Marquez contrario a correre a Lusail? Tardozzi spiega nel dettaglio qual è la posizione del campione in carica MotoGP e lancia una frecciatina.
Il Gran Premio del Qatar è stato confermato e, salvo colpi di scena, i team del Motomondiale voleranno a Doha dopo il GP in Malesia del prossimo weekend. Considerando il periodo di forte instabilità e di crescenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente, sono in molti a pensare che non sarebbe opportuno correre al Lusail International Circuit.
A Phillip Island i piloti MotoGP si sono riuniti per discuterne e anche per rilanciare la possibilità di creare un'associazione che li possa rendere più coinvolti nelle decisioni prese dai vertici del campionato. Si giocano la vita ed è normale che vogliano avere più voce in capitolo quando si parla di sicurezza.
MotoGP in Qatar: Tardozzi spiega la posizione di Marquez
Sul fatto di andare in Qatar ci sono piloti che hanno fatto capire di essere contrari, mentre altri hanno preferito non rispondere oppure fornire risposte "diplomatiche".
Marc Marquez non si è esposto pubblicamente, ma si è mosso in prima persona per cercare di ottenere delle tutele e delle garanzie specifiche da MotoGP Group e FIM, a loro volta in contatto costante con le autorità qatariote.
GP Qatar, Marc Marquez chiede garanzie: Ducati smentisce alcune voci
Davide Tardozzi, intervistato da Sky Sport MotoGP, ha risposto in merito al ruolo di Marquez in questa vicenda delicata: "Ci sono tanti piloti che pubblicamente esprimono opinioni molto più decise di quelle di Marc, ma poi in assemblea di fronte all'organizzatore stanno zitti. Si butta la croce addosso a Marquez perché è l'unico che porta la voce di tutti gli altri piloti e che ha il coraggio di parlare, rispetto ad altri colleghi. Ripeto, c'è chi dice cose molto peggiori di lui, che è stato abbastanza intelligente da dire di cercare di mediare la cosa e di avere delle garanzie per andare in Qatar in sicurezza. Ha chiesto questo. Altri hanno detto cose peggiori e non hanno avuto il coraggio di ripeterle davanti all'organizzatore, questo mi infastidisce".
Il team manager Ducati ha difeso il suo pilota anche in virtù di alcune indiscrezioni trapelate che lo davano come una sorta di leader del fronte contrario ad andare a Lusail: "È stata buttata la croce addosso a Marc come se fosse lui quello che non vuole andare in Qatar. Non è così, semplicemente lui e altri hanno chiesto un piano di sicurezza a livello organizzativo. Non ha mai detto di non voler andare là".
Normale che ci sia preoccupazione nell'andare in Qatar, però Tardozzi specifica che il campione in carica MotoGP non si è mai posto in maniera netta sul tema: "Ci sono delle situazioni che possono far pensare che sarebbe meglio non andare, ma con noi ha detto che nel momento in cui ci sono le condizioni di sicurezza e tutte le garanzie si può andare".
Phillip Island "occasione persa" per Marc
Il GP del Qatar è previsto nel weekend 6-8 novembre, ma originariamente avrebbe dovuto essere disputato nel weekend 10-12 aprile: è stato rinviato proprio per motivi di sicurezza. Prima di correre a Lusail, ci sarà il GP della Malesia a
Sepang, dove non è ancora certa la presenza di Jorge Martin. Il pilota Aprilia si è infortunato nella caduta avvenuta nella sprint race a Phillip Island e non sa se potrà salire sulla sua RS-GP26.
Il
fatto che in Australia sia stata cancellata la gara lunga a causa della scarsa visibilità dovuta al maltempo ha tolto a Marquez la possibilità di allungare in classifica, dove attualmente è leader con 10 punti di vantaggio su
Martinator. Proverà a farlo a Sepang: anche se il rivale dovesse essere in pista, le sue condizioni fisiche non sarebbero comunque quelle ottimali. In ogni caso, il pilota Ducati avrà la chance di guadagnare dei punti su di lui.
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