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MotoGP in Qatar, cresce la tensione: pugno duro di Massimo Rivola

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Il campionato di MotoGP sta per sbarcare in Qatar e mai come in questa occasione team e piloti arriveranno con un certo ritardo. La scelta di correre a Lusail ha fatto tanto discutere nei giorni scorsi e dall'area geografica in questione non arrivano buone notizie.
Ma i vertici Ducati e Aprilia fanno sapere che non c'è nulla di cui preoccuparsi. E potrebbe essere il weekend giusto per vedere la riconferma di Marc Marquez a campione del mondo.

Instabilità in Medio Oriente

La MotoGP dovrebbe iniziare le prove libere in Qatar tra due giorni, ma intanto gli Stati Uniti hanno attaccato un'isola iraniana. Cinque dei sei costruttori dovrebbero partecipare, con la sola Yamaha che ha confermato la propria assenza in un comunicato stampa diffuso dopo il GP della Malesia dello scorso fine settimana. Il weekend in Qatar è stato avvolto dall'incertezza sin dall'inizio del 2026, quando gli USA e Israele hanno attaccato l'Iran. Tant'è che gli organizzatori del Motomondiale hanno rinviato la data originaria di aprile a novembre. Ma l'instabilità in Medio Oriente suscita preoccupazione tra le persone nel paddock.
Il viaggio della carovana della MotoGP avviene in un contesto al limite. Nella serata del 2 novembre gli USA hanno avviato un attacco contro l'isola di Qeshm, situata nello Stretto di Hormuz e utilizzata per attaccare navi mercantili in questo tratto di mare ormai teatro del conflitto. L'attacco è stato riportato per la prima volta dal Wall Street Journal, affermando che si tratta dell'ultimo di una serie di attacchi contro l'Iran avvenuti nelle ultime settimane e mai resi pubblici.

Il Qatar offre garanzie economiche

La MotoGP conta attualmente cinque ritiri confermati per la gara di Losail. 19 dei 22 piloti hanno chiesto la cancellazione dell'evento se gli organizzatori non si assumeranno la piena responsabilità di ciò che potrebbe accadere. Dalla Spagna rimbalza l'indiscrezione che gli organizzatori locali, cioè lo Stato del Qatar, avrebbe prestato 100 milioni $ di garanzie aggiuntive e previsto piani d'emergenza qualora lo spazio aereo venisse chiuso.
La Yamaha non sarà in Qatar e ha deciso di ritirare tutti e quattro i suoi piloti. Fabio Quartararo, Alex Rins, Jack Miller e Toprak Razgatlioglu, già fermo per infortunio, non saranno in pista a Lusail. Questa decisione lascia la MotoGP senza due squadre al completo e ha ulteriormente acuito le tensioni nel campionato.
Marc Marquez

Martin ci sarà?

Non vedremo nemmeno Alex Marquez, che si è sottoposto a un intervento chirurgico per risolvere dei problemi alla spalla. Lo sostituirà Iker Lecuona). Il team Gresini però recupera, a tempo di record, Fermin Aldeguer. Permangono ancora dubbi sulla presenza di Jorge Martin, rientrato in Spagna dopo la Malesia per proseguire la riabilitazione al polso destro infortunato dieci giorni fa in Australia. L'eventuale rinuncia del più immediato inseguitore, consegnerebbe, di fatto, il decimo titolo Mondiale con consistente anticipo, visto dopo il Qatar sono in programma anche Portimao e Valencia.

Tardozzi e Rivola 'no problem'

Ducati non può permettersi di non prendere parte al round di MotoGP, visto che Marc Marquez è ad un passo dal titolo mondiale. “È chiaro che ci sono state molte discussioni, ma gli organizzatori ci hanno assicurato che è sicuro e noi ci fidiamo degli organizzatori", ha dichiarato Davide Tardozzi ad 'AS'. Stavolta trova d'accordo il CEO di Aprilia, Massimo Rivola. "Onestamente, non capisco tutto questo trambusto che si sta creando... Se non vuoi fare questo lavoro, resti a casa. Voi giornalisti, io come responsabile, gli ingegneri, tutti. Se l'organizzatore, con tutte le informazioni e la documentazione, dice 'andiamo', allora andiamo, punto e basta".
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