Ryan Vickers con Honda di rincorsa nel BSB: “Corriamo oltre il limite, ma ho svoltato”

Superbike
Superbike: Rayn Vickers
Una moto che non rende quanto dovrebbe, guidata costantemente oltre il limite, eppure quasi mai a terra. Ryan Vickers chiude il suo anno di ritorno nel British Superbike con un bilancio che lui stesso definisce una svolta personale.
Archiviata l'esperienza di una stagione nel Mondiale Superbike, il pilota della Honda Racing UK ha concluso il campionato al quarto posto, con cinque vittorie all'attivo, finendo per diventare uno dei riferimenti tra chi non guida una Ducati.
Davanti a lui in classifica è rimasto Bradley Ray, che con la Yamaha aveva iniziato meglio la stagione. Nella seconda metà dell'anno, però, il passo di Vickers è stato quasi sempre superiore, e il conto delle vittorie lo racconta bene: cinque per il pilota Honda, due per quello Yamaha.

Pochi errori, nessun infortunio

Il dato che Vickers rivendica con più orgoglio è la costanza. In passato, nel BSB, infortuni e gare saltate avevano pesato sul suo rendimento. Quest'anno niente di tutto questo: nessun problema fisico serio e nessuna assenza. "Sento davvero di aver fatto una svolta enorme con me stesso. Non sto commettendo errori grossi", ha spiegato a Crash.net dopo l'ultima gara a Brands Hatch. Il conto dei ritiri è presto fatto: "Sono caduto in una gara quest'anno, credo, sono stato buttato fuori in un'altra e ho avuto un problema meccanico. Quindi tre DNF, e solo uno è stato colpa mia. Non è affatto male, è molto costante".
Il senso è chiaro: poche cadute in tutto l'anno, nonostante una moto che ha reso meno del previsto e che lo ha costretto a spingersi "molto oltre il limite" pur di portare a casa risultati. Per questo Vickers si dice "davvero orgoglioso" della squadra e di se stesso, convinto di aver contribuito anche a far crescere la Honda. Secondo il britannico, l'esperienza maturata nel Mondiale e quella accumulata in passato sulla Yamaha nel BSB gli hanno permesso di dare indicazioni utili a migliorare il pacchetto. "E loro hanno creduto in me, che è la cosa più importante", ha aggiunto.
Ryan Vickers ha 27 anni

Il nodo dell'impennata

Il round finale di Brands Hatch è stato la fotografia della sua stagione. Vickers ha chiuso l'anno con una vittoria e ha raccolto due podi su tre gare, ma in Gara 2, la più corta del weekend, si è dovuto accontentare del quinto posto. Il problema è stato lo stesso che lo ha accompagnato questa stagione: la tendenza della moto a impennarsi in uscita di curva.
"In Gara 2 credo che tutti gli altri abbiano fatto un passo avanti, e noi perdiamo troppo tempo in accelerazione per l'impennata. La Ducati è molto brava in questo, anche la Yamaha va meglio, non impenna così tanto", ha ammesso. Il confronto con l'appuntamento di luglio sullo stesso tracciato, però, mostra quanto sia cresciuto il pacchetto: allora erano arrivati due sesti posti e un quinto. "Molto meglio rispetto all'inizio dell'anno. Abbiamo ridotto il problema e migliorato la moto in qualche altra area", ha spiegato Vickers, che ha chiuso con entusiasmo: "Gara 1 è stata fantastica. Due podi su tre e una vittoria, semplicemente mega".
Con una moto ancora da sistemare in accelerazione e un pilota che sente di aver trovato la propria maturità, la base per il prossimo anno è già tracciata: se la Honda riuscirà a domare l'impennata, Vickers potrà puntare più in alto del quarto posto.
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