Misano-Mandalika: la MotoGP mette alla prova la logistica

Traiettorie
venerdì, 09 agosto 2024 alle 9:54
cargo
Chi è stato qualche volta ad un gran premio della MotoGP, avrà notato quant'è grande il paddock e si sarà chiesto come funzioni la logistica. Cioè come si spostino in giro per il mondo i “truck” officina, le hospitality, i box coi loro scenografici fondali, gli armadi dei meccanici con tutti gli utensili necessari, ricambi, motori di scorta. E poi gomme, migliaia di gomme, l'infrastruttura televisiva e tutto il resto. La lista di cose che servono per mettere in piedi un GP è così lunga che potrebbe durare tutto questo articolo. Ora immaginate di essere a Misano, domenica 22 settembre 2024, nel tardo pomeriggio. Il GP “aggiuntivo”, programmato in corsa in sostituzione del Kazakistan, sarà appena finito....

Un giro del Mondo tutto di corsa

Adesso immaginate di ritrovare la stessa meravigliosa cittadella da corsa a dodicimila chilometri di distanza, cioè quanto dista Misano da Mandalika, sull'isola di Lombok, in Indonesia. Non dopo un mese, ma poche ore. Già, perché al più tardi mercoledì 25 settembre 2024 tutto questo voluminoso e variegato mondo dovrà essere arrivato nei box dell'impianto che ospita il GP successivo di un calendario che dopo la pausa estiva non conoscerà soste. Dopo Lombok andranno in Giappone, Australia e Malesia, un tour de force concentrato in appena quattro settimane. Ma com'è possibile tutto questo “movimento”? Come si organizzano i team? E quante strutture e competenze sono necessarie?
“Per affrontare la complessità dei processi, come nel caso della logistica nel Motorsport che ci sta svelando Paolo in questo articolo - racconta Silvia Barozzi, Coordinatrice didattica del Master in Design the Digital Strategy - parto dalla risposta a un proverbio che il mio collega Marco Ronchi utilizza spesso: “Come si mangia un elefante? Un pezzetto alla volta”. 
Quando si progetta un processo, definire gli step è necessario. In primis si parte dall’individuare l’area di indagine e successivamente si iniziano a disegnare tutte quelle azioni che sono necessarie per l’analisi e la mappatura as-is. Per farlo, oltre alle competenze tecniche, è necessario un approccio umanistico che guarda al processo con ascolto e immedesimazione. Solo così è possibile sciogliere gli intrecci e avere una visione a 360°.”

Tutto impacchettato

Intanto bisogna considerare che non tutto tutto il paddock viaggia in giro per il Mondo. Una parte consistente, cioè le aree di ospitalità dei team, resta basata in Europa, dov'è ancora concentrata la maggior parte dei GP. Invece, non si può fare a meno di spedire tutto l'indispensabile, cioè moto, ricambi, attrezzature, gomme e infrastruttura dei box. Questo materiale viene stivato in casse di alluminio progettate espressamente per il trasporto aereo. Devono essere leggere, poter contenere oggetti che in massima parte vanno trasportati interi (le moto, gli utensili, etc.) e adattarsi alle specifiche volumetrie adatte allo stoccaggio nei vani degli aerei cargo.

I giganti dei cieli

A Misano vedrete il personale dei box cominciare a smontare tutto e “fare le casse” poco dopo la conclusione del GP. Non ci sarà un minuto da perdere, la sequenza di tutta la filiera del trasporto partirà all'abbassarsi della bandiera a scacchi. Quindi eventuali riparazioni, sostituzioni e verifiche tecniche saranno un pensiero da avere a Mandalika. Le casse vengono allineate nel retrobox e imbarcate sui cassoni di TIR demandati a trasportarli all'aeroporto più vicino. Non vanno tutti bene, è necessario utilizzare aeroporti che siano adeguatamente attrezzati per la movimentazione cargo, oltre a disporre di piste sufficientemente lunghe per essere servite da aviogetti di grandi dimensioni. Tramontata l'era del Boing 747, in questa epoca l'aereo da trasporto più utilizzato per questo genere di servizio è l'Antonov 225.
La MotoGP utilizza proprie agenzie specializzate di fiducia, che si occupano dell'intero servizio, a loro volta utilizzando fornitori di tutta la filiera: trasporti terrestri, cargo aereo, attività doganali. Dorna Sports SL, il gestore dei gran premi, si assicura anche che questa delicatissima fase sia svolta nel più breve tempo possibile. Non possono essere rispettatiispettando i tempi canonici delle dogane internazionali, ma occorrono corsie preferenziali. Quindi è necessario ogni volta un lavoro diplomatico in modo che le Autorità doganali del Paese d'arrivo non mettano… i bastoni tra le ruote di aerei e camion.
Gli aerei cargo percorrono tratte no-stop di migliaggio inferiore a quello ormai usuale per gli aerei passeggeri, per ovvi motivi di peso. Quindi, per tratte così lunghe come Italia-Indonesia, è necessario prevedere tappe per il rifornimento. È ovviamente fondamentale che non ci siano intoppi di nessun genere.
Se tutto va bene, e dovrà andare bene per forza, il mercoledì mattina tutto il materiale di tutte le squadre MotoGP, Moto2, Moto3 dovrà essere disponibile nel paddock di Mandalika. Attenzione, non c'è solo il trasporto del materiale tecnico dei team, ma anche parte dell' infrastruttura televisiva, gli uffici dell'organizzazione, il materiale della Clinica Mobile.
Negli ultimi anni questa impressionante filiera è stata messa in grande difficoltà prima dall'epidemia di Covid, che ha rivoluzionato l'intero settore dei trasporti, facendo salire i prezzi per chilo a livelli esponenziali. Ultimamente dalle crisi internazionali in atto, che, per quanto concerne i voli cargo, hanno determinato la necessità di modificare rotte e punti d'appoggio. Non solo: le sanzioni contro la Russia hanno messo fuori causa molte società di trasporto di quell'area, costringendo i referenti di Dorna a cercare (a peso d'oro...) alternative in altre zone del mondo.

