatti, ci è mancata soltanto la vittoria...".

Ti sei dato una spiegazione?

"La gestione degli pneumatici è il nostro tallone d'Achille. Consumiamo un quantitativo eccessivo di gomma e, con il carico di benzina a bordo che diminuisce progressivamente, andiamo in crisi nel finale di gara. La CBR diventa irrequieta in uscita di curva, faccio fatica a guidare sciolto e ne pago le conseguenze. Prendiamo in esame le gare di Cremona e Vallelunga: me la sono giocata a viso aperto con Delbianco fino a quando, negli ultimi giri, non ho fatto il passo del gambero. Fisicamente mi sono sempre sentito al top, è un peccato: corpo, mente e moto, purtroppo, non sempre vanno di pari passo. Nel 2027 Dunlop introdurrà nuove tipologie di pneumatici, già sperimentate a fine settembre nei test di Vallelunga, che dovrebbero venire incontro alle nostre esigenze".

La prima vittoria tarda ad arrivare: un peso in più?

"No... pur senza negare il dispiacere. Delbianco sta vivendo uno stato di grazia, inoltre ha potuto contare sul lavoro del proprio team (DMR Racing, ndr) e di Yamaha per una preparazione sopraffina della moto. Onore al vincitore, l'aver sfiorato tante volte la vittoria (6 secondi e 7 terzi posti tra 2025 e 2026, ndr) non mi logora. Sono tranquillissimo, per ogni cosa c'è il suo tempo. Se posso, vorrei soffermarmi su un altro aspetto".

Prego.

"Sono iniziate a circolare una serie di inesattezze. Ho sentito dire che ci sono piloti, compreso me, che correrebbero con presunti team ufficiali...".

Gabriele, facciamo chiarezza.

"Io corro per la Scuderia Improve, cioè il reparto corse di Firenze Motor che è un concessionario Honda. La mia moto viene preparata da Alessandro (Michelozzi, ndr) e Carlo (Marini: motorista, ndr), quale team ufficiale? Questo concetto è difficilmente applicabile in un campionato come il CIV, dove i team ufficiali non esistono. Al massimo si contano sulle dita di una mano, ma non è certo il caso nostro. La mia sensazione è che in Italia, quando qualcuno ottiene buoni risultati, si faccia di tutto per trovare il pelo nell'uovo. A differenza di certe persone, se Delbianco vince non mi permetto di insinuare che ci è riuscito perché corre con un team Factory Yamaha. Nella sua squadra ci sono tecnici del Mondiale? È vero, ma è sbagliato attribuire la sua vittoria a questo fattore, il merito è anche suo. Honda Italia, alla quale sono vincolato contrattualmente, non si occupa del racing: nel box di Improve avete mai visto tecnici giapponesi?".

"Team ufficiale", un termine abusato nel CIV.

"Sono state esaltate, giustamente, le performance di Bernardi: ha vinto una gara e fatto podi con una moto allestita, apparentemente, dal padre. Ecco, forse non tutti sanno che insieme al padre c'era un elettronico Aprilia, quindi? Bernardi è un pilota ufficiale Aprilia? In tal caso sarebbe "ufficiale" persino più di me... Improve è composto da un elettronico, un sospensionista e due meccanici che durante la settimana portano avanti le faccende del concessionario Firenze Motor: non lavorano in MotoGP o nel Mondiale Superbike. Bernardi è stato bravo, Delbianco ancora di più, mentre Giannini si è preso un bel secondo posto. Andrebbe dato più risalto a noi piloti così come al lavoro di squadre del calibro di Improve e DMR. La narrativa che si è creata dietro ai nostri successi è irrispettosa".
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Gabriele Giannini in azione con la Honda CBR 1000RR-R

Sembrano svanite le chance di rivedere Alessandro Delbianco al via del Mondiale: cosa ne pensi?

"Vincendo il CIV per due anni consecutivi, a 30 anni, il Mondiale dovrebbe rappresentare il passaggio naturale. Gli si era aperta una porta (in Go Eleven, ndr): pare che sia stato lui a rinunciare. Per certi versi, non mi sento di biasimarlo. In Yamaha si è ritagliato il suo spazio, arrivando a ricoprire il ruolo di collaudatore. Credono ciecamente in lui, gli danno credibilità. Inoltre, ha la possibilità di correre nel CIV con un team (DMR Racing, ndr) che conosce come le sue tasche, con il quale è riuscito a coronare uno splendido percorso. Si tratta di una scelta di vita. Togliersi lo sfizio del Mondiale, magari anche solo per una stagione, può avere senso per un ragazzo di 24 anni come me. Alla sua età invece hai tutto da perdere e poco da guadagnare. Sarei stato curioso di vederlo al Mondiale, ma al tempo stesso sarei felice di ritrovarlo l'anno prossimo al CIV: la sua presenza è un valore aggiunto per il campionato, batterlo darebbe ancora più gusto".

La domenica di Vallelunga hai festeggiato il compleanno in circuito, ti è piaciuto?

"Venivo da un sabato dai sentimenti contrastanti, con la pole position al mattino e la caduta in Gara 1 nel pomeriggio. Domenica è stata una giornata bellissima, a cominciare dalla Superpole Race in cui mi sono davvero divertito a battagliare con Delbianco. Sono venuti a sostenermi familiari, amici e tifosi: quasi 100 persone! Ho percepito il calore e l'affetto di tutti quanti. Per festeggiare il compleanno mi sono regalato due podi... un momento da ricordare con piacere".

Quanto è importante il supporto della famiglia?

"Spendo due parole per la mia ragazza. Siamo fidanzati da dieci anni e, da cinque, conviviamo... ormai sono sposato (ride, ndr)! Mi ha sempre supportato, aiutandomi a superare i momenti più duri. Non ho mai pensato di smettere, ma i risvolti negativi dell'avventura nel Mondiale Supersport mi avevano messo a dura prova. Lei sa tutte le cose che ho dovuto digerire in quel periodo. Si usa dire "la donna fa l'uomo", mi ritengo fortunato. Senza dimenticare, ovviamente, il resto della famiglia e gli amici. Sapere di poter contare su di loro mi dà quella carica in più com'è successo nella domenica di Vallelunga".

In pochi anni la tua vita è cambiata radicalmente: ti capita di ripensare al percorso che hai compiuto?

"Non dimentico mai il passato, i sacrifici fatti da me e dalla mia famiglia. Ho sempre cercato di contribuire alle spese, come sappiamo il motociclismo è uno sport costoso. Ho lavorato in cantiere con mio padre, così fino al 2022 quando ho deciso di concentrarmi sulla vita da pilota. Lavoro meno, vivo con il minimo indispensabile, senza vizi. Oggi, fortunatamente, grazie anche al contributo di Honda Italia, riesco a mantenermi facendo quello che amo. Anche se con tanti sacrifici. Mi alleno tutti i giorni, curando ogni minimo dettaglio per arrivare in pista nelle migliori condizioni".
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