Diciamolo chiaramente: il fatto che la Sportbike sostituisca la Supersport 300 depone già a suo favore. La nuova classe d'accesso al circus del
Mondiale Superbike entrerà di prepotenza a far parte del calendario iridato l'anno venturo, sostituendo una 300 che, alla luce degli episodi registratisi e dati alla mano, si è affermata come una categoria pericolosa e poco formativa. La Sportbike, sulla carta, promette bene, per quanto il regolamento 2026 lascia interdetti su più aspetti.
33 ISCRITTI AL MONDIALE SPORTBIKE
Partendo dagli aspetti positivi, l'inaugurale stagione del Mondiale Sportbike accoglierà un
parco partenti di 33 iscritti. Non male affatto, con piloti di diversa levatura e formazione tecnico-agonistica, squadre di livello, convogliando anche l'interesse delle case costruttrici. Alcune delle quali già impegnate nei campionati nazionali protagonisti delle ultime sperimentali stagioni (British Sportbike, CIV Sportbike, MotoAmerica Twins Cup), per quanto il regolamento della serie iridata differirà non poco.
8 MOTO AMMESSE AL VIA
Uno dei primi punti è l'elenco delle moto ammesse al via. Complessivamente 8: in rigoroso ordine alfabetico, Aprilia RS 660, CFMOTO 675 SR-R, Kawasaki ZX-6R 636, KOVE 450RR, Honda CBR 600, Yamaha R7, Triumph Daytona 660 e la Suzuki GSX-8R. Cinque di queste (Aprilia, CFMOTO, Yamaha, Triumph e Suzuki) sostanzialmente sono delle "Sportbike pure", mentre le restanti sono state ammesse seppur si allontanano dalla formula originaria di bicilindriche 650cc (o giù di lì) 4 tempi. La KOVE con un 450, ma ciò che desta stupore è che siano state ammesse la Honda CBR 600 (non ce ne saranno al via) e, soprattutto, la Kawasaki Ninja 636. Di fatto la stessa moto del Mondiale Supersport, per quanto dovrà sottostare a determinati paletti per equiparare le prestazioni.
TARGET 90 CAVALLI
Kawasaki e Honda, di fatto, sono delle Supersport fatte rientrare nella Sportbike. Sebbene entrambe, in particolare la verdona con il motore della Z650 (di riferimento della Supertwins in questi anni, specie nelle corse su strada), potrebbero presentare delle alternative ad una categoria che, da regolamento, si pone il target di potenza massima prevista sui 90 cavalli. Per questo FIM e DWO hanno previsto vari correttivi: per equilibrare le prestazioni delle moto si interverrà su peso minimo, motore, limitatore dei giri motore (e coppia) con un BOP non così dissimile rispetto a quanto visto in questi anni in Superbike e Supersport. Anche nella neonata Sportbike, con un calcolo di 3 round in 3 round.
DIFFERENZE COLOSSALI
Pronti-via tra le varie moto ci saranno già distinzioni di peso minimo (solo moto e complessivo moto più pilota). La più "appesantita" sarà la Suzuki GSX-8R, la più "leggera" la KOVE 450RR. La disparità del peso minimo e altre limitazioni verterà su tre differenti "sottoclassi": moto da 400 a 600cc, da 601 a 799cc, 800cc e superiore. Un bel mischione.
PARTI MONOMARCA
Lato pneumatici (Pirelli) ed elettronica (centralina Mectronik MKE7 versione WSS600_A, di partenza quella del Mondiale Supersport), tutti correranno alla pari. Su quest'ultima area inoltre si agirà per trovare una compensazione di correttivi per equiparare le prestazioni, con la consapevolezza che si partirà quasi al buio nei primi round. Con qualche moto che, sulla carta, dovrebbe partire già avvantaggiata per la sua stessa natura e specifiche tecniche del modello di serie.
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