Autodromo di Terni: il sogno di Pierfrancesco Pileri che non verrà mai realizzato

Storie di Moto
martedì, 17 marzo 2026 alle 21:00
Pierfrancesco Pileri
Pierfrancesco Pileri
Storia di un autodromo mai nato. Pierfrancesco Pileri, fratello dell'ex campione del mondo Paolo, sognava di realizzare un circuito moderno a Terni. La citta umbra ha una lunga tradizione motoristica sportiva. Tanti anni fa vantava il mitico "Circuito dell'Acciaio", un tracciato cittadino di circa 10 chilometri, teatro di gare epiche.
Pierfrancesco Pileri nel 2023 aveva individuato l'area ideale. Si trovava a Maratta, nei pressi dell’aviosuperficie. Aveva già scelto anche il progettista: Jarno Zaffelli, uno tra i disegnatori di autodromi più stimati a livello italiano ed internazionale. Il designer aveva subito fatto dei sopralluoghi ed aveva in mente come farlo. L'autodromo di Terni sarebbe dovuto essere moderno, polifunzionale, capace di ospitare eventi automobilistici e motociclistici di buon livello. La lunghezza prevista era di 3500 metri con annesso un kartodromo in grado di ospitare anche le minimoto.
L'investimento, secondo quanto avevano riportato le testate giornalistiche umbre, sarebbe dovuto essere di sessanta milioni di euro con la prospettiva di creare numerosi posti di lavoro.
Pierfrancesco Pileri si è impegnato notevolmente e tra in 2023 ed inizio 2024 sembravano potessero esserci delle speranze. Erano stati fatti i sopralluoghi, gli studi preliminari ed era stato avviato un dialogo con le istituzioni. Se n'era parlato anche in Consiglio Comunale e pareva che ci fosse un forte interesse.
Molti pensavano dunque che Terni avrebbe avuto un suo autodromo. Tuttavia, nonostante l’entusiasmo e la qualità tecnica dell’idea, il progetto non è mai stato mai formalizzato con documenti tecnici completi ma soprattutto non sono mai state avviate le pratiche ufficiali per ottenere le autorizzazioni, i terreni ed i finanziamenti.
Le intenzioni, per quanto grandi, non si sono mai trasformate in atti concreti. Pierfrancesco Pileri era convinto che l'autodromo avrebbe rilanciato l'economia della città, dato un importante impulso al turismo ed alo sviluppo ma si è dovuto arrendere costatando che il suo sogno non si sarebbe mai realizzato.
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