I viaggi in nave

Raramente promoter, team e fornitori (per esempio: i gommisti) utilizzano il trasporto per via marittima, che ovviamente comporta tempistiche ben più lunghe. La Pirelli, fornitrice unica delle gomme nel Mondiale Superbike, per esempio si serve di navi per spedire le gomme verso l'Australia, che nel 2024 è stata l'unica tappa intercontinentale di quella serie. La gara era programmata per fine febbraio, e i container con le gomme sono partiti con settimane d'anticipo dal porto di Genova. Ma hanno rischiato di arrivare in ritardo, per la crisi scoppiata nel mare di Aden che ha costretto le società marittime a non utilizzare il canale di Suez ma a circumnavigare tutta l'Africa. Senza gomme non si corre, ma per fortuna i container sono sbarcati a Melbourne giusto in tempo.

E i piloti come si spostano?

Poi ovviamente c'è da trasportare dall'altra parte del mondo piloti e tutto il personale che li segue. Un team della MotoGP conta 50 addetti, di cui una quarantina sono necessari per le operazioni in pista: ingegneri, meccanici, manager e addetti vari. Non partono tutti insieme, ma a scaglioni. I primi a prendere l'aereo sono i meccanici addetti al montaggio dei box, che devono essere in pista il mercoledì mattina. Poi seguono ingegneri (arrivo fra mercoledì sera o giovedì mattina), gli ultimi a decollare sono manager e piloti.
Non c'è solo l'aereo, ma anche da garantire la prenotazione di alberghi, macchine a noleggio. Un lavoro che di norma impegna una o due persone di ciascun team per l'intera stagione. Il vantaggio è conoscere molto bene le destinazioni, per esempio le squadre sanno benissimo come muoversi verso Phillip Island, quando sono le modalità di spostamento più comode, dove dormire, e tutto il resto. C'è anche da guardare al portafoglio: trovare voli comodi spendendo il meno possibile è questione di esperienza e abilità, quasi...un'arte. Ovviamente tutte le squadre hanno anche l'opzione di utilizzare agenzie di viaggio. La più in voga è italiana e assiste piloti e team da qualche decennio.
Riguardo le persone, discorso a parte per il promoter MotoGP, che ha un gruppo di lavoro di circa duecento addetti. Immaginate la logistica che serve in modo che tutti, a prescindere dalla mansione (manager, impiegati, personale tv, ect.) arrivi nei tempi e nei modi giusti.
Trovare in calendario ogni anno più o meno gli stessi circuiti extra Europa, è un grande vantaggio per le squadre che possono risparmiare sul cargo acquistando in loco parte del materiale necessario per gli uffici o il catering. Una macchina per il caffè espresso, per esempio, costa meno di quanto sia necessario per muoverla dall'Italia all'Australia. Quindi è conveniente comprarla e lasciarla lì. Dopo il GP questo materiale viene portato in magazzini affittati dal team vicino al circuito pronto per essere riutilizzato l'anno successivo.
Insomma, il motomondiale è una piccola città di qualche migliaio di persone che in due giorni si sposterà da Misano all'Indonesia, con la necessità di non perdere voli, coincidenze, trovare auto a nolo, camere già pronte e tutto il resto. Una comunità di viaggiatori ultra esigenti, che per giunta si portano dietro decine di tonnellate di moto, ricambi, attrezzatura TV.
In questo settore, come in pista, il tempo è un fattore imprescindibile, facendo i conti con le distanze, i confini, i fusi orari e difficoltà logistiche di ogni genere. Ma soprattutto questa è una corsa che nessuno può permettersi di perdere.

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