Superbike Bandiere rosse a go go Perchè non introdurre la safety car?

Superbike Bandiere rosse a go go Perchè non introdurre la safety car? Il Mondiale Superbike dovrebbe prendere esempio dal British Superbike...

14 maggio 2017 - 17:27

Imola è una pista meravigliosa, il pubblico la ama e per (quasi) tutti i piloti è il tracciato più bello del Mondiale Superbike. Tecnico, veloce ma anche lontano dagli standard di sicurezza dei circuiti di ultima generazione. Evidentemente turbata dal terribile botto contro le barriere dell’Aprilia di Eugene Laverty avvolta in una palla di fuoco nella gara Superbike di sabato, la Direzione Gara ha fermato tutto ogni volta si è presentata qualche situazione di rischio reale o anche solo potenziale.

Risultato: il programma della domenica è stato condizionato da ben sette bandiere rosse. Una nel warm up Supersport, due nella gara della stessa categoria, una in Superbike e altre due nell’Europeo Superstock 1000 che chiudeva la serie di gara. Per quattro gare sono state necessarie otto partenze, con ritardi e stress per i piloti e tecnici che hanno aggiunto rischio al rischio.

E’ innegabile che sia meglio esporre una bandiera rossa di troppo che una di meno, ma non è questo il punto. Perchè non copiare il British Superbike e adottare la Safety Car, che per altro funziona egregiamente anche nelle competizioni Endurance, senza parlare della Formula 1? Nella maggior parte dei casi basterebbe neutralizzare la corsa due-tre giri per ripristinare le condizioni di sicurezza e far ripartire la sfida senza problemi. Pensate alla perdita d’olio di Ayrton Badovini: sarebbe potuta entrare la Safety Car, le posizioni non sarebbero cambiate, quindi l’aspetto sportivo sarebbe stato in qualche modo tutelato, e in qualche minuto i commissari avrebbero rimesso la pista a posto, operando in tutta sicurezza. I oiloti, continuando a girare a bassa andatura, avrebbero avuto una maggiore conoscenza delle condizioni della pista. Invece con il Quick Restart hanno a disposizione solo il giro di allineamento e quello di lancio, troppo poco per capire dove e quanto le condizioni della pista sono cambiate.

Visto che nel regime Dorna gira tutto o quasi intorno alla TV, non si capisce perchè ci si ostini a non voler introdurre una soluzione che – se non altro – permetterebbe di non dilatare eccessivamente i tempi della diretta. Per fortuna a Imola il cielo è stato terso da mattina a sera, immaginate cosa sarebbe successo se fosse piovuto a intermittenza e al casino generale si fossero aggiunte anche le bizze del meteo…

Tra l’altro anche la MotoGP si è appena adeguata alla Superbike adottando la procedura Quick Restart. Ma in realtà la Safety Car è molto più affiidabile sotto tutti i punti di vista. In Gran Bretagna funziona, da anni: perchè il Mondiale deve restare indietro?

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