MotoGP, dai trionfi con Ducati al fondo con Yamaha: la nuova scalata del team Pramac

MotoGP
mercoledì, 08 luglio 2026 alle 13:05
Team Prima Pramac Yamaha MotoGP schierato con Toprak Razgatlioglu, Gino Borsoi, Paolo Campinoti e Jack Miller
MotoGP, da Ducati a Yamaha: la nuova scalata del team Pramac
La squadra di Campinoti ha deciso di intraprendere un nuovo progetto e ne paga lo scotto in termini di risultati: ma Borsoi è fiducioso per il futuro.
Quando nel 2024 il team Prima Pramac Racing ha vinto il titolo piloti con Jorge Martin ha raggiunto il suo apice. Per la prima volta una squadra satellite è riuscita a realizzare tale impresa nell'era MotoGP. Vero che lo spagnolo godeva di un trattamento tecnico di alto livello, visto che correva per un team factory supported di Ducati, però essere in una struttura ufficiale è sempre un vantaggio non trascurabile.
Quel successo è stato il coronamento di un percorso che la squadra di Paolo Campinoti aveva iniziato nel 2005, quando si era unita al team d'Antin e aveva iniziato una partnership con Ducati, proseguita poi in autonomia quando Luis d'Antin si era fatto da parte nel luglio 2008. Ci sono voluti tanti anni di duro lavoro, ingoiando anche qualche boccone amaro, però alla fine è arrivata la soddisfazione più grande possibile.

MotoGP, da Ducati a Yamaha: il team Pramac ci riprova

Dopo un titolo piloti (2024), un titolo team (prima squadra satellite a riuscirci, nel 2023), cinque affermazioni come migliore team indipendente (2018, 2021, 2022, 2023, 2024) e quattro piloti promossi nella formazione ufficiale (Iannone, Petrucci, Miller, Bagnaia), la collaborazione con Ducati si è interrotta e ne è iniziata una nuova con Yamaha. Prima Pramac Racing è diventato il secondo Factory Team della casa di Iwata in MotoGP.
Paolo Campinoti con Pavesio e Jarvis manager Yamaha
Il team Pramac vincerà la scommessa Yamaha?
La decisione di cambiare ha comportato un inevitabile ridimensionamento dei risultati. Campinoti aveva messo in preventivo che passare da Ducati, riferimento della griglia, a Yamaha sarebbe stata una sfida enorme. Ma l'imprenditore toscano non ha paura delle sfide e ha ricevuto garanzie importanti dalla casa giapponese, che sta lavorando sodo per farsi trovare pronta dal 2027, anno nel quale entrerà in vigore il nuovo regolamento tecnico e ci sarà anche un nuovo fornitore di gomme (Pirelli). I valori in pista potrebbero cambiare e forse rivedremo una Yamaha più competitiva.
La decisione di introdurre il motore V4 nel 2026, accettando così di fare un anno più di test e sviluppo che di risultati, rientra proprio nell'ottica di prepararsi al 2027. Per i piloti è inevitabile provare tanta frustrazione, non potendo dimostrare il proprio potenziale con una M1 molto acerba e senza apparenti punti forti. Proprio il motore sembra il grande limite, a Iwata ci stanno lavorando e l'auspicio è quello di vedere aggiornamenti in grado di funzionare nel corso della stagione.

La situazione vista da dentro: le parole di Gino Borsoi

Yamaha è in fondo alla classifica costruttori, con il team factory Monster Energy Yamaha penultimo e Prima Pramac ultimo in quella team. Pensando agli ultimi anni particolarmente positivi con Ducati, non deve essere facile per la squadra toscana accettare la nuova realtà.
Il team manager Gino Borsoi, intervistato da Motorsport-Total.com, ha spiegato quanto sia fondamentale riuscire comunque a mantenere alta la motivazione: "È qualcosa che si impara a gestire strada facendo. E bisogna saperla gestire, altrimenti si arriva alla gara senza alcun obiettivo. L'obiettivo in questo momento è ottenere il massimo risultato, non solo per i piloti ma anche per Yamaha. E per il futuro, dobbiamo motivare i piloti, il team e tutti quanti. Devono avere un obiettivo davanti agli occhi per mantenere l'atmosfera il più positiva possibile. Non è facile".
Borsoi è pienamente consapevole della situazione e come leader del box Prima Pramac sta dando il massimo per stimolare ogni persona: "Siamo in fondo alla classifica, dobbiamo recuperare terreno. E a volte non è possibile farlo perché a causa della pista o della moto il risultato desiderato non arriva. In questi casi la situazione si fa sempre più difficile. Ma tutti sanno a che punto siamo. Tutti sanno che abbiamo bisogno di tempo. Questo tempo non si limita a un anno, una stagione o due stagioni. Per un progetto a lungo termine, si parla di almeno tre o quattro anni".

Che Yamaha vedremo nel 2027?

Serve tempo, questo era chiaro fin dall'inizio dell'avventura con Yamaha. E lo è diventato ancora di più quando è iniziato un progetto da zero come quello riguardante il motore V4, mai adottato prima da Yamaha in MotoGP. Tutti vorrebbero risultati a breve termine, però ci sono situazioni nelle quali non è possibile ottenerli, diventa fondamentale lavorare a testa bassa ed essere pazienti, evitando di rovinare il clima dentro il box.
Pramac ha maturato un'esperienza importante con Ducati ed è probabilmente il partner migliore che Yamaha poteva trovare per la sua risalita. Vedremo se ci sarà una svolta già nel 2027 con le nuove regole e le nuove gomme, però Borsoi e i suoi uomini sanno che ci potrebbe volere più tempo e sono pronti a ogni scenario.
Da non dimenticare che cambieranno tre dei quattro piloti della line-up Yamaha. La squadra ufficiale accoglierà Jorge Martin e Ai Ogura, mentre nel team Prima Pramac arriverà Izan Guevara dalla Moto2 per affiancare Toprak Razgatlioglu.

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