SBK, Serafino Foti (Aruba Ducati): "Lecuona non ci ha sorpreso. Mercato? Aspettiamo Bulega"

Superbike
mercoledì, 08 aprile 2026 alle 7:49
Serafino Foti team manager Aruba Ducati Superbike WorldSBK con i piloti Nicolò Bulega e Iker Lecuona
Superbike: Corsedimoto intervista Serafino Foti (team manager Aruba Ducati)
Corsedimoto intervista Serafino Foti, team manager Aruba Ducati: Bulega dominatore, Lecuona in crescita, la nuova Panigale V4 R e tanto altro ancora.
Il team Aruba.it Racing Ducati ha iniziato alla grande il Mondiale Superbike 2026: Nicolò Bulega ha vinto sei gare su sei ed è leader della classifica generale con punteggio pieno, in seconda posizione c’è il nuovo arrivato Iker Lecuona, che sta prendendo sempre più confidenza con la Panigale V4 R e che a Portimao ha conquistato i suoi primi tre podi in rosso. Di questo e non solo abbiamo parlato nell'intervista con il team manager Serafino Foti.

Ducati Superbike: Corsedimoto intervista Serafino Foti

Serafino, Bulega dominatore e Lecuona in crescita: un inizio di stagione straordinario per il team Aruba.it Racing Ducati.
“Ovviamente, il bilancio è super positivo. Nicolò ha vinto tutte le gare, cosa chiedere di più? Pur partendo da favorito, vincere non è mai scontato, ogni anno è una storia a sé e non bisogna mai sottovalutare nessuno. Bulega è da 10 e lode per quanto ha fatto finora, ma siamo molto contenti anche di Lecuona. In Australia era arrivato con pochi chilometri percorsi con la moto. Il primo vero test è stato quello a Phillip Island, l’adattamento alla moto non è qualcosa di scontato, soprattutto quando arrivi da una moto completamente diversa. Se Nicolò era già abituato al carattere Ducati, invece a Iker serviva un po’ di tempo per adattarsi alla moto e al team. Ha dimostrato velocità di apprendimento, ma non ci ha sorpreso per il suo talento, perché ci aspettiamo che possa stare davanti”.
Bulega non sembra avere punti deboli in questo momento, ma c'è un'area specifica della moto che vi ha chiesto di migliorare?
“No. Più che altro, trattandosi di una moto nuova, dobbiamo ancora esplorarne tutti i lati. Non è scontato trovare il setup perfetto da subito, perché è stato quasi un ripartire da zero. Quello che Nicolò chiede è quello di arrivare al miglior setup possibile il prima possibile durante il weekend di gara. Alcuni parametri della moto vecchia sono ancora attendibili e altri no, sono cambiati, dunque ci dobbiamo lavorare”.
Lato Lecuona, invece, qual è la situazione?
“Neppure lui ha delle richieste specifiche. Ha avuto un approccio molto costruttivo, si è messo nelle mani del team, che sta cercando di dargli la migliore moto possibile per fargli avere un feeling ideale alla guida. Se il pilota ha fiducia, va forte e conquista risultati. Stiamo cercando di trovare un setup base che lo soddisfi. Dobbiamo anche lavorare un po’ sulle partenze, perché in Portogallo non sono state delle migliori, ma ci può stare. Deve tornare ad abituarsi a stare in prima fila. Guardando i dati, a Portimao c’erano circa 2 decimi tra lui e Nicolò e il gap in gara è rimasto abbastanza costante. Hanno caratteristiche di guida un po’ diverse, ma entrambi riescono ad essere efficaci. Non cantiamo già vittoria, ci aspettiamo che gli avversari arrivino. Il campionato è lungo e gli imprevisti sono dietro l’angolo, è importante non abbassare la guardia e continuare a lavorare duramente”.
A proposito di Lecuona, cosa ha spinto il team Aruba Ducati a puntare su di lui dopo degli anni di Superbike non facili con la Honda?
“Volevamo un pilota abbastanza giovane da far crescere. Ha sempre avuto talento: quando andò in Moto2, diversi team MotoGP gli misero gli occhi addosso. Anche in MotoGP e in Superbike lo ha mostrato, seppur a sprazzi. Avendo talento, poi va costruito un po’ il tutto. Lo abbiamo visto anche con Nicolò, che è arrivato da noi in Supersport dopo degli anni difficili nel Motomondiale, ma il talento c’è sempre stato ed è qualcosa che non si dimentica. Siamo sicuri che anche Iker con il nostro metodo di lavoro possa performare e stare sempre davanti”.
