Il passato in MotoGP e il presente in Superbike, Lecuona racconta alcuni aneddoti e parla anche dei suoi obiettivi 2026.
Nicolò Bulega è l'uomo copertina del Mondiale Superbike, ma nel team Aruba Ducati c'è un altro pilota che va tenuto d'occhio:
Iker Lecuona. Anche se è l'italiano quello dal quale ci si aspetta la vittoria del titolo 2026, lo spagnolo sta crescendo e nel round a Portimao ha conquistato tre secondi posti, i primi podi da quando guida la Panigale V4 R. Sa di avere avuto
un'occasione importante per la sua carriera dopo quattro anni non facili con il team Honda HRC, non vuole sprecarla.
Lecuona e il deludente addio alla MotoGP
Il 26enne valenciano è uno di quelli che sono passati dal Motomondiale al WorldSBK. Ha avuto esperienze in Moto2 e in MotoGP prima di cambiare paddock nel 2022. In top class ha trascorso due stagioni con il team KTM Tech3 e, intervistato dal podcast Fast & Curious, ha un po' ripercorso come andò il 2021: "Ho dovuto operarmi una terza volta a causa della sindrome compartimentale e nelle prime 4-5 gare ho sofferto tanto. Non volevo andare in moto, viaggiare, allenarmi, vedere gli amici, non vivevo. Mi allenavo il giusto, andavo alle gare, finivo e poi mi chiudevo in casa. Ho sofferto finché non ho visto l'annuncio dei piloti per l'anno seguente. Successe tra una FP4 e una Q1. A me e al mio compagno di squadra, Danilo Petrucci, non avevano detto nulla. Mi sono arrabbiato molto, volevo staccare delle teste, vederle rotolare".
Lecuona si aspettava un tipo di comunicazione differente da parte di KTM, anche se la delusione e la rabbia provate lo hanno poi portato a tirare fuori il massimo alla guida di una RC16 tutt'altro che competitiva: "In un certo senso fu una liberazione così grande che dissi ‘Che si fottano’. Ho cercato di divertirmi, anche perché non sapevo se poi sarei tornato a guidare una MotoGP. Ho iniziato a godermela, a sentire la moto, a lottare più avanti. Non ero mai l’ultimo dei KTM, ero il secondo o il terzo. KTM si è comportata così così per diversi anni. Non solo con me, anche con chi è venuto dopo e che poi ha fatto i complimenti per cosa ero riuscito a fare con quella moto".
Un ritorno in MotoGP appare difficile per il futuro, anche se qualche anno fa stava per succedere: "Ho sempre detto che non era un addio - spiega Lecuona - bensì un arrivederci. Non sai cosa succederà in futuro. In KTM non tornerei, perché non voglio tornare ad essere circondato da persone che trattano in quel modo un atleta o una persona. Ora sto incredibilmente bene con Ducati, le persone sono impressionanti, non ho mai visto una squadra migliore a livello umano. Ho una grande opportunità per la mia carriera e sono concentrato sulla Superbike. Già nel 2023 ero stato vicino a firmare per tornare in MotoGP, però poi non è successo per delle ragioni e la cosa mi ha un po’ toccato moralmente".
Focus sulla Superbike
Da ricordare che nel 2023 ha corso ben sette gran premi MotoGP da sostituto dei piloti dei team Repsol Honda e LCR Honda. Dopo la decisione di Marc Marquez di lasciare HRC per salire sulla Ducati del team Gresini, sembrava che anche lui fosse stato preso in considerazione per salire su una RC213V nel 2024, però non è successo. Ha continuato a correre nel Mondiale Superbike, nel quale era approdato nel 2023 dopo aver rifiutato l'ipotesi di ripartire dalla Moto2: "Non volevo tornare in Moto2 - racconta il pilota valenciano - perché ero a un livello MotoGP al quale molti
piacerebbe arrivare. Ero veloce, riuscivo a stare in top 10 con una moto inferiore
e non ero l’ultima KTM. Al mio manager ho detto di trovare una soluzione in un altro campionato. Ha trovato Honda Superbike,
perfetto: ho cambiato d’aria, sono diventato pilota ufficiale e ho rimesso il
numero 7."
Nei quattro anni con la Honda CBR1000RR-R ha conquistato solo due podi, collezionando diverse cadute e anche degli infortuni. Un'esperienza non facile, ma che comunque gli è servita. Ha fatto anche un importante lavoro psicologico per tenere a bada la sua esplosività e diventare più calmo. Si è presentato nel team Aruba Ducati più maturo che mai e, pur consapevole di dover portare risultati, non ha l'ossessione di dover sconfiggere Bulega: "Lottare per il titolo è qualcosa di realistico - commenta Lecuona - ma è anche molto difficile. Il mio compagno di squadra è il favorito per vincere. Per me sarebbe incredibile essere in top 3. Avere Nicolò nel box mi dà motivazione, poi è lui ad avere pressione, essendo il favorito, non io. Quest’anno non ho la pressione di dover finire davanti a lui, il team mi ha detto chiaramente qual è l’obiettivo: prendere confidenza con la squadra e la moto, terminare tra i primi tre del campionato. Tutti sappiamo dove vuole andare Bulega, quindi la pressione è soprattutto sua, non mia. Un po’ ne ho comunque, però sono tranquillo".
La situazione è molto chiara, Iker sa quello che deve fare per tenersi il posto nel team Aruba Ducati anche per il campionato Superbike 2027. Se dovesse riuscire ad avere la meglio su Bulega nella corsa iridata, sarebbe qualcosa di straordinario, ma non è "condannato" a vincere. Se dovesse conquistare podi con costanza e chiudere al secondo o terzo posto della classifica generale, certamente avrà una Panigale V4 R ufficiale pure l'anno prossimo. Anche se nell'intervista non lo ha detto, sicuramente un obiettivo personale è quello di riuscire a vincere la sua prima gara in SBK. Ha squadra e moto che gli possono consentire di salire sul gradino più alto del podio, dovrà essere bravo a limare il gap rispetto a Bulega e a sfruttare le opportunità che gli capiteranno.