CIV com'era: cinquant’anni fa l’ultima apertura all’Aerautodromo di Modena, la “piccola Indianapolis” in un docufilm

Storie di Moto
venerdì, 10 aprile 2026 alle 21:00
L'ultima volta al circuito di Modena del CIV '76 diventa un docufilm
Sono passati 50 anni da quando all’Aerautodromo di Modena si apriva il Campionato Italiano Velocità. Oggi, mentre il CIV riparte da Misano il 25 e 26 aprile, quella storia torna a vivere in un docufilm che racconta la “piccola Indianapolis” emiliana.
Per oltre un quarto di secolo, tra il 1950 e il 1976, a stagioni alterne, la prima prova del tricolore si disputava proprio qui: un piccolo circuito ricavato attorno a una pista di volo, oggi inglobato nella città e trasformato nel Parco Enzo Ferrari. Un luogo simbolo, capace di attraversare epoche diverse, fino ad ospitare nel 2017 il “Modena Park” di Vasco Rossi, il concerto record della musica italiana.

L'ultimo ballo 

L’ultima apertura del Campionato Italiano Velocità a Modena si disputò il 21 marzo 1976. Nella classe regina vinse Giacomo Agostini, tornato alla MV Agusta dopo la chiusura del team Yamaha, davanti a Marco Lucchinelli su Suzuki e a un giovanissimo Nico Cereghini, anche lui in sella a una RG 500 allestita dal concessionario Sacchi.
In pista c’erano tutte le cilindrate e i migliori piloti dell’epoca. Il sole era pallido, l’aria frizzantina che scendeva dall’Appennino tosco-emiliano contribuiva a raffreddare i motori al meglio. Intorno, una folla impressionante: quaranta, forse cinquantamila persone assiepate ovunque, sulle tribune di tubi Innocenti, sul muro della vicina caserma, persino sugli scheletri dei condomini in costruzione in una città in pieno boom economico e affamata di velocità.
Quell’atmosfera rivive nel docufilm “La piccola Indianapolis – storie di uomini e di moto”, realizzato dai registi Fabio Fasulo e Francesca Mignardi e prodotto da Frame at Work.
Il mito modenese diventa docufilm
"L’idea è nata nel 2021 – racconta Fasulo – quando Francesca si è resa conto che molti modenesi che oggi frequentano il Parco Enzo Ferrari per correre o allenarsi non sanno che lì sorgeva un circuito dove hanno gareggiato i più grandi protagonisti dell’automobilismo e del motociclismo del del dopoguerra".
Perché avete scelto di raccontare proprio le moto?
"Il legame tra Modena e l’automobile è già stato ampiamente esplorato. Il motociclismo modenese, invece, pur avendo espresso pluri Campioni del mondo come Luca Cadalora e Walter Villa, è sempre sfuggito ad una narrazione organica".
Chi sono i protagonisti del docufilm?
"Sono i testimoni di quell’epoca: da Giacomo Agostini a Luca Cadalora, fino a Claudio Lusuardi, insieme a preparatori come Gianfranco Bursi e tecnici come Francesco Villa. E poi gli appassionati di allora, bambini sulle reti dell’aerautodromo diventati adulti di successo, come Massimo Bottura e Matteo Panini".
Da questa esperienza è nato anche il Cinematic Motor Fest, il primo festival italiano dedicato al motorsport raccontato attraverso il cinema.
"Si, siamo arrivati alla terza edizione – spiega Fasulo – e lo scorso anno abbiamo presentato in anteprima la produzione hollywoodiana “Ferrari: Fury & the Monsters", dedicato al rapporto tra Enzo Ferrari e Mauro Forghieri. L’edizione 2026 si terrà durante il Motor Valley Fest, dal 28 maggio, con lavori come “Natural Born Driver”, dedicato Ivan Capelli, e “Ulysse”, una produzione francese su un pilota diversamente abile impegnato nell’Euro Nascar".
E per vedere “La piccola Indianapolis”?
"Dopo le proiezioni ufficiali è ora disponibile in DVD, ma contiamo di riproporlo fuori concorso al festival. Perché dopo cinquant’anni, la piccola Indianapolis non è solo un ricordo: è un pezzo di storia che Modena deve ancora finire di raccontare.”

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