Con la nuova Ducati Panigale V4 R in quali aree vi sentite più forti?
“Il più grande passo in avanti è legato all’utilizzo del forcellone bibraccio, che ha portato più stabilità e ad avere anche una moto più reattiva. Non c’è un abisso rispetto alla versione precedente, però i piloti hanno subito riscontrato miglioramenti in termini di stabilità e trazione. Questa è la cosa più rilevante, poi ci sono anche altri dettagli più piccoli che messi assieme fanno la differenza”.
Ducati è il riferimento della griglia Superbike, ma non sottovalutate la concorrenza.
“BMW ha vinto gli ultimi due titoli mondiali piloti e non puoi mai sottovalutarla, ha un potenziale incredibile in termini di struttura, dii pacchetto tecnico e di piloti. Oliveira e Petrucci sono forti, a Portimao si sono già visti miglioramenti e sono sicuro che saranno ancora più competitivi nelle prossime gare. Sono contento per Bimota e penso che andrà ancora ancora meglio in futuro, però non mi ha sorpreso: innanzitutto perché ha un DNA racing, poi perché è supportata dal team Provec-KRT, che ha vinto svariati mondiali. Hanno una buona moto e c’è anche esperienza. Honda è ingiudicabile, aspetterei, visto che i suoi piloti ufficiali hanno avuto degli infortuni e sono comunque al debutto nel Mondiale Superbike. Mi ha sorpreso negativamente la Yamaha, perché sta facendo peggio rispetto al 2025. Mi aspettavo di più, però penso che tornerà davanti: sarebbe importante per il campionato avere più case possibili a giocarsi podi e vittorie in ogni weekend. Credo che ad Assen ci sarà più battaglia, le rivali saranno più vicine a Ducati”.
Considerati i risultati di questo inizio di Mondiale Superbike 2026, Ducati rischia un altro taglio del flusso carburante (oggi è fissato a 45 kg/h per la Panigale V4 R e anche per la BMW M 1000 RR).
“Non è colpa di Ducati se in questo momento sta performando. Io conosco il nostro metodo di lavoro, i nostri ingegneri lavorano in maniera davvero maniacale e gli va dato merito per quello che hanno fatto sulla moto. Penso che hai la moto migliore quando possiedi le persone migliori, siamo davanti per questo motivo. Ovviamente, c’è un regolamento che tutte le case hanno approvato e a cui noi ci atteniamo. Potremmo ricevere una ulteriore penalizzazione, ma poi potranno toglierci al massimo un altro mezzo chilo di benzina: c’è un limite di flusso carburante che può essere tolto. Ogni volta che ci tolgono benzina facciamo un lavoro enorme, perché bisogna adattare le mappature, il motore diventa scorbutico e anche l’affidabilità viene intaccata. I nostri ingegneri fanno un lavoro doppio-triplo nel far andare bene la moto con meno carburante. Speriamo di non ricevere un’altra penalizzazione, dato che la nostra moto è già limitata a livello di prestazioni e non siamo superiori alle altre guardando le velocità massime. Se dovessero toglierci un altro mezzo chilo, lo accetteremo e faremo del nostro meglio per restare davanti, senza lamentarci”.
Un altro tema discusso è quello di test pre-campionato, soprattutto alla luce delle varie giornate di lavoro che purtroppo vengono sprecate a causa del maltempo che si verifica in Europa. Forse sarebbe il caso di fare scelte diverse per il futuro. Qual è la tua posizione?
“Secondo me, la cosa migliore sarebbe fare due test congiunti come fa la MotoGP. Ci sarebbe un vantaggio per tutti: meglio fare uno o due test in meno, ma farli bene. Ovviamente, bisogna mettere d’accordo tutti e trovare le condizioni, ma secondo me si potrebbe trovare una soluzione che consentirebbe a ogni team di arrivare più preparato all’inizio del campionato”.
In MotoGP il mercato piloti è un argomento caldissimo. Qual è la situazione per quanto riguarda il team Aruba.it Ducati?
“È presto. Intanto dobbiamo capire cosa farà Nicolò, poi da lì lavoreremo sul futuro. Ad esempio, se Lecuona dovesse continuare a performare, perché non confermarlo? Nel giro di due-tre mesi dovremmo capire in che direzione andare, ci sono tanti elementi che devono incastrarsi”.

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