Il titolo di BMW nel Mondiale Endurance ha rotto un tabù: è stata la prima volta per una marca europea. Se ci sono riusciti i tedeschi, perchè la Ducati non potrebbe? E' il pensiero che sta montando in testa ai responsabili di Borgo Panigale.
Per decenni la EWC era stata un feudo dei marchi giapponesi, capaci di dettare legge grazie a esperienza, affidabilità e una tecnica ormai matura. Il successo della Casa tedesca apre ora una domanda inevitabile: altri costruttori europei potrebbero decidere di costruire un proprio progetto factory?
Le radici
Ducati non è estranea al mondo dell'Endurance, anzi è proprio in questo alveo che è nata, a metà anni '80, la scintilla che poi avrebbe generato la scia di trionfi in Superbike. Ma non è necessario tornare indietro di decenni, anche di recente Borgo Panigale ha messo lo zampino del FIM World Endurance, rischiando anche colpi clamorosi. E' il caso del Bol d'Or del 2022, quando la Panigale V4 schierata dal team satellite ERC andò ad un soffio dall'impresa. Dopo aver preso il comando delle operazioni in piena notte, la moto accusò un problema alla campana della frizione ad una sola ora alla bandiera a scacchi, mandando il fumo la possibilità di trionfare nella 24 Ore più prestigiosa. L'anno dopo, con lo stesso schieramento, invece andò tutto in fumo dopo una sola ora di gara (
qui i dettagli).
Ducati e la EWC: interesse sì, piani no
La nuova versione della Panigale VR4 R, omologata quest'anno con la principale novità nel forcellone bibraccio, ha già dimostrato tutto il potenziale della sua Superbike non solo nel Mondiale SBK, ma anche in campionati nazionali e continentali come il British Superbike (BSB), l'IDM/Euro Moto, l'Asia Road Racing Championship (ARRC), l'ASBK australiano e il campionato giapponese. L'Endurance sarebbe la ciligina sulla torta.
"È un campionato che teniamo d'occhio. Siamo interessati", ha dichiarato il responsabile Superbike Marco Zambenedetti ai colleghi di Speedweek. Parole che non vanno lette come un annuncio: un calendario per un eventuale debutto, al momento, non esiste.
Prima la nuova Panigale V4R in Superbike
Il motivo per cui Ducati finora è rimasta fuori dalla EWC è legato alle priorità del reparto corse. "Quest'anno avevamo un progetto completamente nuovo e tanti piloti. Alla fine abbiamo dovuto concentrarci sul progetto nel Mondiale Superbike", ha spiegato il tecnico italiano. Lo sviluppo della nuova Panigale V4R per il 2026 ha assorbito le risorse disponibili. "Dovevamo capire meglio la moto e scoprire cosa fosse possibile. Era troppo presto per entrare in un altro campionato".
Zambenedetti è stato chiaro anche sul futuro immediato: "Il focus era sul Mondiale Superbike, ma la EWC è sul nostro radar. Finora però non ci sono ancora idee concrete". Nessun progetto deciso, dunque, ma un interesse di fondo che c'è.
Perché l'Endurance fa gola a Borgo Panigale
Creare un team da zero è improponibile, avrebbe costi altissimi. Diverso sarebbe poter contare su una struttura già collaudata nel contesto Endurance, ma i top team sono già tutti legati alla concorrenza. Far quadrare il cerchio è difficile perchè questo Mondiale ha debolezze intrinseche: soltanto quattro gare, con epicentro quasi esclusivamente europeo e un promoter di secondo piano dopo l'abbandono del colosso dell'entertainment Discovery. Inoltre in TV l'Endurance è pressochè invisibile.
Per Ducati l'Endurance potrebbe valere molto più di qualche vittoria o titolo in più. Poche serie permettono di dimostrare in modo così evidente il binomio tra prestazione massima e affidabilità tecnica. In Superbike conta soprattutto la velocità su distanze relativamente brevi, mentre nella EWC le moto devono reggere sotto sforzo per 8 o 24 ore, mettendo alla prova motore, cambio, ciclistica ed elettronica.
Il successo di BMW ha dimostrato che anche un costruttore europeo può imporsi in un mondiale dominato dai giapponesi. Se e quando Ducati deciderà di raccogliere la sfida resta tutto da scrivere: per ora la Panigale V4R resta concentrata sulla Superbike.
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