Lucky Racing cambia tutto e riparte con una nuova line-up. Gli obiettivi sono sempre gli stessi: l'assalto ai titoli CIV
Moto3 e Moto4. L'intervista al team manager Andrea Raimondi.
Dopo i primi titoli piloti (con
Marcos Ruda) e squadre, si
riparte con una formazione completamente rinnovata.
Lucky Racing si
prepara alla sfida CIV 2026 sia in Moto3 che in Moto4 (
ex PreMoto3) con tre
giovani piloti e la determinazione a farli brillare. Il 13enne colombiano
Bryan
Gutierrez Aznarez, già schierato l’anno scorso al Mugello, e il 15enne spagnolo
Unai Garcia Ruiz sono le due punte del monomarca Honda, il 16enne statunitense
Joshua Raymond Jr è invece la freccia Moto3. Primo contatto ufficiale nei
test del 7-8 aprile, ovvero in questi giorni a Misano, poi a fine mese scatta la stagione. Il team
manager
Andrea Raimondi ci ha presentato i suoi ragazzi e la nuova sfida
tricolore.
Prima un commento sul 2025: com’è il primo titolo a
squadre?
Bellissimo! Ammetto però che in parte non ho ancora
realizzato. Moto costruita completamente da noi in pochi mesi… È stato davvero
bello. Non dico che eravamo sicuri di vincere perché quello non si sa mai, ma sapevamo
di poterlo fare, ci siamo impegnati tanto e abbiamo preso Marcos per un motivo.
Ma stiamo già guardando avanti.
Ci dici qualcosa dei tuoi nuovi piloti?
Bryan ha disputato l’anno scorso la prima gara con le moto
grandi, per lui è stato un bel salto: 6° in qualifica, ha fatto 13° in Gara 1 e
7° in Gara 2. Oltre che nostro pilota, l’abbiamo preso sotto il nostro
management, quindi lo seguiremo nella sua carriera. È un ragazzo molto
tranquillo ed educato, che ascolta molto e cresce velocemente: poche lamentele,
se c’è un problema si rivolve, testa bassa e lavorare.
Joshua arriva dalla British Talent Cup, è timido ma molto
determinato e ha tanta voglia di migliorarsi, ascolta molto e lavora tanto. C’è
una cosa però da sistemare: se c’è un problema alla moto non lo dice neanche
perché pensa solo a migliorarsi, è timido e non vuole “disturbare”. Nel test
che abbiamo fatto l’ho già rimproverato per questo, ma si sbloccherà. C’è poi
Unai, che arriva da due anni in Mir Racing Cup e sarà anche lui al debutto nel
CIV.
Dopo le vittorie dell’anno scorso, la rivoluzione totale.
Possiamo definirla una “ripartenza”?
Sì, anche perché abbiamo deciso di fare questo percorso con
Bryan, di seguirlo nella sua crescita. Vogliamo poi far vedere più in generale
che siamo un team aperto a qualsiasi nazionalità. Il nostro obiettivo è sempre
crescere dei talenti.
C’è un po’ di pressione in più?
Dico di no perché per noi c’è sempre tanta pressione! È sempre
uguale [risata]. Siamo sempre tirati al massimo e se non andiamo forte non ci
divertiamo. Non facciamo tanto per fare, ci impegniamo sempre tanto e andiamo
lì per vincere!
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